Primo maggio La tradizionale discesa da Squillace Paese al Santuario

Il Primo Maggio, giorno dedicato al lavoro e alla dignità dell’uomo, qui da noi si trasforma in cammino, memoria e fede. La tradizionale discesa da Squillace Paese al Santuario non è soltanto un gesto che si ripete nel tempo, ma un legame vivo che unisce generazioni nel segno della devozione.

Quest’anno, questo cammino si arricchisce di un significato ancora più profondo: ricorrono i cinquant’anni dal restauro della chiesa e dall’arrivo della nuova statua, dono generoso delle famiglie Mungo Agazio e Mercurio Giuseppe. Il restauro, avviato su iniziativa di don Domenico Cirillo, rappresenta un segno concreto dell’amore e dell’impegno di una comunità che, guidata da una fede salda, ha saputo rinnovare e custodire il proprio Santuario.

A questa opera si è data continuità nel tempo grazie alla presenza e al servizio di Don Emidio Commodaro e, successivamente, con l’arrivo di Padre Piero Puglisi, che hanno contribuito a far crescere il Santuario non solo nella sua struttura, ma soprattutto nella vita spirituale della comunità, rendendolo sempre più punto di riferimento per i fedeli.

A questo cammino si unisce anche la comunità di Squillace Lido, che insieme a Squillace centro si muove in pellegrinaggio verso il Santuario: un segno forte di unità, che testimonia come, pur nelle diverse realtà, siamo un unico popolo che si ritrova ai piedi della Madonna.

Ogni passo verso il Santuario racconta una storia, ogni sguardo custodisce un ricordo, ogni preghiera rinnova una promessa. In quel restauro, in quel dono e nel cammino che continua ancora oggi, c’è il lavoro di tante mani, ma soprattutto il cuore di un popolo che non ha mai smesso di credere.

Scendere insieme significa ritrovarsi, riconoscersi parte di una storia più grande, rendere grazie per ciò che abbiamo ricevuto e affidarci con fiducia al futuro. Come il lavoro, anche la fede si costruisce giorno dopo giorno, con gesti semplici ma autentici.

Inoltre, questo Primo Maggio segna anche l’inizio del mese mariano: un tempo speciale che affidiamo con devozione alla Madonna, perché accompagni il cammino della nostra comunità.

E così, tra memoria e devozione, il Primo Maggio diventa per tutti noi una testimonianza viva: quella di una comunità unita, che continua il suo cammino, custodendo il passato e guardando con speranza a ciò che verrà.

Passo dopo passo, tra memoria e speranza, il nostro cammino continua: custodito dalla fede di ieri, illuminato dall’amore di oggi.
Carlo Mauro

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