Amaroni, 25 aprile, festa della Liberazione: l’intervento del cav. Rocco Devito

Il cavaliere Rocco Devito ha preso parte questa mattina alla sentita celebrazione del 25 aprile, Festa della Liberazione, svoltasi davanti al monumento ai caduti di Amaroni. Un momento di raccogli­mento e memoria che ha unito la comunità nel ricordo dei valori fondanti della Repubblica. Nel suo intervento, Devito ha voluto innanzitutto richiamare, con profonda commozione, la recente tragedia di Catanzaro e la scomparsa del professore Luigi A. Macrì, figura di riferimento che tanto ha contri­buito alla crescita civile e culturale delle comunità locali. Il suo discorso si è poi concentrato sul si­gnificato autentico delle celebrazioni del 25 aprile, sottolineando come esse non debbano ridursi a semplici occasioni formali o rituali. Secondo Devito, questi momenti rappresentano invece un’opportunità fondamentale per imprimere nella memoria collettiva il valore degli eventi storici, affinché possano fungere da guida per il presente e da monito contro scelte che conducono a conse­guenze drammatiche. La Liberazione dal nazifascismo, ha ricordato, non è solo una pagina di storia, ma un insegnamento vivo: essa richiama i valori della libertà, della democrazia e della pace tra i popoli. Valori che, però, non possono essere considerati acquisiti una volta per tutte, né vissuti passivamente. Devito ha mes­so in guardia dal rischio dell’assuefazione e dell’indifferenza, evidenziando come tali principi deb­bano essere praticati quotidianamente per evitare che vengano svuotati o, peggio, sostituiti da egoi­smi e logiche oppressive. Nel suo intervento non è mancato un riferimento al contesto internazionale, segnato da conflitti e tensioni che dimostrano quanto fragile possa essere l’equilibrio della pace. In questo scenario, Devi­to ha richiamato il costante appello del Pontefice contro le guerre, sottolineando come non sia suffi­ciente esprimere solidarietà a parole, ma sia necessario tradurre quei richiami in azioni concrete e coerenti. Il cavaliere ha quindi invitato tutti a sentirsi parte attiva della società, ricordando che ogni cittadino contribuisce, con il proprio comportamento, alla tenuta dei valori democratici. Il sacrificio di quanti hanno lottato per la libertà, ha aggiunto, impone una responsabilità quotidiana: quella di non tradire quei principi con atteggiamenti contraddittori o dettati da interessi personali. La celebrazione del 25 aprile, ha concluso, deve diventare anche un momento di riflessione profon­da e costruttiva, affinché i valori della Liberazione continuino a essere il motore del progresso civi­le. Solo attraverso un impegno concreto e condiviso sarà possibile preservare la libertà, la democra­zia e la pace, rendendosi davvero degni del sacrificio di chi ha reso possibile il futuro di oggi.
Carmela Commodaro

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