“Cutro 94… and more”: quando il cinema diventa memoria civile

Il 31 marzo, al Supercinema di Soverato, è stato proiettato “Cutro 94… and more”, un docufilm che non concede tregua allo spettatore e che sceglie deliberatamente di non addolcire nulla. Diretto da Angelo Resta e nato da un’idea dei giornalisti Vincenzo Montalcini e Bruno Palermo, con la partecipazione dell’attore Francesco Pupa, il film ricostruisce con precisione e rispetto il naufragio del 26 febbraio 2023, avvenuto a Steccato di Cutro, in cui persero la vita 94 persone, oltre ai dispersi mai ritrovati.
Il titolo “Cutro 94… and more” richiama proprio ciò che spesso sfugge nel dibattito pubblico: il numero delle vittime non basta a contenere la portata umana della tragedia. Dietro ogni cifra c’erano volti, famiglie, speranze, progetti interrotti. Il docufilm restituisce dignità a queste vite spezzate, sottraendole all’anonimato delle statistiche. Il regista
Resta utilizza filmati originali, materiali d’archivio, testimonianze dei primi cronisti giunti sul posto e dei volontari che, in quelle ore drammatiche, hanno visto l’orrore da vicino. Non c’è spettacolarizzazione, non c’è retorica: c’è la realtà, nuda e dolorosa. Una realtà che il film non vuole far dimenticare.
L’opera non si limita a raccontare: interroga.
Denuncia omissioni, ritardi, responsabilità politiche e istituzionali. Lo fa senza gridare, ma con la forza dei fatti e delle immagini. È un invito a non abituarsi all’orrore, a non lasciarsi anestetizzare dalla distanza o dall’abitudine.
La proiezione a Soverato ha lasciato il pubblico in un silenzio denso, quasi fisico. “Cutro 94… and more” è un film che ferisce, ma è una ferita necessaria: ci ricorda che l’umanità non è un concetto astratto, ma una responsabilità quotidiana.
Chi ha avuto modo di vederlo parla di un impatto emotivo forte, a tratti doloroso, ma autentico. Un’opera che invita a recuperare empatia in un tempo in cui la cattiveria, l’indifferenza e la distanza rischiano di diventare la norma.
La memoria non è un esercizio del passato, ma un dovere del presente.
Perché quelle vite meritano di essere ricordate.
Perché solo guardando in faccia la realtà possiamo sperare di cambiarla.
Se vi capita, non perdete l’occasione di vederlo. È un film che non si dimentica e che, soprattutto, non permette di dimenticare.L’evento è stato curato da Autodeterminazione Popoli e Territori di Antonio Damiano Lucibello, con il supporto del Coordinamento Provinciale Catanzaro a sostegno del popolo palestinese. Alla realizzazione contribuiscono anche diverse realtà del territorio:
Auser Albi, Libreria “Non ci resta che leggere”, Bar Pian Castello, Chocolat Soverato ed Estetica Vanity di Silvia Perruna.
Una rete eterogenea che testimonia come la memoria e la solidarietà possano diventare un impegno condiviso, capace di unire associazioni, attività locali e cittadini. Carmela Commodaro
L’articolo “Cutro 94… and more”: quando il cinema diventa memoria civile proviene da S1 TV.






