Intervista SottoTraccia di Davide Mercurio. Il “Morrison”, dove la musica dal vivo diventa casa.

Nel cuore pulsante della scena musicale locale, il Morrison non è mai stato soltanto un pub. È un’idea, un simbolo, un sogno nato tra i banchi di scuola e trasformato in realtà grazie alla determinazione e alla passione di Francesco Dell’Apa. Un nome che è già una dichiarazione d’intenti: un omaggio a Jim Morrison e, allo stesso tempo, la promessa di uno spazio dedicato alla musica dal vivo, autentica, libera da compromessi. In una nuova Intervista SottoTraccia realizzata da Davide Mercurio del Collettivo OndaRock, Francesco ripercorre la storia del suo progetto, nato con piena consapevolezza delle difficoltà ma anche con un’identità chiara e incrollabile. Al Morrison, storico locale di Sellia Marina, nulla è lasciato al caso: ogni artista viene scelto attraverso l’ascolto, la qualità e la coerenza stilistica. Nessuna proposta “a scatola chiusa”, nessuna scorciatoia. Solo musica vera, selezionata con cura e rispetto per chi la suona e per chi la ascolta. Il ruolo del Morrison nella crescita della scena indipendente calabrese è stato, e continua a essere, fondamentale. Lo dimostra IndieBack, rassegna nata insieme a Totò Guzzomì e dedicata esclusivamente alle band indipendenti. Un progetto capace di creare una rete reale tra artisti, pubblico e persino radio locali: un ecosistema vivo, in cui la musica non è solo intrattenimento ma collante sociale e culturale. Tra i ricordi più intensi, Francesco cita un Primo Maggio entrato ormai nella memoria collettiva: otto o nove band sul palco, un’energia incontenibile e una partecipazione tale da “bloccare” simbolicamente la statale 106. Un momento epico, reso possibile da una comunità di amici e collaboratori che, sottolinea Francesco, sono stati la vera forza del progetto. Senza di loro, nulla sarebbe stato possibile. Gestire un locale dedicato alla musica live oggi significa affrontare ostacoli quotidiani: imprevisti, problemi tecnici, condizioni meteo avverse. La parola chiave, però, resta una sola: resilienza. Avere sempre un piano B, non arrendersi, non perdere mai la voglia di ripartire. E anche adesso, dopo un cambio di location che ha inevitabilmente rallentato le attività, il futuro del Morrison è ancora tutto da scrivere. Ma il desiderio di tornare a far vibrare le casse non si è mai spento. Qualcosa, promette Francesco, arriverà. Perché il Morrison non è solo un palco: è un luogo dove la musica prende vita, dove ogni live diventa un ricordo condiviso, un frammento di comunità. Il Collettivo OndaRock ringrazia Francesco per aver raccontato ancora una volta la sua storia e per continuare a credere nel valore dei luoghi che fanno cultura dal basso. Spazi necessari, fragili e preziosi, che resistono grazie alla passione di chi li anima e di chi li vive. Viva il Morrison, viva i live.
Carmela Commodaro

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