Squillace, nel castello normanno la mostra di Lorenzo Bruschini

È stata presentata ieri a Squillace la mostra personale di Lorenzo Bruschini “L’inconscio e il mito” che rimarrà aperta al pubblico nel castello normanno fino al 30 settembre. L’iniziativa, voluta dall’amministrazione comunale, nasce dal desiderio di far dialogare la grande eredità storica e archeologica della città con la forza creativa del presente. Lorenzo Bruschini è nato a Frascati nel 1974. Ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma; è stato borsista alla Scuola Nazionale Superiore di Arti Decorative di Parigi. Ha approfondito la ricerca sul simbolismo attraverso lo studio di varie opere, dai classici omerici a Nietzsche, da Jung a Kérenyi per giungere a Hillman. L’artista ha inoltre visitato, in un viaggio di studio e perfezionamento sul tema Animalità/Arte, numerose fra le più importanti grotte rupestri risalenti al Paleolitico Superiore, nei Pirenei francesi fino a Marsiglia. Nel corso del viaggio e della residenza in Occitania, Bruschini ha realizzato il Libro d’artista Voyage à Lascaux, esposto a Roma. Tra le varie mostre vanno citate quella antologica Self-Shaping alle Scuderie Aldobrandini di Frascati; Utopia all’Accademia di Francia di Villa Medici; la prima edizione della mostra “L’inconscio e il mito” al Centro culturale Poli d’Arte di Spoleto (2024). È artista permanente della Galleria Von Buren Contemporary di Roma. Con la mostra di Squillace si attua un progetto che trasforma gli spazi in luoghi di incontro tra memoria e innovazione, dove gli artisti diventano ponti tra passato e futuro. «Una Squillace – ha affermato l’assessore comunale al turismo Natascia Mellace – non solo come percorso turistico, ma un’esperienza capace di accendere lo sguardo dei visitatori e rafforzare l’orgoglio dei cittadini, custodendo e insieme reinventando la bellezza del nostro patrimonio per condividerla con il mondo. In questo contesto si inserisce la mostra di Lorenzo Bruschini, che ci invita a un viaggio interiore: un’esplorazione delle origini, del primitivismo dell’essere, alla ricerca dell’essenzialità delle forme e dei colori. Nel bianco e nel nero si compie la sintesi, nella linea del disegno si rivela l’origine di ogni traccia di vita». Le opere di Lorenzo Bruschini emergono come ricordi ancestrali, esperienze custodite nell’intimo e finalmente liberate, trasformandosi in segni vivi e universali. «Un doveroso ringraziamento – ha concluso l’assessore Mellace – va a Caterina Cefaly, curatrice della mostra; alla giornalista Carmela Commodaro, per la presentazione immersiva tra la vita e le opere dell’artista; la Fondazione Andrea Cefaly; Calabria Contatto; e I Giardini di Hera, società che gestisce il castello squillacese».
Carmela Commodaro

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