Squillace, ancora fermi i lavori al Santuario della Madonna del Ponte

Grazie a un finanziamento della Soprintendenza, nel mese di febbraio sono stati avviati i lavori di rifacimento del tetto del Santuario della Madonna del Ponte. Da fine maggio si sono fermati inspiegabilmente. D’altra parte, a differenza di quanto prospettato dalla progettista dell’intervento, l’architetto Maria Teresa Alcaro, e cioè che l’utilizzo del Santuario nel fine settimana sarebbe sempre stato possibile per garantire il culto, dopo vari sopralluoghi da parte di dirigenti della Soprintendenza e dei responsabili della ditta alla quale sono stati affidati i lavori, si è concluso che il Santuario doveva essere chiuso al culto per un periodo di tre mesi. Il rettore del Santuario padre Piero Puglisi era stato rassicurato sul fatto che al massimo il 31 maggio i lavori sarebbero stati consegnati e il Santuario poteva essere restituito alla devozione dei fedeli. Sembra, però, che a causa di lentezze burocratiche, ritardi nei pagamenti, una variante che si è resa necessaria, i lavori sono andati molto a rilento fino a fermarsi completamente intorno al 20 maggio. E a nulla sono valsi i continui solleciti, le richieste di incontro, il pressing della ditta al fine di sbloccare la situazione e riprendere i lavori: vi sarebbe stato sempre qualche intoppo amministrativo e burocratico che ha condotto la situazione in stallo. Secondo quanto reso noto, si è reso, pertanto, necessario annullare tutti i matrimoni e i battesimi previsti nel periodo estivo con grave danno per le coppie e le famiglie che avevano prenotato con molto anticipo; e sono state annullate la consueta festa del primo maggio e quella della seconda domenica di agosto. I fedeli, inoltre, che soprattutto in primavera e in estate amano frequentare il Santuario per trovare ristoro, coltivare la speranza e rafforzare la fede, rimangono ancora disorientati e senza quel punto di riferimento che era un punto fermo nella loro vita. Fra tali problematiche, occorre considerare anche che il poderoso ponteggio utilizzato dall’impresa edile per i lavori è stato preso in fitto da una ditta esterna e ciò significa che si continua a pagare profumatamente il fitto del ponteggio impegnando inutilmente risorse economiche inevitabilmente sottratte alle lavorazioni necessarie. Allora ci si chiede da più parti: quanto tempo ancora bisognerà attendere per ultimare un lavoro che prevedeva solo tre mesi per il completamento dell’intervento programmato? Sembra che a questo punto non si tenga conto della sensibilità dei fedeli, della comunità ecclesiale di Squillace e che sia leso il rispetto dell’intera comunità diocesana.
Carmela Commodaro

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