Vallefiorita, inaugurato il vecchio frantoio e la biblioteca multimediale

“Vallefiorita: città dell’olio e città che legge” è il titolo dell’interessante progetto varato dall’amministrazione comunale di Vallefiorita per un viaggio affascinante tra storia, cultura e identità agreste. Grazie ad un finanziamento regionale di 800 mila euro, si è potuto, fra l’altro, ristrutturare il vecchio frantoio di via Garibaldi e realizzare a pochi metri di distanza una biblioteca multimediale. Il sindaco Salvatore Megna lo ha spiegato nel corso di un evento svoltosi martedì scorso, alla presenza, fra gli altri, del prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa. Accolto in Municipio il rappresentante del Governo ha affermato che «saper coniugare le antiche tradizioni e le identità che appartengono ad una comunità con il progresso tecnologico come quello che si ritrova in una biblioteca multimediale denota visione e capacità di gestione amministrativa». Il prefetto ha aggiunto che «il vecchio frantoio, completamente ristrutturato, diventa luogo di incontri e di esposizione e ben si sposa con la biblioteca ad alta tecnologia». Vallefiorita è, peraltro, “città dell’olio” e da qualche anno anche “città che legge”, poiché l’amministrazione ha inteso puntare molto sulla cultura. De Rosa ha fatto visita al centro storico di Vallefiorita, soffermandosi nella chiesa matrice, dove, come sottolineato dal parroco don Salvatore Gallello, ha manifestato apprezzamento per la bellezza dei dipinti e delle opere custodite e per un momento di raccoglimento e di preghiera. A conclusione dell’evento, il professore Tito Truglia ha rievocato con racconti e aneddoti la vita contadina di un tempo. Ha illustrato lo sviluppo della produzione olearia in Calabria, a partire da alcune ricerche degli anni passati, in particolare dello storico Augusto Placanica e poi di Nicola Zitara. L’excursus ha messo in luce l’originaria provenienza greca della coltivazione dell’ulivo, che dopo alcune “pause di crescita” (nel periodo romano, e poi nella dominazione aragonese) è ripartita nel periodo bizantino e soprattutto nel periodo centrale del 1800, quando secondo alcuni studiosi, si è verificata una vera rivoluzione agricola incentrata sulla produzione olivicola che poi è stata depauperata dal governo piemontese dell’Italia unita. Come affermato da Truglia, a Vallefiorita il periodo d’oro della produzione dell’olio è stato negli anni ’50: crescita esponenziale dei frantoi (“troppiti” in dialetto), protagonismo “piccolo-aziendale” dei contadini, frantoi in parte ai mulini e ai palmenti. Ampia è stata la citazione poetica proposta, con il riferimento alle pubblicazioni di Franco Costabile. «La ristrutturazione esemplare dell’antico “troppito” – ha infine sostenuto Truglia – è un esperimento che deve avere continuità e partecipazione attiva, deve coinvolgere le scuole e i giovani con progetti che riescano ad interessare proponendo attività bastate sulla partecipazione creativa dei singoli».

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