Governo, ok Cdm a decreto attuazione patto Ue su migrazione e asilo
ROMA (ITALPRESS) – Via libera del Consiglio dei Ministri allo schema di decreto-legge recante misure urgenti in materia di giustizia e per l’attuazione del Patto dell’Unione europea su migrazione e asilo.
Il Patto UE sulla migrazione e l’asilo sarà in vigore dal 12 giugno 2026 e il decreto approvato oggi dal Consiglio dei Ministri servirà a “rendere immediatamente operative le procedure di asilo alla frontiera che il diritto dell’Unione rende obbligatorie per determinate categorie di richiedenti”, si legge in una scheda di sintesi diffusa da Palazzo Chigi al termine del Cdm. In attuazione della decisione della Commissione europea che ha quantificato la capacità adeguata degli Stati membri e il numero massimo annuale di domande da esaminare nella procedura di frontiera, l’Italia “dovrà esaminare con procedura di frontiera, nel primo periodo di applicazione compreso tra il 12 giugno 2026 e il 12 giugno 2027, fino a 16.032 domande annue”. La procedura di frontiera, in attuazione delle disposizioni del nuovo Patto, troverà obbligatoria applicazione nel caso di soggetti pericolosi per la sicurezza nazionale; provenienti da paesi che presentano un tasso di accoglimento di domande inferiore al 20 per cento o che abbiano presentato informazioni o documenti falsi. Le procedure “devono concludersi entro il termine massimo complessivo di dodici settimane”.
Di qui “la necessità per l’ordinamento nazionale di fissare i termini della fase amministrativa e quelli della fase processuale in modo coerente con tale limite massimo” e “apprestare i necessari rafforzamenti per gli uffici amministrativi e giudiziari chye saranno impegnati nella suddetta attività”. Le nuove norme del Patto prevedono che per la durata della procedura di frontiera, il richiedente sia tenuto, di regola, a soggiornare alla frontiera esterna o in prossimità della stessa, in una zona di transito oppure in altri luoghi designati dallo Stato membro, senza che ciò comporti autorizzazione all’ingresso nel territorio nazionale, fatta salva la ricorrenza delle condizioni per il trattenimento. “Ciò comporta la necessità di individuare i luoghi nei quali il richiedente deve permanere durante tale procedura”.
Inoltre, come corollario dell’effettività della procedura di frontiera, “è necessario introdurre nell’ordinamento interno le disposizioni che consentono l’adozione di decisioni di rigetto di maggiore rigore, con specifico riguardo alle ipotesi di inammissibilità, manifesta infondatezza e ritiro implicito della domanda”. Infine, “particolarmente incisiva è la previsione del fermo del soggetto alla frontiera che consente di tenere a disposizione lo straniero per un massimo di 72 ore nelle more degli accertamenti sull’identità e la pericolosità dello stesso”.
-foto Ipa Agency-
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ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo una Costituzione che dice che la tassazione deve essere progressiva e chi più ha più deve pagare, adesso siamo al paradosso che la tassazione è più alta per il lavoro dipendente e pensionati che sulla rendita”. Cosi il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, a margine della presentazione del libro di Cesare Damiano risponde sulla patrimoniale. “Abbiamo bisogno- prosegue Landini – di una riforma fiscale vera per aumentare gli stipendi e fare gli investimenti, per creare lavoro che ci sia un intervento da fare è un tema che si sta discutendo in tutti i paesi, è una questione di giustizia sociale”.
ROMA (ITALPRESS) – “Si è concluso il trilogo sul regolamento rimpatri, che è un pezzo che va a completare il patto migrazioni e asilo, ma che è un testo agghiacciante, perché permette di mettere in prigione persone che non hanno fatto niente, anche famiglie con bambini messi in prigione fino a due anni e mezzo, e poi potranno essere deportate verso paesi terzi considerati sicuri”. Lo ha dichiarato Cecilia Strada, eurodeputata del Partito Democratico, commentando gli ultimi sviluppi sulle politiche migratorie dell’Unione Europea. Secondo Strada, la durezza delle nuove norme rischia di produrre l’effetto opposto a quello dichiarato in termini di ordine pubblico. “Scrivendo una legge così spaventosa, quando le persone incensurate o che magari hanno perso il permesso di soggiorno si troveranno di fronte alla prospettiva drammatica di essere messe in prigione per due anni e mezzo, è possibile che molti decideranno di nascondersi. Questo porterà più sicurezza? No, il contrario della sicurezza che tanto viene decantata da questo decreto”, ha affermato l’eurodeputata.
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Non è un risultato negativo per la sinistra italiana, ma è un risultato negativo per la garanzia dei diritti umani. Qui siamo di fronte a una completa negazione europea dei diritti che in teoria dovevano fondarla. Noi siamo nati su principi di pace e diritti umani”. Lo ha dichiarato Cristina Guarda di Alleanza Verdi e Sinistra, commentando le recenti politiche migratorie europee e la gestione dei flussi. Secondo l’esponente di AVS, l’attuale asse politico sta tradendo i valori fondanti dell’Unione: “Non dovevamo vedere un centrodestra dichiarato democratico allearsi con l’estrema destra, normalizzando e legalizzando delle deportazioni e quelle, come vediamo negli hub in Albania, che sono delle vere e proprie violenze contro la dignità umana”.
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Le richieste del governo italiano sono state accolte in maniera indiretta, in maniera diretta anche grazie all’opportunità del Just Transition Fund, quindi quella flessibilità dai fondi di coesione”. Così Nicola Procaccini, eurodeputato e co-presidente del gruppo Ecr del Parlamento europeo per Fratelli d’Italia, commentando gli ultimi risultati ottenuti in sede europea sulle politiche economiche ed energetiche. Secondo Procaccini, le novità normative rappresentano un successo in linea con i target indicati dall’esecutivo: “Si è aggiunta la possibilità di usare la clausola di salvaguardia nazionale, non solo per la difesa nazionale ma anche per la produzione energetica, come chiedeva la presidente italiana”.
ROMA (ITALPRESS) – “Il centrosinistra dovrà scrivere il suo programma, il prossimo anno si va ad elezioni e mi auguro che abbia al centro il tema del salario buono, giusto, come dice l’articolo 36 della Costituzione, e del lavoro di qualità. Questi sono i due requisiti necessari. Bisogna invertire la rotta perché, purtroppo, abbiamo in Italia troppi lavoratori che, nonostante il fatto che abbiano un rapporto di lavoro, sono considerati poveri; alla fine del mese non ci arrivano. E, soprattutto, esiste ancora un margine ampio di precarietà del lavoro”. Lo afferma Cesare Damiano, nel corso della presentazione del libro “L’Italia che non arriva a fine mese” scritto assieme a Mimmo Carrieri e Agostino Megale. Questa crisi “nasce dal fatto che, purtroppo, siamo passati ad un modello di capitalismo, quello liberista, che sicuramente ha guardato meno alla tutela del lavoro, ha smantellato alcuni diritti fondamentali. Il lavoro molecolare è più difficile da rappresentare – osserva -. Noi siamo un Paese nel quale, purtroppo, muoiono bruciati vivi lavoratori che rivendicano il giusto salario, questa è barbarie. Viviamo in un mondo nel quale i rider ricevono meno di tre euro e questo è un lavoro organizzato da multinazionali. Tutto questo va cambiato”.