Iran, ambasciatore del Kuwait Alqahtani condanna raid di Teheran
ROMA (ITALPRESS) – Lo Stato del Kuwait “condanna con la massima fermezza gli attacchi palesi e ingiustificati perpetrati dall’Iran”. E’ quanto ha affermato l’ambasciatore del Kuwait a Roma, Nasser Sanhat Alqahtani, in un colloquio con l’agenzia Italpress. Il diplomatico rileva come “con questa escalation, l’Iran sta cercando di ampliare la portata del conflitto che lo vede contrapposto, da un lato, agli Stati Uniti e dall’altro a Israele. Lo Stato del Kuwait si riserva il diritto di rispondere a questi attacchi in conformità con l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite”. L’ambasciata desidera inoltre sottolineare che “lo Stato del Kuwait e i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) hanno cercato, negli ultimi 47 anni, di instaurare relazioni amichevoli e di sviluppo congiunto con il regime iraniano, basate sui principi di buon vicinato. Tuttavia, queste iniziative del Golfo sono state accolte dall’Iran con minacce alla sicurezza di questi Paesi, l’infiltrazione di cellule terroristiche al loro interno, il dirottamento di aerei civili e il finanziamento di milizie in Iraq, Yemen e Libano per minacciare i Paesi della regione, incluso lo Stato del Kuwait”.
L’ambasciatore ricorda che lo Stato del Kuwait e i Paesi del CCG “hanno dichiarato, sia prima che durante questo conflitto, di non esserne parte e di non permettere a nessun Paese di utilizzare il proprio territorio, spazio aereo o acque territoriali per lanciare aggressioni contro l’Iran. Dall’inizio della palese e ingiustificata aggressione iraniana contro lo Stato del Kuwait, più di un mese fa, il regime iraniano ha lanciato oltre 900 attacchi con missili balistici e droni contro il nostro Paese, grande quanto la regione del Lazio. Questi attacchi, contrariamente a quanto affermato dagli iraniani, non hanno preso di mira siti militari, bensì infrastrutture civili e vitali, come raffinerie e depositi di petrolio e gas, nonchè centrali elettriche e idriche che forniscono energia elettrica e acqua ai cinque milioni di abitanti del Kuwait. Sono stati colpiti anche l’aeroporto, i depositi di rifornimento per aerei ed edifici residenziali. Ad oggi, si contano sei vittime, tra cui una bambina di 12 anni. Ciò conferma che l’aggressione iraniana rappresenta una pericolosa escalation che incide sugli aspetti umanitari e sui mezzi di sussistenza, nonchè una violazione fondamentale del diritto internazionale umanitario”.
Per quanto riguarda l’attacco alla base aerea di Ali Al Salem, dove è schierato il contingente italiano dell’Operazione Prima Parthica/Inherent Resolve, che svolge attività di sorveglianza, ricognizione e supporto logistico nella lotta contro lo Stato Islamico, Alqahtani ha sottolineato che “è in corso un coordinamento costante tra le autorità competenti sia in Kuwait che in Italia a supporto dei sistemi di difesa aerea kuwaitiani. L’Italia è un alleato strategico del Kuwait e il ministero della Difesa e la Guardia Nazionale kuwaitiani contrastano continuamente questi attacchi intercettando efficacemente missili e droni lanciati dall’Iran o dalle milizie irachene sostenute dall’Iran. Inoltre, una parte significativa dei sistemi di difesa del Kuwait è costituita da attrezzature italiane all’avanguardia che hanno dimostrato la loro efficacia nel contrastare questi attacchi e nel fornire protezione e sicurezza ai cittadini kuwaitiani, ai residenti e alle forze alleate di stanza sul suo territorio”.
Per quanto riguarda le relazioni tra i Paesi del CCG e l’Unione europea, l’ambasciatore ha concluso spiegando che “sono relazioni strategiche, dato che i Paesi del Golfo hanno accordi di difesa con alcuni Paesi dell’Ue, tra cui Italia e Francia. Da qui emerge l’importanza di un ruolo attivo dell’Unione europea in qualsiasi iniziativa volta a ridurre e porre fine a questa escalation, poichè le sue ripercussioni non si limitano alla regione del Golfo, ma si estendono all’Europa e al mondo intero. Un esempio lampante è rappresentato dagli attacchi dell’Iran contro i centri energetici dei Paesi del Golfo e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, che costituiscono un vero e proprio ricatto nei confronti del mondo intero. Inoltre, i suoi effetti minacciano le catene di approvvigionamento globali e, di conseguenza, una grave crisi economica mondiale”.
(ITALPRESS).
-Foto Ambasciata del Kuwait a Roma-







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