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Torna a crescere il mercato dei veicoli commerciali leggeri

ROMA (ITALPRESS) – Dopo tre mesi consecutivi di contrazione, e la stabilizzazione di febbraio, il mercato italiano dei veicoli commerciali leggeri archivia marzo col segno più. Le immatricolazioni sono salite a quota 17.568, un incremento dello 0,7% rispetto allo stesso mese del 2025. Lo rende noto Unrae. Anche a marzo si conferma il rilevante apporto del noleggio a breve termine: in sua assenza, il mercato avrebbe registrato un calo dell’1,4%. Nel primo trimestre le immatricolazioni si fermano a 47.110 unità, in calo di 1,5 punti percentuali rispetto a gennaio-marzo 2025. Sul fronte della mobilità a emissioni zero, i veicoli elettrici puri a marzo guadagnano quote di mercato. Sul fronte del sostegno alla domanda, il comparto dei veicoli commerciali leggeri potrà contare nel 2026 sugli incentivi annunciati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per il quale si attendono ancora i provvedimenti attuativi. Per Unrae è auspicabile che la misura venga resa operativa in tempi brevi, per evitare che l’effetto attesa produca un blocco del mercato.
sat/azn

Tg Economia – 15/4/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– La guerra ferma la crescita e frena i consumi
– Torna a crescere il mercato dei veicoli commerciali leggeri
– Dall’Ue un bando per il turismo sostenibile
– Società di capitali, si avvicina la scadenza per l’approvazione dei bilanci
sat/azn

Cina, record di imprese partecipanti alla Fiera di Canton

Cina, record di imprese partecipanti alla Fiera di Canton

GUANGZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La 139esima edizione della China Import and Export Fair, nota anche come Fiera di Canton, ha aperto oggi i battenti nella città meridionale cinese di Guangzhou, attirando un numero record di oltre 32.000 imprese partecipanti.

Il numero di aree espositive è salito a 179, con nove nuove sezioni dedicate ai dispositivi smart indossabili, alle tecnologie display, ai droni di consumo, alle case modulari e alle attrezzature da giardino, secondo gli organizzatori.

Fino al 9 aprile, 290 grandi imprese acquirenti avevano confermato la loro partecipazione, con un aumento del 30% su base annua.

Zhu Yong, responsabile del China Foreign Trade Center, ha affermato che i nuovi acquirenti provengono principalmente dai Paesi partner della Belt and Road, con una crescita significativa da America Latina e Africa.

In linea con l’obiettivo di integrazione tra commercio e investimenti fissato nel 15esimo Piano quinquennale della Cina (2026-2030), la Fiera di Canton creerà un ecosistema di promozione commerciale in grado di coprire l’intero ciclo di vita, ha aggiunto Zhu.

Istituita nel 1957, la Fiera di Canton si tiene due volte l’anno a Guangzhou. E’ la più longeva tra i numerosi eventi internazionali commerciali di carattere generale in Cina ed è considerata il barometro del commercio estero del Paese.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Lavoro e longevità, “GenerAzione Talento” promuove dialogo tra senior e giovani

Lavoro e longevità, “GenerAzione Talento” promuove dialogo tra senior e giovani

ROMA (ITALPRESS) – Il numero di lavoratori con 50 e più anni ha raggiunto nel nostro Paese i 9,2 milioni e rappresenta il gruppo più numeroso che popola il mercato del lavoro. In contesti aziendali dove ormai convivono fino a quattro differenti generazioni, le sfide della trasformazione demografica investono il mondo del lavoro anche dal punto di vista del dialogo tra lavoratori senior e junior. Una relazione non sempre facile tra culture, linguaggi e livelli di digitalizzazione differenti, nella quale rientra anche la necessità di supportare il trasferimento di competenze tra chi si avvicina alla pensione e chi deve raccoglierne il testimone.
In questo contesto è nato per iniziativa del Consorzio ELIS il progetto “GenerAzione Talento” e il CEO Meeting che ha radunato oggi a Villa Fassini a Roma i vertici delle 140 imprese e altre organizzazioni che aderiscono al Consorzio è stata l’occasione per fare il punto sulle prime azioni sviluppate nell’ambito dell’iniziativa.
GenerAzione Talento è il progetto di Semestre del Consorzio ELIS, sviluppato durante il turno di presidenza di Poste Italiane. L’iniziativa risponde alla sfida di innovare in modo armonioso e inclusivo la gestione e lo sviluppo delle risorse umane, in contesti aziendali caratterizzati dalla coesistenza di quattro generazioni di lavoratori. GenerAzione Talento si rivolge in particolare alle figure senior (over 55) delle imprese aderenti, valorizzandone competenze, esperienza e potenziale come leva strategica per la crescita organizzativa. Il progetto nasce dalla profonda trasformazione demografica, segnata da un progressivo innalzamento dell’età media della popolazione.
Nel suo discorso di apertura, Silvia Rovere, Presidente di Poste Italiane e Presidente di Turno del Consorzio ELIS ha osservato: “Come leader d’impresa abbiamo una responsabilità chiara: anticipare il cambiamento, non subirlo. La transizione demografica in atto richiede risposte sistemiche e condivise. Con GenerAzione Talento abbiamo scelto di affrontare questa sfida mettendo a fattor comune esperienze, competenze e visione. L’obiettivo è costruire un nuovo equilibrio tra generazioni, in cui l’esperienza dei senior e l’energia dei più giovani diventino un vantaggio competitivo per le organizzazioni. Parallelamente, operiamo come ponte tra imprese e istituzioni per contribuire alla definizione di politiche del lavoro più efficaci e inclusive”.
Al CEO Meeting è intervenuto il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, che in dialogo con Silvia Rovere sul tema “Un’alleanza tra Istituzioni”, ha dichiarato: “Abbiamo messo a terra il ‘piano di attrattività della Pubblica amministrazionè per fare in modo che ci sia un vero cambiamento nelle nostre organizzazioni. L’obiettivo è creare ambienti di lavoro in cui la collaborazione tra generazioni diventi una leva strutturale di innovazione. “Generazione Talento” può aiutarci a creare alleanze tra pubblico e privato e a ridurre il mismatch di competenze che ancora oggi si avverte”.
Nel suo video-messaggio, il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, impegnato a Washington con gli “Spring Meetings” del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, ha sottolineato: “La maggiore anzianità, lungi dall’essere un gap in termini di produttività, si correla spesso ad una expertise tecnica difficilmente sostituibile e pertanto preziosa da salvaguardare nel passaggio generazionale. Inoltre, con l’allungarsi dell’aspettativa di vita aumentano i lavoratori nelle professioni non usuranti, che vogliono comunque restare attivi nel mercato del lavoro. Il ripensamento dei modelli organizzativi e l’investimento sistematico sul capitale umano lungo l’intero arco della vita lavorativa sono compiti che spettano in primis a ciascuna organizzazione. Compiti gravosi, certamente. Per questo, affrontarli insieme, unendo gli sforzi come avviene in seno al Consorzio ELIS, è una strada intelligente”.
Nel corso dell’evento sono stati presentati i risultati dello studio WMS 55+, realizzato dai ricercatori del World Management Survey sotto la direzione della Professoressa Raffaella Sadun, docente di Business Administration presso Harvard Business School. Lo studio, che ha coinvolto 29 responsabili delle risorse umane e altri dipendenti di grandi gruppi e imprese aderenti al progetto “GenerAzione Talento”, ha rilevato che, a fronte di solide strategie di gestione e sviluppo delle risorse umane, le imprese oggi non dispongono di politiche specifiche per i dipendenti over 55 in materia di talento, valutazione e fidelizzazione. Anche il trasferimento di conoscenze verso le generazioni più giovani avviene spesso in modo informale. In questo contesto, ha sottolineato Sadun: “Si impongono per le imprese tre priorità: inserire i temi della longevità della forza lavoro tra i temi strategici da affrontare, formalizzare piani di trasferimento delle conoscenze dai lavoratori senior agli junior e formare i manager nella gestione intergenerazionale”.
Per conoscere meglio caratteristiche demografiche, valori e aspettative che muovono i lavoratori over 55, partirà in questi giorni un’ulteriore indagine su 10.000 persone all’interno delle aziende che aderiscono al progetto, realizzata con la collaborazione scientifica dei gruppi di ricerca del Professor Francesco Billari, Rettore dell’Università Bocconi, e del Professor Vincenzo Galasso, Direttore del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dello stesso Ateneo.
Le informazioni raccolte serviranno a progettare strumenti di intervento da condividere con le oltre 40 imprese aderenti al progetto. Tra queste: Accenture, Acea, Adecco, Anas, Autostrade per l’Italia, Bain & Company, Cisco, Crèdit Agricole, Ferrovie dello Stato Italiane, Fincantieri, FNM, GiGroup, IBM, Open Fiber, Oracle, Rai Way, Saipem, Salesforce, Snam, TIM, Umana, Università Campus Bio-Medico, Vittoria Assicurazioni e Vodafone Servizi e Tecnologie.
“GenerAzione Talento” vuole mettere a punto azioni efficaci anche per supportare il trasferimento di conoscenze all’interno delle organizzazioni. Durante il CEO Meeting sono stati presentati a tale scopo i primi sviluppi di un si sistema digitale basato su intelligenza artificiale, che funzioni da AI Tutor per il personale over 55 e da infrastruttura di supporto alla ricezione e alla valorizzazione del sapere esperienziale dei lavoratori senior. Il progetto si avvale della presenza nell’Advisory Board di “GenerAzione Talento” di Uljan Sharka, fondatore e Amministratore Delegato di Domyn (già iGenius), e degli esperti di trasformazione digitale e intelligenza artificiale di ELIS Innovation Hub. La piattaforma permetterà di mettere a disposizione delle imprese del Consorzio ELIS un sistema proprietario che garantisca la protezione dei dati, abbatta i costi di utilizzo e permetta contemporaneamente la condivisione di pratiche tra le aziende partecipanti al progetto.
Nel suo saluto iniziale Pietro Cum, Amministratore Delegato di ELIS, ha tratteggiato le linee guida del Piano Strategico ELIS 2030, che sta accompagnando l’evoluzione dell’organizzazione da centro di formazione nato nel 1965 nel quartiere operaio di Casal Bruciato a Roma, all’attuale ruolo di impresa sociale nazionale. “Al centro della nostra Missione resta il lavoro come strumento di realizzazione delle persone e di sviluppo della società – ha spiegato Cum – La nuova strategia concentra l’attenzione sugli ecosistemi del lavoro, che ci vedono impegnati in gran parte delle regioni italiane e nei Paesi del Piano Matteì.
Tra i presenti anche la campionessa olimpica Arianna Fontana che ha evidenziato: ‘Il mio contributo è essere qui oggi e trasmettere la mia esperienza per riuscire a ispirare i più giovani. Il progetto è bellissimo e l’ho scoperto da poco, è bello vedere come tutti si impegnino per la formazione dei ragazzi e non. Le nuove generazioni hanno bisogno di esempi veri, concreti e reali. Siamo umani e sbagliamo, ma l’importante è come si reagisce agli errori”.
ELIS è un ente non-profit dedicato ad attività di orientamento, formazione e innovazione. Oltre alle 140 aziende che compongono il Consorzio, dispone di una rete di 600 scuole su tutto il territorio nazionale e di più di 800 startup con le quali sviluppa progetti di innovazione aperta e collaborativa. Nel 2025 ha formato 7.000 persone tra giovani e adulti, ha raggiunto più di 40.000 studentesse e studenti con attività di orientamento nelle scuole, e ha realizzato quasi 200 progetti di innovazione e trasformazione digitale, in collaborazione con startup e grandi aziende.
-foto mec/Italpress-
(ITALPRESS).

Intesa Sanpaolo-Campus Bio-Medico, Italia leader nell’innovazione per la salute

Intesa Sanpaolo-Campus Bio-Medico, Italia leader nell’innovazione per la salute

ROMA (ITALPRESS) – L’intelligenza artificiale è già una realtà per il settore MedTech italiano, tra i più vivaci d’Europa: il 78% delle aziende l’ha integrata nei propri prodotti o servizi e il 61% si trova in fasi avanzate di sviluppo e validazione.
Eppure, queste tecnologie faticano ancora a raggiungere i pazienti, a entrare sistematicamente nei reparti e a trasformare concretamente i modelli di cura. Sono alcune delle evidenze al centro di “AI Adoption Gap in Healthcare”, il primo studio sistematico condotto in Italia su scala nazionale che ha coinvolto circa 300 aziende del settore, tra PMI e startup, pubblicato oggi dall’Osservatorio Tech4GlobalHealth, dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e Intesa Sanpaolo.
Le barriere all’adozione identificate dalle imprese non sono tecnologiche, ma sistemiche e organizzative: complessità regolatoria (69,6%), carenza di risorse qualificate per certificazioni e validazioni (58,6%), difficoltà nel reperimento di fondi (57,5%) sono i tre ostacoli più citati dalle aziende.
Il report offre raccomandazioni operative rivolte ai tre principali attori del sistema: regolatori e policymaker, a livello europeo, nazionale e regionale; industria (PMI, startup e grandi imprese); aziende del Servizio Sanitario Nazionale. Tra le priorità individuate: rendere più prevedibili i tempi dei percorsi regolatori, investire in infrastrutture dati e interoperabilità, sviluppare modelli di business compatibili con il procurement pubblico e rafforzare la formazione, coinvolgendo non solo gli specialisti tecnici ma l’intera organizzazione sanitaria, dal top e middle management ai clinici.
Superare le barriere richiede infatti un’azione coordinata su più dimensioni: maggiore chiarezza normativa, investimenti strutturali nei dati, programmi diffusi di sviluppo delle competenze e strumenti capaci di sostenere la crescita e la scalabilità delle soluzioni innovative, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese.
Le ricerche dell’Osservatorio Tech4globalhealth implementano approfondimenti del Research Department di Intesa Sanpaolo, con analisi di contesto nazionali e internazionali e le tendenze di crescita di questo settore, e saranno integrate attraverso la partnership di Intesa Sanpaolo con il LIFT (Life Sciences Innovation & Transformation) Lab di SDA Bocconi, che analizzerà le implicazioni economiche, organizzative e di impatto delle trasformazioni in corso nell’ambito delle scienze della vita e che contribuirà ad aggiungere valore, attraverso analisi economiche e di scalabilità delle nuove soluzioni identificate.
“Le sfide sulla salute sono sui territori, ma l’innovazione è ancora centrata sui grandi ospedali. L’IA è una sfida di sistema, ma molta formazione e progettualità si concentra ancora sui singoli attori – afferma il professore Leandro Pecchia, Direttore di Tech4GlobalHealth e Professore di Ingegneria Biomedica, Università Campus BioMedico di Roma -. Le complessità normative richiedono sinergie, ma molti percepiscono ancora una contrapposizione da superare. Il report evidenzia molte di queste dicotomie e indica una strada per superarne alcune. L’intelligenza artificiale è una leva critica per garantire sostenibilità, equità e competitività del sistema sanitario e delle aziende italiane”.
Per Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo, “le life science hanno un ruolo sempre più strategico per un Paese chiamato ad affrontare sfide demografiche crescenti. Con l’Università Campus Bio-Medico abbiamo promosso un Osservatorio sulla salute globale Tech4GlobalHealth, che coinvolge ricercatori da tutto il mondo. Intesa Sanpaolo sostiene la ricerca applicata, il talento, iniziative a contrasto della fuga dei cervelli, l’internazionalizzazione e l’integrazione del mondo accademico con il tessuto industriale, a supporto della crescita del Paese”.
A fianco dell’Osservatorio è stato avviato un Laboratorio di ricerca coordinato dal professore Leandro Pecchia, con il compito di approfondire le barriere all’adozione delle tecnologie abilitanti nel SSN e di costruire ponti concreti tra aziende, agenzie sanitarie e imprese del settore – prosegue -. Il Laboratorio opera anche come incubatore di iniziative: dalla ricerca, alla formazione, alla divulgazione al policymaking, con l’obiettivo di tradurre le evidenze scientifiche in cambiamento reale. Ad aprile, il laboratorio è stato accreditato come WHO Collaborating Center for Biomedical Engineering for Global Health, un prestigioso riconoscimento per i contributi degli ultimi 4 anni, un unicum mondiale ed una conferma delle scelte fatte.
Osservatorio e Laboratorio lavorano insieme con un team di giovani ricercatori provenienti da Italia, Spagna, Etiopia, Benin e Regno Unito. Un gruppo volutamente multidisciplinare: medici, ingegneri, economisti, informatici e una filosofa esperta di bioetica che riflette la complessità delle sfide affrontate e la vocazione internazionale del progetto.
La sinergia più ampia con Università Campus Bio-Medico di Roma rientra nell’impegno che Intesa Sanpaolo promuove – in linea con l’agenda strategica per la Ricerca della UE e la quarta Missione del PNRR – per università e scuole, attraverso il sostegno alla ricerca, la valorizzazione del merito, anche attraverso borse di studio per favorire l’inclusione educativa, lo sviluppo di iniziative per attrarre talenti e l’internazionalizzazione degli atenei, l’integrazione dei percorsi scolastici e accademici con il tessuto industriale, produttivo e dei servizi, per la crescita del Paese.

– Foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –

(ITALPRESS).

Banca del Fucino, impieghi a +10,6% nel 2025. Confermati gli obiettivi di crescita

Banca del Fucino, impieghi a +10,6% nel 2025. Confermati gli obiettivi di crescita

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Banca del Fucino ha esaminato e approvato il progetto di bilancio al 31 dicembre 2025, presentato dall’Amministratore Delegato Francesco Maiolini, che sarà sottoposto all’Assemblea dei Soci convocata per il 14 maggio. L’esercizio 2025, si legge in una nota, ha rappresentato per la Banca del Fucino un ulteriore anno di sviluppo e consolidamento, evidente nell’andamento positivo dei principali indicatori finanziari e aggregati. L’esercizio è stato caratterizzato dalla crescita della redditività dell’attività tipica e da un significativo rafforzamento patrimoniale.
Le attività di credito verso la clientela sono salite a circa 2,7 miliardi (+10,6% rispetto a fine 2024), la raccolta diretta è cresciuta a circa 4,6 miliardi di euro (+7,5%), e il prodotto bancario si è attestato a 8,3 miliardi di euro (+5% rispetto all’anno precedente, già caratterizzato da un incremento significativo). Il 2025 ha visto il margine di interesse superare gli 87 milioni di euro e il margine di intermediazione i 155 milioni, con valori in ulteriore crescita sull’anno precedente (rispettivamente del 10,4% e del 7,6% circa). In calo del 3% le spese amministrative, attestatesi a 107,8 milioni.
L’incremento dei ricavi legati all’attività tipica è stato accompagnato da un’incisiva politica di provisioning, anche in aderenza agli esiti dell’ispezione ordinaria della Banca d’Italia effettuata in corso d’esercizio. E’ stato inoltre portato a termine un significativo processo di derisking che ha determinato una riduzione dell’NPL ratio lordo al 5,93%.
L’anno si è chiuso con un utile lordo di 16,87 milioni di euro e con un utile netto di 10,69 milioni, generato unicamente dall’attività ordinaria.
L’esercizio 2025 è stato caratterizzato da un ulteriore importante rafforzamento patrimoniale, che si è tradotto in una crescita dei fondi propri per oltre 100 milioni di euro a 377,7 milioni a livello consolidato (erano 274,12 a fine 2024). In crescita tutti i principali indici di vigilanza prudenziale: CET1 al 14,99% (13,39% nel 2024), Tier1 al 15,14% (13,55% nel 2024) e TCR al 18,34% (14,72% nel 2024). Confermati gli obiettivi strategici e di crescita della Banca e del Gruppo.

– foto ufficio stampa Banca del Fucino –
(ITALPRESS).

Confcom, per crescita serve lavoro di qualità. Stop contratti pirata

Confcom, per crescita serve lavoro di qualità. Stop contratti pirata

ROMA (ITALPRESS) – Lavoro di qualità, formazione, contrattazione, rappresentanza. Sono questi i temi centrali al centro della seconda e ultima giornata del 25° Forum di Confcom (la nuova denominazione di Confcommercio) che ha visto la partecipazione, tra gli altri, dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Daniela Fumarola e PierPaolo Bombardieri; del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara; e del sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon. Un confronto aperto in vista del cosiddetto Decreto 1° maggio annunciato dal governo. “Nel terziario di mercato il sistema contrattuale di Confcommercio, complessivamente, interessa circa 5 milioni di lavoratori – quasi il 70% del totale dei rapporti di lavoro regolati nel nostro Paese – e che il nostro contratto del terziario è il contratto più applicato in Italia. Su questo tema è evidente che non ci possono essere scorciatoie. Prioritario rimane contrastare con forza il dumping contrattuale che oggi rappresenta una vera e propria piaga sociale, con retribuzioni più basse, diritti e welfare azzerati, che crea concorrenza sleale tra le imprese”, afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. “Sia chiaro che questa non è una battaglia di parte – evidenzia-, ma una battaglia che richiede il contributo e un supplemento di responsabilità da parte di tutti – politica, istituzioni, parti sociali – nel rispetto dell’autonomia e del valore sociale dei corpi intermedi. La crescita non si costruisce abbassando le tutele, ma alzando la qualità del lavoro. E questo si fa in un solo modo: attraverso la contrattazione di qualità, quella richiamata dal legislatore in relazione alle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative”. La segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, spiega che al “momento non abbiamo avuto nessun tipo di interlocuzione con” il governo “quindi aspettiamo di conoscere il testo e, com’è nella tradizione della Cisl, valutare i contenuti. Ribadiamo un aspetto che per noi i contratti buoni sono quelli sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Questo significa che bisogna considerare la contrattazione che noi sottoscriviamo insieme alle nostre controparti: un insieme di norme, un insieme di aspetti che non riguardano soltanto il salario, ma la vita complessiva di un lavoratore e di una lavoratrice nel luogo di lavoro. Noi ribadiremo al governo questo – prosegue – perchè è il principio dal quale non ci schiodiamo, poi ragioniamo sui contenuti che ancora oggi non conosciamo”. Il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri, chiede che il governo “attenda l’esito di un confronto in corso, credo che il governo debba aspettare e darci il tempo di fare un accordo importante per rinnovare un accordo che già c’era e che stiamo rivisitando. Noi ne abbiamo già uno interconfederale che definisce i criteri di rappresentanza, intanto sarebbe opportuno che le associazioni datoriali definissero i loro criteri di rappresentanza; noi i nostri li abbiamo già e dicono che la rappresentanza delle organizzazioni sindacali è basata sugli iscritti e sui voti – ribadisce -, si tratta di perfezionare quell’accordo e lo stiamo facendo insieme all’associazione datoriali”. Per il numero uno della Cgil, Maurizio Landini, il governo “sta discutendo di un decreto senza discutere con le parti sociali, è l’ennesima cosa che ha fatto anche negli altri 1° maggio e non mi pare che ci siano stati risultati particolarmente importanti per chi lavora. Quindi dovrebbero imparare dell’esperienza, sarebbe meglio che si fermassero un attimo”. Lavoro di qualità, quindi, che necessita anche di formazione. Confcommercio, infatti, attraverso la ricerca condotta in collaborazione con l’Università degli Studi Roma Tre, lancia l’allarme sulla mancanza di lavoratori nel settore del terziario. Nel 2026 secondo la ricerca condotta in collaborazione con l’Università degli Studi Roma Tre, mancheranno fino a 275mila lavoratori, destinati a diventare 470mila entro il 2035; il problema non sarà più solo quantitativo perchè bisognerà trovare persone con il profilo giusto: oggi, infatti, il 70% delle posizioni scoperte dipende dalla carenza di candidati e il 30% dalla mancanza di competenze, ma tra 10 anni il gap di competenze salirà fino a quasi il 45%. La carenza di lavoratori nel terziario è un fenomeno strutturale legato, principalmente, a demografia, innovazione e trasformazione del lavoro e dei consumi. Giovani, donne, lavoratori stranieri e senior e apprendistato sono i bacini nei quali è possibile “recuperare” i lavoratori mancanti. Per contrastare questa emergenza, Confcommercio indica alcune linee di azione prioritarie. Tra queste, rafforzamento degli ITS, revisione dei percorsi universitari per renderli più coerenti con il mercato, potenziamento dell’orientamento e collaborazione strutturata tra scuola e imprese. Sul versante delle imprese: riprogettazione dei ruoli, investimenti nel capitale umano, integrazione dell’intelligenza artificiale, sviluppo di programmi di formazione continua, certificazioni flessibili per contrastare l’obsolescenza delle competenze e valorizzazione del ruolo dei fondi paritetici interprofessionali. Nell’ambito delle politiche pubbliche: programmazione di lungo periodo e politiche mirate per accompagnare le trasformazioni del lavoro e sostenere la crescita del settore. “Noi riteniamo che per colmare questa necessità ci sia da agire su diversi fronti, primo il lavoro femminile abbondantemente al di sotto delle medie europee e quindi mettere le donne nelle condizioni di potere accedere al mondo del lavoro; costruire una politica inclusiva nei confronti dei migranti che sono una risorsa e non solo un problema. Infine, l’innovazione tecnologica che è vista come un elemento di grandissimo aumento della produttività, ma deve essere introdotta nelle imprese attraverso un concetto che è quello di gestire una transizione particolarmente delicata”, spiega il vicepresidente di Confcommercio, Mauro Lusetti.
-foto xb1/Italpress-
(ITALPRESS).

Dal caffè alla pasta, il cibo Made in Italy traina l’export

ROMA (ITALPRESS) – Il cibo italiano continua a conquistare i mercati internazionali, confermandosi uno dei simboli più forti del Made in Italy nel mondo. Secondo i dati diffusi da Unione Italiana Food in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, nel 2025 l’export del settore ha raggiunto i 25 miliardi di euro, in crescita del 9,2% rispetto all’anno precedente. Numeri che raccontano un successo globale: oltre 31 miliardi di piatti di pasta esportati, 43 miliardi di tazzine di caffè e più di un miliardo di gelati consumati all’estero. I principali mercati restano europei e nordamericani, con Germania, Francia e Stati Uniti in testa. A trainare la crescita sono soprattutto alcuni comparti chiave: il caffè segna un aumento del 24,6%, le confetture del 20%, mentre gelati, cioccolato e prodotti di confetteria registrano incrementi superiori al 18%. Più stabile invece la pasta, che resta comunque uno dei prodotti simbolo dell’export italiano. Nonostante i risultati positivi, restano però alcune incognite. Le tensioni geopolitiche, i dazi e l’aumento dei costi energetici e delle materie prime rischiano di frenare la crescita del settore. Per le imprese, quindi, la sfida sarà consolidare questi risultati difendendo al tempo stesso un patrimonio economico e culturale che rappresenta una parte fondamentale dell’identità italiana nel mondo.
mgg/gtr/col

Pesticidi in agricoltura, cresce il rischio tumori

ROMA (ITALPRESS) – Un nuovo studio internazionale accende i riflettori sui rischi legati all’uso dei pesticidi in agricoltura. La ricerca, pubblicata su Nature Health, evidenzia una forte correlazione tra l’esposizione a queste sostanze e l’aumento del rischio di sviluppare tumori. Lo studio, condotto da un team di ricercatori tra Europa e Sud America, ha analizzato dati ambientali e sanitari su larga scala, concentrandosi in particolare sul Perù, considerato un laboratorio naturale per l’elevata diffusione di pesticidi. I risultati mostrano che le popolazioni più esposte, spesso comunità rurali e indigene, entrano in contatto con oltre 12 sostanze diverse contemporaneamente. Nelle aree con maggiore contaminazione, il rischio di sviluppare alcune forme di cancro risulta in media più alto del 150%. Un dato significativo, soprattutto perché nessuno dei singoli pesticidi analizzati è classificato come cancerogeno, segno che il problema potrebbe essere legato alla combinazione delle sostanze. La ricerca ha inoltre individuato effetti biologici precoci e silenziosi: i pesticidi possono alterare i processi cellulari, aumentando nel tempo la vulnerabilità dell’organismo, in particolare a carico del fegato. I risultati mettono in discussione i metodi tradizionali di valutazione del rischio e aprono a un nuovo approccio, che tenga conto dell’esposizione reale e cumulativa. Un tema che riguarda non solo il Perù, ma la salute globale, e che richiama l’urgenza di politiche più efficaci per proteggere le popolazioni più esposte.

mgg/gtr/col

Tg Sport – 15/4/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Champions: il PSG elimina il Liverpool, l’Atletico si impone sul Barcellona
– Arbitri, 33esima giornata: Marchetti per Inter-Cagliari, Zufferli al Maradona
– Inter-Chivu, rinnovo in vista: contratto da top e mercato su misura
– Juventus, tegola Milik: nuovo infortunio e stagione finita
– Tennis, presentati gli Internazionali d’Italia
– NBA, Charlotte elimina Miami: i Blazers ai playoff dopo cinque anni
– Brignone e Goggia, le regine delle nevi tra ori e lauree
/gtr