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Tremonti “Molte guerre in atto possono terminare”

ROMA (ITALPRESS) – Molte delle guerre in atto “possono terminare” e l’Europa deve proseguire senza esitazioni nel suo processo di
allargamento. Così il professor Giulio Tremonti, presidente della Commissione Esteri della Camera dei deputati, ha commentato ai microfoni di Italpress la situazione internazionale, prendendo spunto dal proprio libro intitolato “Guerra o pace”. Il saggio è stato al centro di una serata all’ambasciata di Serbia a Roma, alla presenza di numerosi ospiti. “C’è scritto ‘Guerra o pace’ e il libro chiude dicendo ‘pace’. Pace può essere tra America, Europa e Asia, e comunque molte delle guerre in atto possono
terminare”, ha dichiarato Tremonti. La conversazione è stata introdotta dall’ambasciatrice di Serbia a Roma, Mirjana Jeremic, ed è stata moderata da Alessandro Amorese della Commissione Cultura presso la Camera dei deputati. E’ intervenuto, inoltre, con un videomessaggio Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati. Proprio riguardo al processo di allargamento dell’Ue, Tremonti ha precisato che “il Trattato europeo dice che tutti gli Stati europei possono entrare nell’Ue, come la Serbia ad esempio. È fondamentale che la Serbia entri nell’Unione europea”.
(ITALPRESS).
lcr/azn

L’Anvur conclude la Valutazione della Qualità della Ricerca 2020-2024

L’Anvur conclude la Valutazione della Qualità della Ricerca 2020-2024

ROMA (ITALPRESS) – Si è conclusa la quarta Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) realizzata dall’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca), riferita al quinquennio 2020-2024 e riguardante la valutazione dei risultati della produzione scientifica, delle attività di Valorizzazione delle conoscenze e dei progetti competitivi internazionali. Per la prima volta, inoltre, in via sperimentale e limitatamente agli enti di ricerca, si è proceduto anche alla valutazione delle Infrastrutture di ricerca. La valutazione della VQR è iniziata con la pubblicazione del Bando a ottobre 2023 e si è conclusa nel mese di marzo 2026, con la trasmissione dei risultati al MUR.
Gli obiettivi della Valutazione della Ricerca L’obiettivo principale della VQR è quello di fornire al Ministero dell’Università e della Ricerca i dati necessari alla ripartizione della quota premiale del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO).
«La VQR rappresenta uno strumento finalizzato al perseguimento di specifici obiettivi strategici per il sistema della ricerca. In primo luogo, mira a rafforzare la qualità e la partecipazione, promuovendo l’eccellenza della ricerca nazionale, incentivando il coinvolgimento dei ricercatori e sostenendo processi più efficaci di reclutamento e progressione di carriera afferma la professoressa Alessandra Celletti, componente del consiglio direttivo dell’ANVUR e referente per le attività inerenti alla Valutazione della Ricerca -. Un ulteriore obiettivo riguarda il consolidamento della collaborazione e dell’impatto sociale, attraverso una maggiore integrazione tra ricerca, imprese, istituzioni, scuola e società civile, al fine di massimizzare i benefici economici e sociali. La VQR intende inoltre contribuire al miglioramento della formazione, con particolare attenzione alla qualità del dottorato. In questa prospettiva, sono aspetti strategici anche l’internazionalizzazione e l’accesso ai finanziamenti competitivi, con l’obiettivo di accrescere la visibilità del sistema italiano e la partecipazione ai programmi europei e internazionali. Infine, la VQR promuove l’efficienza e la valorizzazione delle infrastrutture, favorendo il pieno utilizzo delle risorse di ricerca disponibili a livello nazionale».
Le pubblicazioni scientifiche valutate (articoli, monografie, contributi in volume ecc.) sono state 199.816 rispetto alle circa 182.000 presentate nella precedente VQR riferita al periodo 2015-2019; i ricercatori accreditati sono stati oltre 75.800. E’ aumentato anche il numero delle Università che sono state valutate, salite a 100 (le 2 che si sono aggiunte rispetto all’esercizio precedente sono il CASD e la Scuola Superiore Meridionale), mentre sono diminuiti gli enti di ricerca, 13 in totale (nell’attuale VQR l’ASI non era valutata), e le Istituzioni che volontariamente si sono sottoposte alla valutazione, scese a 19 (3 in meno). I lavori sono stati suddivisi tra 19 Gruppi di Esperti della Valutazione (GEV), complessivamente composti da 719 esperti disciplinari e 37 esperti interdisciplinari provenienti da Istituzioni italiane e straniere; nella valutazione sono stati inoltre coinvolti oltre 6.740 revisori esterni, anch’essi sia italiani che stranieri. Queste cifre bastano per dare un’idea dello sforzo rilevante di coordinamento sostenuto dall’ANVUR, che ha coinvolto, oltre ai funzionari e ai componenti del Consiglio direttivo, un totale di 27 assistenti GEV selezionati tramite un’apposita procedura.
I risultati devono essere analizzati e letti nel loro complesso, in modo da restituire un quadro generale della ricerca attualmente svolta nel nostro Paese. In particolare, gli indicatori che vengono forniti dall’ANVUR devono essere interpretati con opportuna cautela. E’ innanzitutto necessario confrontare insiemi omogenei (ad esempio per area scientifica e dimensione); inoltre, si raccomanda di combinare gli indicatori, così da coglierne la natura multidimensionale e ottenere una rappresentazione il più possibile accurata della qualità della ricerca che essi contribuiscono a misurare.
«L’analisi dei risultati nel loro complesso consente di trarre alcune conclusioni che valgono per l’insieme del sistema della ricerca italiano – evidenzia la professoressa Celletti -. Dall’analisi degli indicatori si conferma che, come già nella precedente VQR, in media i ricercatori neo-assunti o promossi hanno conferito un numero di prodotti pro capite (2,7) maggiore rispetto a quello dei ricercatori stabili (2,1), tra l’altro con una qualità media più elevata».
Nella VQR 2020-2024 sono stati anche valutati i casi studio relativi alle attività di Valorizzazione delle conoscenze, ovvero all’insieme delle iniziative con cui le Istituzioni collaborano e interagiscono con i contesti territoriali e la società, in maniera complementare alle altre due missioni tradizionali di insegnamento e ricerca. Ogni Istituzione è stata chiamata a presentare uno o più casi di studio, in funzione delle proprie dimensioni, scegliendo tra 5 tematiche: Trasferimento tecnologico, Produzione e gestione di beni pubblici, Public Engagement, Scienze della vita e della salute e, infine, Sostenibilità ambientale, inclusione e contrasto alle disuguaglianze con particolare riferimento all’Agenda ONU 2030. Nella VQR 2020-2024 è stato valutato, nello specifico, l’impatto di tali casi di studio, inteso come la capacità di generare trasformazioni o miglioramenti in ambito economico, sociale, culturale, sanitario e ambientale.
«La valutazione delle attività di valorizzazione delle conoscenze – osserva Marco Malgarini, Dirigente Area Valutazione della Ricerca dell’ANVUR – rappresenta un indicatore significativo del grado di apertura delle Istituzioni, intese quali luoghi di raccordo tra ricerca e società. Così le Istituzioni assumono un ruolo sempre più attivo nei contesti territoriali, mettendo a disposizione della collettività il patrimonio di competenze e saperi che producono e custodiscono».
La valutazione delle attività di valorizzazione delle conoscenze ha evidenziato un impegno diffuso delle Istituzioni, articolato in un ampio spettro di iniziative e ambiti di intervento. L’introduzione dei progetti competitivi internazionali nella valutazione ha consentito di integrare l’analisi anche su una dimensione fino ad oggi non considerata, che riveste invece una importanza fondamentale per la competitività della ricerca italiana. L’esercizio sperimentale condotto sulle infrastrutture di ricerca degli EPR ha inoltre permesso di verificare con esiti positivi metodologie e criteri di valutazione, ponendo le basi per una loro più sistematica applicazione nei futuri cicli valutativi. Nel loro complesso, tali evidenze contribuiscono a delineare un sistema della ricerca in evoluzione, sempre più orientato alla qualità, all’impatto e alla proiezione internazionale.
«Sono stati oggi resi pubblici i risultati aggregati a livello di istituzione, in attesa della diffusione dei risultati per Area, che si terrà in occasione dell’evento dedicato al Rapporto finale e ai Rapporti di Area, previsto per il prossimo 28 maggio. Tale appuntamento – ha concluso Malgarini – costituirà anche un momento di approfondimento e riflessione».

– Foto ufficio stampa Anvur –

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Dossier idealista, da caro energia e inflazione incognite sul mercato immobiliare

Dossier idealista, da caro energia e inflazione incognite sul mercato immobiliare

ROMA (ITALPRESS) – Il rischio di una nuova pressione inflattiva legata all’aumento dei prezzi energetici potrebbe avere effetti diretti sul mercato immobiliare, incidendo sui tassi di interesse e sulla domanda di mutui, già indebolita dal calo del potere d’acquisto delle famiglie. E’ quanto emerge da un dossier a cura di Annastella Palasciano, pubblicato da idealista/news, testata d’informazione di Idealista, che analizza le possibili ricadute economiche e immobiliari delle tensioni geopolitiche legate al conflitto in Medio Oriente.

Secondo l’analisi, l’impennata dei prezzi di petrolio e gas rischia di riportare l’inflazione sopra i livelli attesi e di costringere le banche centrali a rivedere le politiche monetarie, con possibili effetti sul costo del credito e sulla capacità delle famiglie di accedere a un finanziamento per l’acquisto della casa. Un contesto che potrebbe tradursi in un rallentamento della domanda immobiliare e in un atteggiamento più prudente da parte dei potenziali acquirenti.

Il dossier evidenzia inoltre come il rincaro delle materie prime e dell’energia possa avere un impatto significativo sul settore delle costruzioni. L’aumento dei costi dei materiali rischia infatti di frenare nuove realizzazioni e interventi di ristrutturazione, indirizzando la domanda verso immobili già pronti o in buono stato e aumentando al tempo stesso la scontistica sugli edifici che necessitano di riqualificazione.

Sul fronte degli investimenti, tuttavia, lo scenario presenta anche possibili opportunità per il mercato italiano. In una fase di instabilità internazionale, gli investitori tendono infatti a privilegiare mercati percepiti come più sicuri e stabili. Questo fenomeno potrebbe tradursi in un maggiore interesse verso il real estate europeo e, in particolare, verso l’Italia, soprattutto nel segmento degli immobili di pregio.

L’analisi sottolinea inoltre come alcuni mercati alternativi tradizionalmente attrattivi per i capitali internazionali, come quello di Dubai, stiano mostrando segnali di rallentamento e una crescita dei costi di costruzione, contribuendo a ridisegnare le strategie degli investitori globali e a spostare l’attenzione verso nuove destinazioni immobiliari.

Nel complesso, conclude il dossier, l’evoluzione del mercato immobiliare dipenderà in larga misura dalla durata del conflitto e dall’andamento dei prezzi energetici, variabili decisive per la stabilità economica e per la fiducia di famiglie e imprese.

– Foto ufficio stampa idealista –

(ITALPRESS).

Gasperini “Sorpreso dalle parole di Ranieri, mai stati questi toni tra di noi”

Gasperini “Sorpreso dalle parole di Ranieri, mai stati questi toni tra di noi”

ROMA (ITALPRESS) – “L’intervista di venerdì scorso di Ranieri per me è stata una sorpresa incredibile, non c’è stato mai un tono diverso tra me e lui sia nelle conferenze sia nei rapporti diretti”. Così il tecnico giallorosso, Gian Piero Gasperini, alla vigilia del match contro l’Atalanta, torna sulle parole dell’advisor dei Friedkin, Claudio Ranieri, nel pre gara di Roma-Pisa di venerdì scorso.

“E’ stata una situazione inaspettata. In tanti mesi non avevo mai percepito questa sensazione e questi toni da parte sua. Da quel momento mi sono solamente preoccupato di non rispondere e di cercare di non creare nessun tipo di danno e nessun tipo di difficoltà alla squadra, anche per rispetto del pubblico”, ha spiegato Gasperini.

Sono stato otto anni a Genova e nove anni all’Atalanta, vuol dire che forse non sono una persona così brutta e forse non è così difficile lavorare con me tanti anni. E’ certo che in nove anni a volte possano esserci dei punti di vista diversi, però sempre nei limiti”, ha aggiunto il tecnico della Roma che poi si è concentrato sulla sfida di domani contro la sua ex società.

“L’Atalanta è una squadra da Champions. Se la battiamo, siamo autorizzati a giocarla. A Bergamo ho lasciato la Champions e un anno di contratto, con la società che voleva prolungarlo. Per me il ciclo era chiuso perchè non pensavo fosse possibile, da parte mia, fare di più di quel che avevamo fatto”, ha aggiunto Gasperini che deve ancora sciogliere qualche dubbio di formazione e che, a tal proposito, affronta un altro argomento delicato emerso negli ultimi giorni.

“Wesley si sente di poter giocare, effettua sprint e tiri, ma la parte medica considera che ci sono dei rischi. Su questo a volte si innescano delle discussioni e anche delle problematiche, ma è abbastanza normale. Di lì a fare tutto un altro tipo di discussione ce ne passa”. Dopo aver recuperato Mancini, il tecnico spera di avere a disposizione anche l’esterno brasiliano: “Wesley ha una volontà incredibile di partecipare a questa gara, dall’altra parte si frena. Vedremo domani. Se il medico dice di no, io non posso far nulla. Mi sono sempre attenuto alle indicazioni mediche e non ho mai forzato”, ha sottolineato Gasperini.

Poi il ritorno sull’Atalanta e il finale a sorpresa. Il tecnico si è commosso parlando del presidente dell’Atalanta, Antonio Percassi. “L’anomalia dell’Atalanta è stata che per nove anni ha giocato in Europa con le migliori squadre italiane e europee, facendo utili tutti gli anni – ha ricordato Gasperini, tecnico della squadra bergamasca dal 2016 al 2025 – Questa è stata la cosa straordinaria, chiaramente molto per merito di una società capacissima a operare in sintonia con l’allenatore. Poi questa sintonia è venuta un pò meno, un pò perchè la proprietà è cambiata e forse anche perchè non c’era più il papà Percassi al quale ero più legato…”, ha aggiunto con la voce rotta dall’emozione, in riferimento all’ingresso nella società di Stephen Pagliuca che ha affiancato i Percassi nella gestione del club.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Fontana “Nord e territori saranno temi portanti al raduno dei Patrioti”

MILANO (ITALPRESS) – Al raduno dei Patrioti in programma domani in piazza Duomo a Milano il grande assente sarà il Nord? “Assolutamente no. Sarà uno dei dei protagonisti. Se è vero che noi quando parliamo d’Europa e chiediamo una relazione diretta con il territorio, chiediamo una relazione diretta anche con il Nord quando cerchiamo di difendere la distribuzione dei fondi di coesione sui territori. Quindi direi che il tema dei territori sarà uno dei temi portanti”. Lo ha dichiarato il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana a margine di un evento a Milano. Alla domanda sulla mozione in consiglio regionale che gli chiedeva di non partecipare, Fontana ha risposto che “mi stupisco che ci siano persone ancora oggi che pensano di poter chiedere di non partecipare a una libera espressione di pensiero. Mi sembra una cosa molto grave. Io sono convinto che ciascuno possa andare a qualunque manifestazione e ascoltare chiunque basta che non si commettano reati”. Secondo il governatore alla manifestazione di domani “si parla di un argomento oltretutto di interesse generale, quindi è veramente una speculazione come stanno facendo speculazioni su tutto”.

xh7/trl/mca1

Valcu “Sud e Sicilia in particolare sono un valore strutturale per BNL”

PALERMO (ITALPRESS) – “Il Sud, e particolarmente la Sicilia, è un valore strutturale per noi”. Lo ha sottolineato Ruxandra Valcu, Chief Commercial Officer BNL BNP Paribas, a margine del Roadshow di BNL BNP Paribas, oggi a Palermo. “Troviamo nelle nostre radici una presenza strutturale che si abbina molto con una territorialità che ha dimostrato resilienza in questi ultimi anni. Post pandemia la Sicilia cresce del 9,3%, più del Sud, più dell’Italia, più della Spagna. Questo significa che il territorio riesce ad abbinare quelle che sono le potenzialità e i valori, le ricchezze presenti con quella che è la dinamica mondiale della crescita. Lo fa attraverso settori di punta, sì, il turismo sicuramente, ma anche la logistica, e a noi permette di essere presenti a supporto di questa economia reale. Vale oltre il 21% del nostro potenziale che sviluppiamo a livello nazionale nel territorio Sud. Dunque, sicuramente un posizionamento strategico su cui puntiamo anche nel futuro, e siamo qua oggi per ascoltare questa imprenditorialità e cercare di trovare una visione concreta in un contesto macroeconomico che è tutto meno stabile, ma dove la resilienza fa la differenza”. xd6/vbo/mca1

A Palermo il Roadshow BNL, Goitini “Sfruttare meglio al Sud l’economia del mare”

PALERMO (ITALPRESS) – “Di fronte a grandi complessità si aprono anche opportunità, opportunità per provare a fare cose che non abbiamo mai fatto e che possono oggettivamente indirizzare in maniera più efficace transizioni importanti che stiamo vivendo ormai da tempo. Una su tutte se penso a questo territorio, ma all’Italia intera, è come lavorare ad esempio su tutto ciò che è transizione demografica. Abbiamo una fuga da questi territori, ma anche dall’Italia verso paesi diversi, di tanti giovani e di famiglie che si muovono con i giovani. Bisogna riuscire a fare in modo di invertire un trend che altrimenti ci farà trovare in difficoltà di qua ai prossimi ai prossimi decenni. Un’altra sfida è transizione energetica e l’impatto che questa ha, non essendo ancora gestita in maniera efficace, sui costi dell’energia e quindi sulla competitività delle nostre imprese. Bisogna riuscire a trovare un modo di accompagnarle tatticamente e coprire questo gap che costituisce uno dei gap principali nel confronto con altri paesi”. Lo ha detto Elena Goitini, amministratore delegato BNL responsabile del gruppo BNP Paribas in Italia, a margine del Roadshow di BNL BNP Paribas, a Palermo. Il Mediterraneo “ha ripreso una grande centralità – ha aggiunto -. La nostra posizione naturale ci offre un’opportunità importante; dobbiamo impiegarla meglio con politiche industriali ed economiche che di fatto sfruttino, soprattutto su questi territori – mi riferisco al Sud Italia – la capacità di sfruttare meglio ciò che è economia sopra il mare e sotto il mare. Tutto ciò che è riconducibile a scala degli interventi sulle ZES, la capacità di riuscire a fare più sistema tra vari attori – penso alle istituzioni, ma penso anche alle università – perché per sfruttare meglio il mare abbiamo bisogno anche di competenze e di un capitale umano che sappia oggettivamente come portare a scala certi tipi di intervento. Il Sud è qualcosa che può alimentare una fonte importante che è quella del turismo in maniera super efficace”. xd6/vbo/mca1

America Week – Episodio 62

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – C’è qualcosa di diverso questa settimana nel caos che circonda Donald Trump. È una escalation che sta assumendo un carattere più profondo e sempre più pericoloso.
Nel giro di pochi giorni, Trump ha aperto due fronti clamorosi: con il Papa e con la premier italiana Giorgia Meloni. Ma soprattutto ha spostato il conflitto su un terreno nuovo per la politica americana: quello religioso.
Partiamo dal Vaticano. All’inizio, Papa Leone XIV critica la guerra in Iran con parole nella tradizione della Chiesa: appello alla pace, condanna della violenza. È su queste dichiarazioni che Trump attacca per la prima volta. Poi interviene il suo vice, JD Vance, arrivando a mettere in discussione l’autorità teologica del Pontefice.
Ma giovedì, dal Camerun, è il Papa ad alzare il livello dello scontro: parla di un mondo “devastato da una manciata di tiranni” e denuncia l’uso della religione per giustificare la violenza.
Parole durissime. E qui il paradosso: mentre il Papa alza i toni, Trump li abbassa. Dal giardino della Casa Bianca dice ai giornalisti che è lecito non essere d’accordo con il Pontefice, che il Papa può esprimersi, ma che lui ha il diritto di criticarlo. Non è una marcia indietro. È un aggiustamento.

xo9/sat/gtr

Sicurezza, Pisani “Bisogna riflettere sui limiti della comunicazione”

CATANIA (ITALPRESS) – “C’è un impegno da parte di tutti e in maniera congiunta perché è importante trasmettere ai cittadini la percezione della sicurezza, che riflette quello che è l’effettivo e costante impegno di tutti, ogni giorno, non solo da parte della Polizia di Stato, ma di tutte le forze dell’ordine, della magistratura e del governo a sostegno del nostro operato”. Lo ha dichiarato il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Vittorio Pisani, a Catania per i festeggiamenti del 174esimo anniversario della fondazione della Polizia di Stato. Intervenendo a margine della cerimonia, nel corso della quale è stata anche inaugurata la nuova sede della questura etnea, Pisani ha spiegato la necessità di rivedere alcune regole che riguardano la comunicazione per aumentare il senso di sicurezza percepito dai cittadini. “Sicuramente – ha sottolineato – su questo dobbiamo riflettere, perché vi sono dei limiti alla comunicazione: nel rispetto della presunzione di innocenza degli indagati, indubbiamente, come ho detto nel mio discorso, un video di un delitto colpisce la sensazione di sicurezza dei cittadini molto di più di un comunicato stampa successivo all’arresto del responsabile. È un aspetto su cui va fatta anche una riflessione normativa, per capire se alcuni limiti vadano rivisti, così da dare maggiore spazio alla comunicazione dell’attività di prevenzione e repressione svolta dalle forze dell’ordine e dalla magistratura”. xo5/vbo/mca2