Liscia (Netcomm) “Commercio digitale italiano cresce, ma servono più investimenti”
MILANO (ITALPRESS) – Il commercio digitale italiano vale 62 miliardi di euro e continua a crescere, ma con dinamiche sempre più complesse, con i volumi che corrono più veloce dei fatturati e le importazioni che erodono quote al made in Italy. A tracciare il quadro è Roberto Liscia, presidente di Netcomm, il Consorzio del Commercio Digitale Italiano, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
Netcomm riunisce oggi quasi 500 imprese che rappresentano, come spiega Liscia, circa il 90% dell’e-commerce e del digital commerce nazionale. Una platea eterogenea che spazia dalle piccole realtà che vendono direttamente al consumatore fino alle grandi piattaforme, dagli operatori della logistica agli strumenti di pagamento. Sul piano dei numeri, il settore mostra segnali di maturità. Dopo le accelerazioni del 20-30% dei primi anni, “la crescita si è stabilizzata intorno al 5% annuo – sottolinea Liscia -. Nel 2025 il fatturato complessivo ha raggiunto circa 62 miliardi di euro, di cui oltre 20 miliardi generati dai servizi, in particolare dal turismo”. Per i prodotti fisici la crescita è del 5%, ma al netto dell’inflazione al 2% il dato reale scende al 3%. Eppure c’è un’anomalia che Liscia sottolinea con forza: i pacchi consegnati agli italiani sono cresciuti del 9%. La differenza è che si acquistano sempre più prodotti a prezzo inferiore, in particolare di importazione”, osserva il presidente.
Quei 6 punti percentuali di scarto raccontano una storia precisa: gli italiani comprano di più online, ma spendono meno per singolo acquisto, orientandosi verso prodotti importati a basso costo.
Il fenomeno ha una ricaduta diretta sulla bilancia commerciale digitale del Paese. Dei 62 miliardi di fatturato generato dai consumi online degli italiani, ben 15 miliardi provengono dall’importazione. “In Italia si importa di più di quanto non si esporti online”, avverte il presidente di Netcomm, indicando nell’insufficiente investimento nelle nuove tecnologie abilitanti per il commercio la causa strutturale di questo squilibrio, con evidenti conseguenze su PIL e occupazione.
Tra i temi di policy più dibattuti c’è il contributo di 2 euro sulle piccole spedizioni extra-Unione Europea per prodotti sotto i 150 euro, rinviato all’1 luglio 2026. La posizione di Netcomm è articolata. Da un lato il presidente riconosce la giustificazione economica, politica e geoeconomica del provvedimento: fino ad oggi i prodotti che arrivavano da fuori UE a basso prezzo non subivano alcuna forma di sovraccarico fiscale, a differenza di quelli acquistati in Italia o in Francia, creando una distorsione competitiva evidente. Dall’altro, Liscia punta il dito su un’asimmetria applicativa che rischia di rendere la misura inefficace: prodotti che non arrivano direttamente in Italia ma transitano da hub intermedi come Bruxelles o Francoforte potrebbero sfuggire al prelievo. “Noi proponiamo una tassa omogenea a livello europeo”, ribadisce il presidente.
Il 6 e 7 maggio a Milano andrà in scena la 21esima edizione del Netcomm Forum, che negli anni è diventato uno dei principali hub europei di incontro tra professionisti del settore: circa 30.000 presenze, 200 seminari e workshop, più plenarie dedicate ai grandi temi della trasformazione digitale. E il tema dominante di questa edizione sarà l’intelligenza artificiale, ma declinata in modo inedito. “Non ne parleremo come tecnologia, ma come energia e infrastruttura che sta cambiando tutti i processi, tutte le relazioni, tutti i contenuti”, anticipa Liscia. Due hub tematici saranno dedicati rispettivamente al Talent Village – le nuove competenze richieste dalla trasformazione in corso – e all’AI come tecnologia abilitante dei nuovi modelli di business.
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ROMA (ITALPRESS) – In Italia gli affitti continuano a salire, ma milioni di abitazioni restano inutilizzate fuori dal mercato. A fronte di circa 4,3 milioni di case locate, gli immobili sfitti sono infatti circa 8 milioni, mentre gli affitti brevi si collocano tra 500mila e 600mila unità. È quanto emerge dal 17° Rapporto sulle locazioni di SoloAffitti presentato al Senato. Secondo l’analisi, l’emergenza abitativa non dipende tanto dalla mancanza di immobili quanto da un’offerta che fatica ad attivarsi. Tra le principali ragioni, il timore della morosità e i tempi incerti per il rientro in possesso dell’immobile. L’86% dei proprietari indica il mancato pagamento del canone tra le principali preoccupazioni, mentre il 62% teme il ricorso a una procedura di sfratto. Sul fronte della domanda, l’affitto diventa sempre più una scelta strutturale: tre inquilini su quattro scelgono la locazione consapevolmente, mentre solo il 27% avrebbe preferito acquistare casa. La durata media effettiva dei contratti si attesta intorno ai 27 mesi.
MILANO (ITALPRESS) – Il commercio elettronico in Italia è in crescita, ma le importazioni superano le esportazioni e servono più investimenti nelle nuove tecnologie. Ne ha parlato Roberto Liscia, presidente del Consorzio Netcomm, in un’intervista all’Italpress.
UDINE (ITALPRESS) – Operazione dei Carabinieri tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, dove è stata eseguita un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di cinque persone ritenute responsabili di una serie di furti in abitazione. Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Udine su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto la custodia in carcere per quattro indagati e gli arresti domiciliari per un quinto. L’indagine, condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Udine, è partita da una serie di episodi avvenuti all’inizio del 2026, caratterizzati da modalità operative simili e concentrati in un arco temporale ristretto.
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – “È chiaro che una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità, in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali e con una postura esclusivamente difensiva. Nel quadro che ho appena disegnato, l’Italia offre la sua disponibilità a mettere a disposizione unità navali, chiaramente sulla base di una necessaria autorizzazione
SALERNO (ITALPRESS) – La morte di Alessandro Farina, deceduto a 13 anni nel 2017, fu causata dalla tardiva diagnosi del diabete di tipo 1 e dall’errore grave nelle cure successive. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha posto così fine ad una travagliata vicenda giudiziaria, confermando “la responsabilità dei sanitari e dell’azienda ospedaliera di Salerno. Una battaglia lunga e difficile, tre gradi di giudizio, senza esclusione di colpi, ma alla fine giustizia è stata fatta. Penso al piccolo Alessandro, oggi avrebbe 22 anni, e ancora mi commuovo. Riposi in pace”, sottolinea in una nota l’avvocato Federico Conte, che ha assistito la famiglia. Il giovane era stato condotto al pronto soccorso dell’ospedale “Ruggi d’Aragona” di Salerno il 23 dicembre del 2017 “con sintomi chiaramente evocativi di una crisi metabolica, erroneamente inquadrata come una reazione allergica, con conseguenti dimissioni del malcapitato – si legge nella nota -. Un errore inescusabile, che ha portato al secondo ricovero d’urgenza il giorno di Natale a seguito di una crisi iperglicemica. Una condizione grave ma ancora reversibile se si fossero adottate correttamente in reparto le linee guida di riferimento sul trattamento del diabete e sulle procedure di reidratazione, invece gravemente e colposamente disattese”. Il caso di malasanità del piccolo Alessandro, ricorda il legale, ha ispirato la legge 130 del 2023, a firma del deputato di Fi e vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, che ha reso obbligatorio nel triage di pronto soccorso per minori da 0 fino a 17 anni l’esecuzione di uno screening sul sangue per individuare la predisposizione alla celiachia e al diabete di tipo 1. “È una pagina di giustizia che non cancella il dolore, che resta immenso e quotidiano – aggiunge la madre del giovane, Tiziana Morra -. Nulla potrà restituirci nostro figlio, ma oggi sentiamo che il suo sacrificio non è stato dimenticato. Abbiamo affrontato anni durissimi, sostenuti solo dalla ricerca della verità, e questa decisione rappresenta per noi un riconoscimento importante”. Nel giudizio si era costituito come parte civile anche Francesco Morra, zio del piccolo, sindaco del Comune di Pellezzano, che ha seguito in prima persona il processo per conto della famiglia. vbo/mca1
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – “La libertà di navigazione nello stretto di Hormuz è una questione assolutamente centrale per l’Italia, per l’Europa e per la comunità internazionale nel suo complesso. Si tratta ovviamente di affermare un principio cardine del diritto internazionale – principio che vale chiaramente per qualsiasi altro passaggio dal quale dipendano le catene di approvvigionamento mondiali – ma si tratta ovviamente di una questione di enorme rilevanza economica”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine della riunione della coalizione di Volenterosi a Parigi.
MILANO (ITALPRESS) – Il commercio digitale italiano vale 62 miliardi di euro e continua a crescere, ma con dinamiche sempre più complesse, con i volumi che corrono più veloce dei fatturati e le importazioni che erodono quote al made in Italy. A tracciare il quadro è Roberto Liscia, presidente di Netcomm, il Consorzio del Commercio Digitale Italiano, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Anche la Germania è pronta a fare la propria parte per garantire il successo della missione e per garantire la sicurezza nello stretto di Hormuz”, qualora “vi fosse una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. D’altra parte”, per la partecipazione alla missione, “servirebbe l’approvazione da parte del parlamento tedesco, secondo la Costituzione”. Così il cancelliere tedesco Friedrich Merz, al termine della riunione della coalizione di Volenterosi a Parigi. “Lavorare a una risoluzione del consiglio di sicurezza dell’ONU è importante, lavoreremo in tal senso con i nostri partner”.