Cina, restauratori al lavoro per preservare le grotte di Mogao
LANZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Ai margini del deserto del Gobi sorge Dunhuang, un’antica città-oasi che un tempo si trovava al crocevia della Via della seta. Qui, le grotte di Mogao custodiscono una delle più grandi collezioni al mondo di arte buddhista, tra cui splendidi dipinti murali e sculture risalenti a secoli fa.
Ma questi tesori devono affrontare una battaglia costante contro il tempo, la sabbia e il deterioramento.
Da decenni, i restauratori dell’Accademia di Dunhuang lavorano per proteggerli attraverso il restauro dei dipinti murali, il controllo della desertificazione e la conservazione digitale.
Shui Biwen, vice direttore del Centro di servizi tecnici per la conservazione dei reperti culturali dell’Accademia di Dunhuang, ha riferito a Xinhua che è stato istituito un sistema completo di conservazione preventiva, comprendente il monitoraggio ambientale regolare e attività di manutenzione quotidiana.
Zhang Zhengmo, vice direttore del Centro di monitoraggio delle grotte di Mogao dell’Accademia di Dunhuang, ha affermato che “i dati di monitoraggio mostrano come il volume di sabbia nell’area delle grotte sia diminuito di oltre l’80%” da quando è stato adottato un sistema di protezione completo.
Combinando l’artigianato tradizionale con la tecnologia moderna, stanno contribuendo a preservare questo patrimonio millenario per le generazioni future.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-







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RIMINI (ITALPRESS) – “Ci sono già cinque Stati membri dell’Unione europea oltre all’Italia che stanno lavorando, in alcuni casi anche insieme, collaborando tra Paesi, per sviluppare progetti simili”. Lo ha detto il capodelegazione
ROMA (ITALPRESS) – La crescita del PIL nell’area OCSE è aumentata leggermente, raggiungendo lo 0,5% nel secondo trimestre del 2026, rispetto allo 0,4% del trimestre precedente. Lo rileva l’Organizzazione parigina spiegando che questo dato riflette un quadro eterogeneo nei 30 paesi OCSE per i quali erano disponibili le informazioni. Nel secondo trimestre del 2026, 27 paesi hanno registrato una crescita, seppur a tassi variabili, mentre 3 paesi non hanno subito variazioni del PIL. La crescita del PIL nel G7 è rallentata allo 0,3% nel secondo trimestre del 2026, in calo rispetto allo 0,4% del primo trimestre, riflettendo una crescita più lenta in cinque paesi del G7: Germania; Italia, Giappone; Regno Unito e Stati Uniti. In Giappone, il rallentamento è stato principalmente dovuto alla stagnazione dei consumi privati, alla riduzione delle scorte e al calo degli investimenti. Nel Regno Unito, la debolezza dei consumi privati e il calo della spesa pubblica hanno pesato sull’attività economica. Negli Stati Uniti, la crescita più lenta è stata principalmente dovuta alla minore crescita delle esportazioni, alla riduzione delle scorte e al calo della spesa pubblica.
ROMA (ITALPRESS) – Quasi 12 miliardi in sei mesi. È il conto energetico che la guerra in Iran presenta all’Italia. Secondo le stime della CNA, tra il primo marzo e il 31 agosto, il maggiore esborso per carburanti, energia elettrica e gas è di 11,6 miliardi rispetto ai livelli precedenti all’esplosione della crisi. Un conto che grava sulle famiglie e sulle imprese e che per oltre la metà è riconducibile alla mobilità. La componente carburanti rappresenta da sola circa la metà del maggiore costo energetico: i rincari di benzina e gasolio nel semestre valgono da soli quasi 6 miliardi euro. Pesante anche la bolletta elettrica. Il maggiore esborso accumulato nel semestre è di quasi 4 miliardi. I dati mostrano peraltro che lo shock dei prezzi non è accompagnato a una contrazione della domanda. A luglio il fabbisogno elettrico italiano ha raggiunto il massimo storico per il mese e le ultime quotazioni disponibili sul mercato elettrico continuano a mostrare valori molto elevati anche nella seconda parte di agosto. A completare il conto è il gas consumato direttamente da famiglie e imprese, per il quale si stima un maggiore costo nell’ordine di oltre 2 miliardi. Per le piccole imprese l’impatto è particolarmente pesante. Hanno minori possibilità rispetto alle aziende di maggiori dimensioni di proteggersi dalle oscillazioni dei mercati energetici, una minore capacità contrattuale negli acquisti e maggiori difficoltà a trasferire gli aumenti dei costi sui prezzi finali.
ROMA (ITALPRESS) – Torna a crescere la produzione industriale nell’Unione europea. Nel 2025, secondo i dati elaborati da Eurostat, il valore è aumentato del 2,9% rispetto all’anno precedente: si tratta del primo segno più dal 2022, dopo due cali consecutivi registrati nel 2023 (-1,5%) e nel 2024 (-1,9%). In termini nominali, il valore della produzione comunitaria è passato da 5,8 miliardi di euro a oltre 6 miliardi nel 2025. Sei Paesi dell’UE hanno generato il 71 per cento del valore totale della produzione: in testa la Germania, con il 26%, seguita dall’Italia (14%). Quindi Francia, Spagna, Polonia e Paesi Bassi. Analizzando i primi 5 gruppi di attività manifatturiere, l’aumento maggiore del valore della produzione è stato registrato nel settore dei prodotti alimentari: +3,8% rispetto al 2024. I macchinari e le apparecchiature hanno registrato il secondo maggior incremento, precedendo il settore degli autoveicoli, rimorchi e semirimorchi. Lievi cali invece per prodotti chimici e metallici.
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RIMINI (ITALPRESS) – “Credo che verso metà settembre il Senato dovrebbe licenziare il disegno di legge delega e entro fine anno da parte mia presentare i decreti attuativi, da lì il confronto con le Regioni e poi la fase operativa e di determinazione anche delle modalità d’intervento”. Così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, nel corso di un punto stampa al Meeting di Rimini. “L’importanza di produrre energia da fonte pulita è un patrimonio abbastanza comune. È chiaro che tutto questo va incontro al quadro che abbiamo di fronte che è una domanda energetica in esplosione per l’aumento dei consumi. La sfida è il percorso per integrare la produzione da rinnovabili”.
RIMINI(ITALPRESS) – “Vi dico metà settembre, la stiamo mettendo a punto. Entro metà settembre avremo le idee più chiare, per la lettera si vedrà”. Così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, nel corso di un punto stampa al Meeting di Rimini a chi domanda i tempi per la proposta formale di utilizzo della flessibilità Ue sull’energia. Ci sarà “certamente un passaggio preliminare in Consiglio dei ministri dove io, Giorgetti e la presidente del Consiglio informeremo il governo. Stiamo vedendo gli investimenti uno per uno, poi valuteremo”, spiega.