Il Patto Territoriale arriva a Soverato: migranti, diritti e lotta allo sfruttamento

Il percorso del Patto Territoriale prosegue in Calabria e oltre i confini regionali, nel segno della solidarietà e della lotta contro ogni forma di sfruttamento e discriminazione. Dopo aver partecipato alla sentita giornata di mobilitazione a Castel Volturno contro la costruzione di un Centro di permanenza per il rimpatrio (CPR), non soltanto nell’area campana, ma in qualsiasi altro territorio, il Patto Territoriale fa tappa a Soverato. L’iniziativa, che si terrà il 30 novembre nella sala consiliare del Municipio, sarà l’occasione per aprire uno spazio di confronto e approfondimento sulla questione migratoria, affrontando alcune delle principali criticità che attraversano la vita delle persone migranti. Al centro del dibattito ci saranno le normative che criminalizzano la condizione migratoria, lo sfruttamento lavorativo e l’emergenza abitativa, quest’ultima riconosciuta come una questione fondamentale per contrastare concretamente le condizioni di precarietà e sfruttamento. Nel corso della serata è prevista anche la presentazione del libro di Maurizio Alfano, “Migranti e repressione”, un contributo per comprendere il quadro giuridico e amministrativo all’interno del quale le persone migranti si trovano troppo spesso invisibilizzate, marginalizzate e private del pieno riconoscimento dei propri diritti. L’appuntamento avrà anche una finalità concreta di solidarietà: la raccolta di fondi destinati alla costituzione di una cassa di resistenza, uno strumento pensato per sostenere le mobilitazioni delle persone migranti e rafforzare le lotte contro ogni forma di sfruttamento, precarietà e negazione dei diritti. La serata rappresenterà inoltre un momento importante per lanciare lo sciopero del prossimo 12 dicembre, che vedrà la partecipazione attiva dei braccianti della Piana di Gioia Tauro e di altre realtà migranti. Una mobilitazione che nasce dalla necessità di rivendicare il riconoscimento e la conquista dei diritti fondamentali di lavoratrici e lavoratori, a partire da coloro che, con il proprio lavoro, garantiscono ogni giorno il cibo sulle nostre tavole, ma che troppo spesso continuano a vivere e lavorare in condizioni di sfruttamento e marginalità. Una battaglia che non riguarda soltanto il mondo del lavoro agricolo o le persone migranti, ma che investe l’intera società. Difendere i diritti di chi lavora, contrastare lo sfruttamento e garantire dignità a tutte e tutti significa infatti costruire una società più giusta, nella quale nessuno venga lasciato indietro.
Carmela Commodaro
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