Manifesto della salubrità ambientale: l’importanza dell’aria indoor e della prevenzione medica nei luoghi di vita

Il Manifesto della salubrità ambientale, promosso dall’Acsa (Associazione Interregionale Cardiologi e Specialisti Medici Ambulatoriali), di cui lo squillacese dottor Tommaso Diego Voci è fondatore, past president, rappresentante legale e tesoriere, solleva una questione di fondamentale importanza per la salute pubblica che riguarda il tempo trascorso all’interno degli edifici e la qualità dell’aria che vi si respira. Sebbene il dibattito pubblico e la ricerca medico-scientifica si siano tradizionalmente concentrati sull’inquinamento atmosferico esterno, noto come outdoor, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che circa il 90% dell’aria che l’essere umano respira quotidianamente proviene da ambienti chiusi, come le abitazioni, gli uffici e le scuole. Questo dato inequivocabile dimostra che la tutela della salute passa in primo luogo attraverso le mura domestiche, imponendo una riflessione non più procrastinabile sull’inquinamento indoor e sui suoi risvolti patologici in termini di insorgenza, riacutizzazione e aggravamento di diverse malattie. Per la classe medica, questa consapevolezza si traduce in una profonda evoluzione dell’approccio clinico, che richiede l’integrazione della tradizionale anamnesi con un’accurata anamnesi ambientale. Il medico ha infatti il dovere professionale ed etico di raccogliere informazioni dettagliate riguardo alle condizioni dei luoghi in cui il paziente vive e trascorre la maggior parte della propria giornata, indagando la presenza di elementi critici come umidità, muffe, scarsa illuminazione naturale, polveri sottili, gas radon, un ricambio d’aria insufficiente e l’assenza di contesti verdi circostanti. Per rispondere concretamente a tali necessità e colmare il divario tra la trattazione puramente teorica e l’applicazione pratica nella cura dei pazienti, nel 2019 è nato il progetto HHH, acronimo di Home, Health & Hi-Tech. Ideato da Maria Chiara Voci (giornalista che si occupa di edilizia, architettura e urbanistica, energia, trasporti, casa e condominio) e sostenuto sin dalle origini dall’Acsa, questo progetto multidisciplinare unisce esperti della comunicazione, professionisti del settore edilizio, ingegneri, architetti e medici in una rete di informazione, formazione e networking. L’obiettivo principale dell’iniziativa è duplice: da un lato accrescere la consapevolezza sul legame indissolubile tra la salubrità degli spazi costruiti e il benessere psicofisico delle persone, dall’altro individuare e promuovere soluzioni tecnologiche avanzate e criteri di valutazione e certificazione per gli edifici. Nel corso degli anni, il progetto ha dato vita a numerosi momenti di confronto, culminati nella recente istituzione di un Comitato Scientifico multidisciplinare e nella stesura di un Position Paper mirato a offrire raccomandazioni operative per i medici, i progettisti e i decisori pubblici. La salubrità degli spazi indoor non rappresenta dunque una semplice tendenza o un’opzione facoltativa, bensì una vera e propria responsabilità sociale e un pilastro imprescindibile delle moderne strategie di prevenzione. Poiché non è possibile modificare a piacimento la qualità dell’aria dell’intero pianeta, medici e cittadini hanno la facoltà di scegliere consapevolmente quale aria respirare all’interno dei propri spazi di vita, dimostrando che unire le competenze di mondi differenti permette di realizzare il grande obiettivo di abitare sano anche nei contesti urbani e storici moderni.
Carmela Commodaro
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