Tensione e protesta sulla Statale 106 a Davoli: sindaci al fianco dei cittadini, contestato il vicepresidente regionale Mancuso

Un territorio in ginocchio che chiede risposte immediate e concrete. È stato un sabato di fortissima tensione lungo la Statale 106, bloccata fin dalle prime ore della mattinata a Davoli Marina da un’imponente manifestazione popolata da camion, trattori e centinaia di cittadini esasperati. Mentre il traffico restava paralizzato in segno di protesta contro il carovita e il continuo aumento del costo della vita, la partita politica si è spostata all’interno del vicino Centro Polifunzionale. Lì si sono radunati quasi tutti i sindaci del comprensorio per esprimere piena solidarietà ai manifestanti in lotta e avviare un tavolo di confronto urgente volte a delineare proposte e soluzioni per l’intero territorio. Il clima si è tuttavia surriscaldato all’arrivo del vicepresidente della Regione Calabria, Filippo Mancuso. L’esponente politico è stato duramente contestato dalla platea mentre cercava di spiegare le ragioni macroeconomiche che hanno portato agli ultimi rincari dei carburanti. Una spiegazione che non ha convinto i presenti, stanchi di giustificazioni e schiacciati dalle difficoltà economiche quotidiane. A stemperare gli animi, dopo i momenti di accesa discussione, è intervenuto uno degli organizzatori del presidio, che si è rivolto direttamente a Mancuso: “Chiediamo scusa per i toni, ma qui ci sono famiglie disperate che chiedono risposte immediate”. Contestualmente, al vicepresidente regionale è stato consegnato un documento contenente le richieste ufficiali della piazza, da trasferire ai tavoli di governo a Roma.
Tra i punti chiave della piattaforma rivendicativa figurano:
La riduzione dell’Imu;
La revisione immediata e strutturale delle accise sui carburanti;
Il miglioramento della viabilità e delle infrastrutture locali; Interventi urgenti per il calo dei prezzi non solo del carburante, ma anche dei beni di prima necessità e dei generi alimentari.
L’incontro si è concluso con un ultimatum chiaro inviato alle istituzioni regionali e nazionali: se non arriveranno segnali concreti in tempi brevissimi, il blocco e le forme di protesta sulla SS 106 rischiano di proseguire a oltranza per almeno altri dieci giorni.
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