Crisi agricola e caro carburante, la protesta invada la Statale 106: presidio a Davoli

A far da sfondo ci sono le sirene, i motori accesi dei trattori messi di traverso e le code di auto che si allungano sin dalle prime ore del mattino. Dalle 8.00 di oggi la Calabria è tornata ad alzare la voce, e nel Catanzarese l’epicentro della protesta si è concentrato a Davoli, lungo l’arteria strategica della Statale 106.

Agricoltori, allevatori e autotrasportatori sono scesi di nuovo in strada, uniti in una mobilitazione promossa dal Movimento Popolare Nazionale assieme a Popolo di Calabria, MTA, GDA, Gruppo Agricoltori del Crotonese e Comitati Riuniti Agricoli. Quello iniziato a Davoli non è un semplice sit-in di passaggio, ma l’inizio di un presidio permanente a oltranza destinato a segnare i prossimi giorni.

A pesare come un macigno è prima di tutto la scure del caro carburante, arrivata a livelli che soffocano il lavoro quotidiano dei campi e dei trasporti. A questo si aggiunge un corto circuito commerciale difficile da sostenere: da un lato i costi di produzione schizzano alle stelle e i prodotti vengono pagati una miseria all’origine agli agricoltori; dall’altro i prezzi finali sui banchi del supermercato schizzano verso l’alto, penalizzando anche le famiglie. Una forbice stretta attorno al collo di chi produce e di chi consuma. Dietro la rabbia che paralizza il traffico e crea inevitabili disagi a pendolari e automobilisti, c’è un grido d’allarme concreto: la tenuta economica delle aziende agricole e delle famiglie del territorio è ormai al limite. 

Le richieste scese in piazza sono chiare e dirette: uno stop deciso alle importazioni da Paesi extra-UE che non garantiscono la stessa qualità, sicurezza e tracciabilità dei prodotti italiani, e un piano d’intervento urgente per contrastare l’emergenza della fauna selvatica, con i cinghiali che continuano a devastare interi raccolti rendendo vani mesi di fatica.

La protesta di Davoli non resta comunque isolata, ma si inserisce in un quadro regionale ben più ampio. Scene simili si stanno registrando in queste stesse ore allo snodo di Passovecchio a Crotone, ma anche ai varchi autostradali di Rosarno, Pizzo Calabro e al bivio di Firmo/Sibari, dove si sono radunati oltre 400 trattori, oltre che a Cariati.

Sulle strade, a presidiare la situazione e tentare di gestire la viabilità, ci sono le forze dell’ordine. Ma il messaggio lanciato dai manifestanti da Davoli è netto: la mobilitazione andrà avanti giorno e notte lungo la fascia ionica per preparare il terreno e confluire uniti verso la grande manifestazione nazionale in programma il prossimo 10 ottobre a Cosenza.

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