Energie rinnovabili, Aloisio: «Basta contrapposizioni ideologiche. La transizione energetica deve procedere attraverso valutazioni concrete, trasparenti e responsabili»

Le recenti pronunce della magistratura amministrativa in materia di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili rappresentano un importante richiamo per le amministrazioni pubbliche chiamate a governare i processi di transizione energetica.
Come Sindaco, pioniere in materia energetica, e seguendo come avvocato da tempo diversi progetti nei rapporti con gli enti coinvolti nei procedimenti autorizzativi, ritengo che sia arrivato il momento di affrontare questo tema liberandolo da pregiudizi e contrapposizioni ideologiche, valutando ogni intervento sulla base di dati, studi, caratteristiche dei luoghi e interessi pubblici concretamente coinvolti.
La giurisprudenza amministrativa ha più volte richiamato il principio della massima diffusione delle fonti rinnovabili e la necessità di un’approfondita istruttoria che tenga conto di tutti gli interessi in gioco. Ancora recentemente il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5253 del 1° luglio 2026, relativa a un impianto fotovoltaico in Calabria, ha ribadito la necessità di considerare il preminente interesse pubblico connesso alla realizzazione delle opere e di operare un adeguato contemperamento tra tutela del paesaggio e incremento della produzione di energia da fonti alternative.
Anche la vicenda del parco eolico di Borgia e Squillace offre elementi di riflessione. Il TAR Calabria aveva già annullato un precedente diniego, rilevando la necessità di una valutazione autonoma e complessiva degli interessi coinvolti e ricordando, tra l’altro, la presenza nel procedimento di una VIA positiva. La successiva vicenda amministrativa ha nuovamente interessato il giudice amministrativo.
È quindi fondamentale il ruolo che la Regione Calabria è chiamata a svolgere al fine di assicurare procedimenti rigorosi, imparziali e fondati su elementi tecnici e giuridici concreti, nei quali tutela dell’ambiente, tutela del paesaggio e produzione di energia rinnovabile vengano realmente ponderate.
Occorre superare quelle posizioni pregiudizialmente contrarie alle rinnovabili che talvolta emergono nel dibattito pubblico e anche nelle interlocuzioni istituzionali. Associazioni, amministratori e uffici pubblici hanno pieno diritto e, quando previsto, il dovere di evidenziare criticità ambientali e paesaggistiche; tali criticità, tuttavia, devono essere specifiche, documentate e riferite alle caratteristiche concrete del progetto e del territorio, non ridursi a un’opposizione generalizzata alla tecnologia eolica o alle altre fonti rinnovabili.
Sono difficili da condividere, ad esempio, gli slogan secondo i quali la presenza di un impianto eolico sarebbe automaticamente incompatibile con il turismo, con i percorsi di trekking, con gli itinerari culturali o con la valorizzazione del territorio.
San Sostene rappresenta, nella mia esperienza amministrativa, un caso concreto sul quale riflettere.
Nel territorio montano del Comune è presente da anni un parco eolico e, contemporaneamente, la montagna continua a essere vissuta e frequentata. Vi sono sentieri turistici, naturalistici e di trekking, così come aree frequentate dagli appassionati e raccoglitori dei prodotti del sottobosco. Recentemente anche scolaresche provenienti da fuori comprensorio hanno visitato l’impianto, trasformando la presenza delle pale eoliche anche in un’occasione di conoscenza delle energie rinnovabili e della transizione energetica.
L’esperienza di San Sostene dimostra, a mio avviso, che produzione di energia rinnovabile e fruizione della montagna possono convivere, quando gli interventi sono correttamente progettati, autorizzati e gestiti.
Anche il tema dell’avifauna deve essere affrontato con dati scientifici e monitoraggi, non attraverso affermazioni generiche. Nel caso dell’impianto di San Sostene, i monitoraggi disponibili non hanno evidenziato, secondo quanto risulta all’Amministrazione, le conseguenze negative talvolta prospettate nel dibattito pubblico.
Allo stesso tempo, l’impianto ha prodotto ricadute sul territorio in termini occupazionali, economici e sociali.
Occorre poi fare chiarezza sul concetto stesso di paesaggio. Il paesaggio non coincide semplicemente con una valutazione estetica o con ciò che ciascuno individualmente considera “bello”. È espressione della storia, dell’identità, delle trasformazioni e del rapporto di una comunità con il proprio territorio. Proprio per questo la sua tutela richiede valutazioni molto più articolate di un semplice giudizio estetico.
La tutela paesaggistica non è l’unico interesse pubblico coinvolto. La stessa giurisprudenza amministrativa ha sottolineato la necessità di individuare un punto di equilibrio tra la protezione del paesaggio e l’interesse pubblico all’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili.
Anche la Corte costituzionale, con la sentenza n. 134 del 2025, intervenendo su disposizioni della Regione Calabria relative agli impianti a biomassa, ha dichiarato costituzionalmente illegittime alcune previsioni regionali che introducevano divieti incompatibili con la disciplina statale in materia energetica. È un ulteriore elemento che invita a evitare approcci generalizzati e a operare all’interno del quadro normativo nazionale ed europeo.
La Calabria possiede vento, sole, acqua e un patrimonio territoriale straordinario. La sfida non deve essere scegliere tra ambiente e sviluppo, ma costruire uno sviluppo capace di utilizzare le risorse rinnovabili nel rispetto dell’ambiente e delle comunità.
Mi auguro, quindi, che si apra una fase nuova, nella quale agli slogan si sostituiscano gli studi, alle contrapposizioni ideologiche i dati e alle posizioni precostituite una corretta e trasparente amministrazione del territorio.
Il vero ambientalismo non consiste nel dire sempre “no”. Consiste nel valutare, conoscere, tutelare e scegliere responsabilmente, conciliando la salvaguardia del territorio con la necessità, ormai imprescindibile, della transizione energetica.
E su questo vedo che Legambiente, dal nazionale alle singole diramazioni regionali, è compatta a favore di eolico e tutte le altre fonti energetiche rinnovabili.
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