Radici di seta, rito e comunità: San Floro riscopre la sua storia viva

Fino al mese di ottobre, San Floro apre le porte a un viaggio collettivo nella propria identità con “Radici di seta, rito e comunità”, un progetto culturale che intreccia tradizione serica, memoria condivisa e partecipazione popolare. Un percorso che non si limita a celebrare il passato, ma lo riporta al centro della vita comunitaria, trasformandolo in esperienza, incontro e futuro. San Floro è terra di seta, che non è solo materia, ma racconto. Mani che lavorano, famiglie che tramandano, gesti antichi che resistono, riti che diventano identità. La Pro Loco “Tommaso Scarcella”, grazie al finanziamento della Regione Calabria, al cofinanziamento del Comune di San Floro e al sostegno di sponsor e privati, ha scelto di restituire alla comunità un progetto che custodisce questo filo prezioso e lo intreccia con nuove forme di partecipazione. Il programma propone un mosaico di appuntamenti che attraversa linguaggi diversi e coinvolge tutte le generazioni. La festa della vendemmia, con musica, teatro, degustazioni, convivialità; la mostra fotografica artistica, attraverso immagini che raccontano volti, luoghi e memorie; il teatro in vernacolo, con la rappresentazione dedicata all’arrivo delle reliquie di San Floro; i laboratori inclusivi, cioè attività pensate per bambini e persone con disabilità; le passeggiate guidate, alla scoperta dei borghi rurali e delle storie del territorio; la presentazione del libro fotografico, un’opera dedicata alla memoria visiva del paese. Il progetto è stato inaugurato lo scorso 4 settembre al Villaggio Torre del Duca con “Richiami di comunità”, una festa che ha unito tradizione agricola, musica, teatro e sapori del territorio.
Un’occasione per celebrare ciò che rende San Floro un luogo unico, cioè la sua comunità. “Radici di seta, rito e comunità” è un progetto che nasce da un’idea semplice e potente, quella di fermarsi, ricordare, incontrarsi, riconoscersi. Ci sono tradizioni che non si raccontano soltanto, ma si vivono, si tramandano e si sentono. Il progetto diventa così un invito a custodire quel filo invisibile che unisce passato e presente, e un invito a consegnarlo alle nuove generazioni. Perché un paese non è fatto solo di strade e case, ma di memoria, identità e appartenenza. Con “Radici di seta, rito e comunità”, San Floro rinnova così il proprio patto con la storia, un rito che ritorna, una storia che continua, una comunità che si riconosce.
Carmela Commodaro
L’articolo Radici di seta, rito e comunità: San Floro riscopre la sua storia viva proviene da S1 TV.






