Orizzonti aperti, il centro estivo della Pro loco che ha unito Amaroni in un abbraccio di comunità

Si è chiuso ad Amaroni il Centro estivo “Orizzonti aperti, per guardare lontano insieme”, un’esperienza che ha trasformato l’oratorio in un luogo di gioco, crescita e comunità. La Pro loco, organizzatrice dell’iniziativa insieme al Comune e alla parrocchia, ha salutato con entusiasmo una stagione che ha messo al centro i bambini, veri protagonisti di giornate intense e luminose. La presidente Laura Conte ha rivolto loro un ringraziamento affettuoso, ricordando giochi, risate e quella gioia contagiosa che ha accompagnato ogni attività, estendendo la gratitudine ai volontari e ai genitori che hanno sostenuto il progetto con presenza e fiducia. Il Centro estivo ha scelto di far diventare “Orizzonti aperti” non solo un titolo, ma uno stile educativo. Un modo per parlare di accoglienza e inclusione dentro l’oratorio, contrastando con delicatezza e fermezza fenomeni dolorosi come il bullismo. Quando gli orizzonti si aprono, ha ricordato la Pro loco, non resta spazio per barriere, discriminazioni o prepotenze. Da questa visione è nato un programma finanziato dal Comune di Amaroni, guidato dal sindaco Gino Ruggiero, e pensato per i bambini che a giorni entreranno nella scuola primaria, offrendo loro giornate di gioco, divertimento e attività ludico‑ricreative. Fondamentale è stato il contributo della parrocchia, perché il parroco don Roberto Corapi ha messo a disposizione gli spazi di Casa Maria, garantendo un ambiente sicuro e accogliente, ideale per ospitare le attività del Centro estivo. In questo clima di collaborazione, i bambini hanno realizzato “La storia di Milù”, un lavoro che verrà consegnato all’avvocato Antonio Lomonaco, garante delle vittime del bullismo. Lomonaco, sempre vicino ai piccoli e ai ragazzi di Amaroni, ha ricordato che educare all’accoglienza, al rispetto e all’inclusione significa costruire una società capace di respingere ogni forma di violenza e discriminazione. La comunità ha risposto con una presenza corale. La protezione civile ha offerto supporto e vicinanza, mentre il dottore Valerio Gesualdo, medico, ha illustrato ai bambini e agli adulti le manovre salvavita, trasformando un momento formativo in un gesto di cura collettiva. Un contributo prezioso è arrivato anche da Ines Caliò, presidente dell’Archeoclub di Girifalco, che ha guidato un laboratorio dedicato alla scoperta dell’archeologia. I bambini hanno imparato che il terreno può raccontare una storia, che gli strati della terra custodiscono tracce del passato e che lo scavo stratigrafico è una chiave per ricostruire la vita dell’uomo. Con le mani in pasta, hanno sperimentato tecniche dell’arte preistorica, trasformando ciò che avevano appreso in una piccola esperienza creativa. Il Centro estivo si è concluso così, con un abbraccio ideale rivolto a tutti i bambini e con la promessa di ritrovarsi presto per nuovi orizzonti.
Carmela Commodaro
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