L’essenza del poeta tra memoria e libertà interiore: a Soverato la presentazione di “Via Pandora” di Maria Chiara Albanese

Nella suggestiva cornice estiva di Soverato, nell’ambito della rassegna letteraria “Letti d’Estate 2026” organizzata dalla Libreria “Non ci resta che leggere”, si è tenuta un’intensa e partecipata serata dedicata alla presentazione dell’ultima opera poetica della scrittrice Maria Chiara Albanese, dal titolo “Via Pandora” (con prefazione del Prof. Alberto Scerbo). Il titolo del volume, che prende il nome esatto dal luogo di nascita dell’autrice, via Pandora n. 1, rappresenta il filo conduttore di un itinerario interiore ed emotivo di straordinaria profondità. L’opera si configura come la sesta pubblicazione della poetessa — già invitata tre volte al Salone Internazionale del Libro di Torino —, traguardo che testimonia la ricchezza e la continuità del suo percorso artistico.
Tra i nuclei concettuali più stimolanti emersi durante l’incontro vi è la riflessione sulla scaturigine della poesia. Come sottolineato nel corso del dibattito, la vera creazione poetica non nasce dalla semplice dimensione emotiva o dall’anima presa singolarmente, bensì richiede l’intervento imprescindible dello spirito, inteso come energia viva, pura ed essenziale che muove dall’interno e si traduce in atto creativo. Condizione essenziale di questo processo è una radicale libertà interiore: per fare vera poesia, è stato evidenziato con una provocazione di grande impatto, occorre saper essere quasi “sordi e ignoranti”, spogliandosi dai condizionamenti precostituiti per non restare inglobati o schiacciati dal pensiero dominante dei grandi maestri della letteratura e della filosofia.
A dialogare con l’autrice sono intervenute due figure di alto profilo accademico e scientifico. L’ingegnere nucleare Mario Carmelo Cirillo, già dirigente ISPRA, ha proposto un’affascinante analogia strutturale, paragonando i componimenti della Albanese — sia di quest’ultima raccolta sia delle precedenti — ai frammenti della lirica greca classica a noi pervenuti, citando versi emblematici tratti dalla poesia “Dentro Pandora”. Il professor Alberto Scerbo, docente di Filosofia del Diritto presso l’Università Magna Græcia di Catanzaro, oltre a curare la presentazione del libro e ad averne redatto le prefazioni, ha tracciato l’evoluzione stilistica ed esistenziale dell’autrice nel corso delle sue varie pubblicazioni, richiamando la raffigurazione pittorica di Pandora offerta da Waterhouse nel 1896, in cui si evidenzia l’incontenibile forza della curiosità come segno evidente del desiderio di conoscenza, la medesima tensione che anima le poesie di questo volume.
La serata, vissuta con grande entusiasmo da un pubblico attento e partecipe, si è conclusa con la toccante recitazione della poesia “Via Pandora n. 1”, che chiude la raccolta, suscitando una calda e prolungata ovazione. L’evento ha offerto così un ritratto completo dell’autrice: nata a Careri in Aspromonte, cresciuta tra Fabrizia e Serra San Bruno, laureata in Giurisprudenza, attiva nel canto Gospel e teorica dell’uso della maieutica socratica nell’interrogatorio penale, Maria Chiara Albanese ha confermato ancora una volta come in poesia tutto il bello che si sente nell’anima si trasformi in vita.
Maria Luisa Iezzi

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