Gasperina, la legalità in scena a Palazzo Manni: il magistrato Marisa Manzini racconta “Il coraggio di Rosa”

Parlare di legalità, consapevolezza e coraggio significa contribuire in modo concreto a costruire una comunità più libera e più forte. È con questo spirito che l’iniziativa promossa dal Comune di Gasperina ha raggiunto pienamente il suo obiettivo, davanti ad un numeroso e attento pubblico, giovedì 20 agosto, nella cornice del giardino di Palazzo Manni, in occasione della presentazione del libro del magistrato Marisa Manzini intitolato “Il coraggio di Rosa. Storia di una donna che ha ripudiato la ’ndrangheta”, edito da Rubbettino. I saluti istituzionali sono stati portati dal sindaco di Gasperina, Gregorio Gallello. L’introduzione è stata curata da Carmen Macrina, volontaria della Biblioteca comunale “Saverio Grande”, realtà che ha organizzato la serata in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale. Successivamente, la giornalista Carmela Commodaro ha condotto un intenso dialogo con l’autrice, guidando il pubblico attraverso un incalzante fuoco di fila di domande volte ad approfondire sia le vicende del romanzo sia il complesso panorama della criminalità organizzata in Calabria. Alle sollecitazioni della giornalista, la dottoressa Manzini ha risposto con puntualità e precisione, offrendo importanti spunti per una profonda riflessione sulla cultura della legalità. Il romanzo, ambientato in territorio calabrese, sa intrecciare sapientemente la forza della narrativa con la cruda realtà, affrontando la possibilità di spezzare un destino che sembrava già scritto. Al centro dell’opera vi è una fondamentale disamina del ruolo femminile all’interno dei contesti ‘ndranghetisti, dove le donne non vengono descritte unicamente come vittime passive, ma ne viene evidenziata l’influenza attiva nella trasmissione di valori, regole e cultura mafiosa alle nuove generazioni. Proprio per questo motivo, come ha sottolineato la dottoressa Manzini, il ruolo femminile diventa importante nel momento in cui si decide di interrompere il passaggio generazionale di una sottocultura fondata sulla violenza e sulla vendetta. In tale contesto, il coraggio della protagonista Rosa risiede proprio nella capacità di riconoscere l’errore di una scelta passata e di trovare dentro di sé la forza per cambiare strada, rivendicando con determinazione la propria libertà, la propria dignità e la speranza di un futuro diverso. A conclusione della sua riflessione, il magistrato ha ribadito più volte il ruolo imprescindibile della scuola, presidio fondamentale per educare i giovani ai valori della legalità e accompagnarli verso una piena consapevolezza civile.

L’articolo Gasperina, la legalità in scena a Palazzo Manni: il magistrato Marisa Manzini racconta “Il coraggio di Rosa” proviene da S1 TV.