Roccelletta, acque non conformi: Borgia chiede verifiche sul Corace e intensifica i controlli sul litorale

La situazione che in questi giorni interessa alcuni tratti del litorale di Roccelletta di Borgia ha spinto l’amministrazione comunale ad attivare una serie di verifiche e a chiedere la collaborazione degli altri enti competenti. La sindaca Elisabeth Sacco sottolinea la necessità di procedere senza accuse o conclusioni anticipate, ma con controlli puntuali e dati oggettivi, soprattutto quando sono in gioco salute pubblica e tutela ambientale. Il Comune fa sapere di non aver atteso gli esiti delle analisi Arpacal per verificare le infrastrutture di propria competenza. Sono stati controllati l’impianto di sollevamento di località Laganusa e la condotta comunale che convoglia i reflui verso il depuratore di Catanzaro Lido. Le verifiche, effettuate dalla ditta incaricata della manutenzione e dalla Responsabile del Settore Ambiente, sono state ripetute anche dopo la comunicazione della non conformità e nuovamente nella giornata del 17 agosto. Secondo le relazioni tecniche, entrambe le strutture risultano regolarmente funzionanti. Il 16 agosto Arpacal ha comunicato la non conformità ai parametri microbiologici di due campioni, prelevati nel tratto di mare antistante il Lido Cammello Grigio e nello specchio d’acqua davanti al Lido Acquatica. Il Comune ha, quindi, adottato l’ordinanza sindacale numero 28, disponendo il divieto temporaneo di balneazione nel tratto interessato, con possibilità di conferma, revoca o modifica sulla base dei successivi risultati. Arpacal ha effettuato nuovi campionamenti già il 16 agosto e nella giornata del 17 ha ampliato il monitoraggio a tutto il litorale. L’amministrazione, inoltre, ha chiesto di approfondire la situazione del fiume Corace, la cui foce si trova in prossimità della costa di Roccelletta. La sindaca evidenzia che il corso terminale del fiume appare deviato verso il litorale, ma precisa che non esistono al momento elementi per stabilire un rapporto di causa-effetto con la non conformità rilevata in mare. Per questo il Comune ha nuovamente chiesto alla Regione Calabria il ripristino dell’asse del Corace, dichiarandosi disponibile, in alternativa, a sostenere direttamente i costi dell’intervento, qualora vengano rilasciate le necessarie autorizzazioni. Al Comune di Catanzaro poi sono state richieste le analisi delle acque in uscita dal relativo impianto di depurazione, mentre al Dipartimento Ambiente della Regione è stata chiesta una verifica dell’intero corso del Corace, anche attraverso l’eventuale utilizzo di droni, per individuare possibili scarichi abusivi o immissioni non autorizzate. La richiesta di controlli sul fiume richiama anche precedenti documenti del Comune di Borgia. Nell’agosto 2021, durante alcuni sopralluoghi lungo il Corace, erano stati individuati scarichi fognari, tra cui uno definito di “notevole entità”, proveniente dalla sponda ricadente nel territorio di Catanzaro. Le risultanze erano state segnalate a Procura, Carabinieri Forestali, Regione, Provincia, Guardia Costiera, Arpacal, Noe e Comune di Catanzaro. Sacco precisa, però, che quei rilievi non consentono di collegare gli episodi del 2021 alla situazione attuale: rappresentano piuttosto un motivo per chiedere oggi una nuova verifica completa del corso d’acqua. La sindaca ringrazia Arpacal, il Dipartimento Ambiente regionale e l’assessore all’Ambiente Antonio Montuoro per il lavoro e il confronto istituzionale. «Non stiamo puntando il dito contro nessuno», ribadisce Sacco, chiedendo però che siano i controlli a parlare. L’obiettivo, conclude, è individuare le cause della criticità, intervenire dove necessario e impedire che situazioni simili possano ripetersi, tutelando il mare, il territorio e la salute dei cittadini.
Carmela Commodaro

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