“Cùntami” raddoppia in Via De Luca: la bellezza tra passato, futuro e l’arte dell’ascolto con Antonella Beatrice Bongarzone

Il viaggio di “Cùntami – Storie di bellezza”, la rassegna ideata e condotta dal giornalista Domenico Marcella, è proseguito con uno straordinario secondo appuntamento. Nella suggestiva cornice di Via De Luca, incastonata nel cuore del centro storico di Palermiti, la comunità si è ritrovata ancora una volta per condividere una serata di profonda riflessione e valore culturale. Ospite della serata è stata Antonella Beatrice Bongarzone, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e direttrice della Biblioteca Casa Museo Gullo di Casali del Manco. Con la sua travolgente ironia, grande simpatia e un’umiltà genuina, la professoressa Bongarzone, che ha ironicamente sottolineato di preferire il titolo istituzionale di “Direttore” per indicare la funzione e il ruolo piuttosto che il genere, ha saputo conquistare fin dalle prime battute l’attenzione e l’affetto del folto pubblico presente. Guidata dalla sensibilità di Domenico Marcella, la conversazione ha intessuto un dialogo intenso tra vita personale, impegno professionale, territorio e futuro, fondato sulla convinzione che antico e contemporaneo non siano dimensioni opposte, ma linguaggi paralleli capaci di compensarsi e arricchirsi a vicenda. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale regionale sono state ripercorse attraverso tappe di grande fascino, compresa una parentesi avvincente dedicata al mistero dei Bronzi di Riace: dalle ipotesi sull’esistenza di una terza statua al doloroso tema dei reperti trafugati e dispersi nel mercato clandestino prima dell’intervento delle autorità. Nel corso dell’incontro si è riflettuto a lungo anche sul valore della bellezza, per troppo tempo considerata un lusso per pochi e che deve invece tornare a essere uno strumento accessibile a tutti per nutrire la conoscenza. Richiamando la celebre massima di Dostoevskij «La bellezza salverà il mondo», la professoressa Bongarzone ha offerto una chiave di lettura profonda: la bellezza da sola non basta a salvare il mondo; può ispirare, consolare e indicare una direzione, ma il vero cambiamento richiede responsabilità etica e impegno civile. Non è mancata una brillante provocazione linguistica e storica, quando si è affrontata la pessima abitudine contemporanea di definire genericamente ogni centro interno come “borgo”. Un inciso su cui la prof.ssa Bongarzone ha voluto far chiarezza: la Calabria è una terra fatta storicamente di paesi e casali, legati alla vita contadina, alla struttura sociale della terra e all’aggregazione comunitaria. Ridurre questa ricchezza identitaria alla moda di marketing del “borgo” rischia di svuotare i luoghi della loro storia reale. Da qui l’invito accorato all’Amministrazione comunale e al Sindaco affinché si continui a investire sulle autentiche potenzialità e sulle peculiarità storiche del paese. Tra i momenti più toccanti, il racconto del rapporto con gli studenti dell’Accademia: «Dai giovani ho imparato soprattutto una cosa: l’ascolto», ha confidato Antonella Beatrice Bongarzone. «In un mondo in cui le parole si sovrappongono sempre e ognuno cerca di prevaricare l’altro, l’ascolto è una ricchezza immensa. Ed è la stessa ricchezza che ho trovato alla base di questa rassegna qui a Palermiti». Alla domanda finale di Domenico Marcella su cosa portasse con sé da questo incontro, la docente ha risposto con emozione: «Porto con me l’accoglienza straordinaria di Palermiti, l’affetto, la grande attenzione e gli applausi spontanei di questa sera. Spesso si dice che “nemo propheta in patria”, ma qui a Palermiti mi sono sentita a casa e amata». Come da tradizione formativa della rassegna, l’autore Domenico Marcella ha scelto di affidare la conclusione della serata a una “voce terza” del luogo: Vincenzo Sica, libero pensatore oggi in pensione, che con la sua spiccata dialettica e simpatia ha regalato al pubblico un ultimo momento di acuta e genuina condivisione. La seconda tappa di “Cùntami” si chiude con una certezza: il racconto della bellezza appartiene a tutti e serve, soprattutto, a ricordarci che certe storie, per restare vive, vanno ascoltate insieme.
Dopo aver restituito, nella prima serata, una piazza alla sua comunità, “Cùntami” questa volta ha provato a fare qualcosa di diverso ma altrettanto necessario: insegnare a guardare ciò che abbiamo intorno con occhi nuovi. Perché la bellezza non è soltanto ciò che vediamo. È ciò che impariamo a riconoscere, a comprendere e, infine, a difendere.
E forse è proprio questo il senso più autentico di “Cùntami”: raccontare storie di bellezza perché una comunità, ascoltandole, possa tornare a riconoscere la propria.
Maria Luisa Iezzi

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