Sulla soglia del mistero: gli artisti Pancari e Mercurio tra sacro e profano in una mostra a Squillace

Il confine tra sacro e profano è una soglia che non separa, ma vibra. Una linea mobile che respira, si sposta, si lascia attraversare. È in questo spazio di passaggio, dove la materia si fa simbolo e il simbolo torna carne, che si colloca il dialogo visivo tra Paolo Pancari Doria e Giuseppe Mercurio, due figure che hanno abitato l’arte come una forma di interrogazione permanente del mistero umano. All’interno della suggestiva Antica Bottega (Fornace) Conca, a Squillace, luogo che conserva ancora il calore delle mani che modellavano la terra, la mostra dedicata ai due maestri diventa un attraversamento emotivo prima ancora che estetico. Qui le loro opere non si limitano a essere esposte, ma sembrano emergere dalle pareti, dai silenzi, dalle ombre che la fornace custodisce come una memoria antica. È un ambiente che amplifica la tensione tra ciò che aspira al cielo e ciò che resta radicato nella terra, tra l’anelito spirituale e la fragilità dell’umano. Paolo Pancari Doria, artista di profonda interiorità, ha sempre cercato nella forma un varco verso l’invisibile. La sua opera è un continuo tentativo di ascolto, un gesto che non impone, ma rivela. Pancari ha attraversato la materia come si attraversa una preghiera, con la consapevolezza che ogni segno può essere un ponte, ogni ombra una domanda. Il suo sacro non è mai dogmatico, ma nasce dall’umano che cerca, che inciampa, che si illumina. È un sacro che si fa dialogo, non proclamazione. Giuseppe Mercurio, invece, ha indagato il profano come luogo di verità. Nelle sue opere la carne non è mai semplice presenza, ma racconto, una narrazione che si apre al simbolo, che accoglie la ferita e la trasforma. Mercurio ha saputo guardare l’umano senza veli, restituendone la complessità, la bellezza imperfetta, la tensione verso qualcosa che lo supera. Il suo profano non è negazione del divino, ma la sua controparte necessaria: il terreno su cui il sacro può manifestarsi. Accostati, Pancari e Mercurio non si contraddicono, ma si completano. Le loro opere, oggi più che mai vive, mostrano che il sacro non esiste senza l’umano che lo cerca, e che il profano non è mai privo di una scintilla di divino. La mostra diventa così un percorso di riconciliazione, un invito a sostare nella soglia, a riconoscere che la bellezza nasce proprio da questa tensione irrisolta. L’inaugurazione è prevista per giovedì 13 agosto alle ore 18.30, e la mostra resterà aperta fino al 20 agosto, dalle 17 alle 23. Un’occasione per attraversare non solo un luogo, ma una visione, quella di due artisti che hanno saputo trasformare la vita in materia poetica, e la materia in un varco verso ciò che non smette di chiamarci.
Carmela Commodaro
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