A Squillace la magia del grande schermo: inaugurata la prima mostra dei manifesti cinematografici anni ’60, ’70 e ’80

Un viaggio nel tempo tra le luci e le ombre della settima arte. Su iniziativa dell’Archeoclub d’Italia “Guido Rhodio” (sede di Squillace) e con il patrocinio del Comune, è stata inaugurata martedì scorso, 4 agosto, nella Casa delle Culture, l’esposizione “L’arte che ha raccontato il cinema”, la prima retrospettiva incentrata sui manifesti cinematografici degli anni ’60, ’70 e ’80. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino alla fine di agosto, tutti i giorni dalle ore 16 alle 23. Dopo il taglio del nastro, il presidente dell’Archeoclub squillacese, Gabriele Mauro, ha espresso viva gratitudine verso tutti i partecipanti e i sostenitori dell’iniziativa, rivolgendo un ringraziamento speciale alla famiglia Merenda e in particolare a Martino Merenda. Mauro ha ricordato come il signor Martino abbia fatto la storia del cinema locale in tempi difficili, ben diversi dalle comodità tecnologiche dell’era contemporanea. Il percorso espositivo offre una vera e propria macchina del tempo su tre decenni straordinari: Anni ’60, la rivoluzione delle forme, la libertà espressiva e il fascino del bianco e nero che cede il passo ai colori audaci; Anni ’70, la grinta, l’impegno sociale e il coraggio di raccontare le ombre del mondo con un realismo viscerale; Anni ’80, la magia pura, lo spettacolo visivo e i sogni a occhi aperti che hanno emozionato intere generazioni. Il cinema di quell’epoca non si limitava a proiettare storie, ma accendeva rivoluzioni: era l’era delle pellicole coraggiose, intrise di fumo, jazz e libertà narrativa, dove la sala buia rappresentava l’unico luogo capace di far tremare la realtà attraverso i sogni. Durante la cerimonia è intervenuto anche il socio Ruggero Mauro, che ha sottolineato come l’evento rappresenti il momento in cui “il sogno diventa realtà”. Ruggero Mauro ha ringraziato calorosamente Franco Polito, la cui cura nel conservare, intatti, i manifesti ha reso possibile l’allestimento della mostra, e ha rinnovato i ringraziamenti alla famiglia Merenda per aver condiviso il progetto, riconoscendo a Martino il merito storico di aver portato la sala cinematografica in un piccolo centro, regalando emozioni a generazioni di cittadini. L’intervento si è concluso con un plauso al pubblico sempre più numeroso e partecipe, all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Enzo Zofrea, che ha creduto e sostenuto il progetto fin dal primo momento, e ai giovani soci dell’Archeoclub di Squillace per l’impegno e la passione dimostrati nell’organizzazione. Ad arricchire la serata sono stati gli attori Gianni Pellegrino e Rino Rodio, ospiti dell’evento, che hanno offerto una preziosa testimonianza sul mestiere dell’attore ieri e oggi. Nel loro intervento hanno evidenziato le profonde differenze tra la settima arte contemporanea e il cinema d’epoca rappresentato in mostra, ponendo un forte accento su quanto lo studio e la preparazione siano elementi fondamentali e imprescindibili per intraprendere la carriera recitativa. Una targa è stata infine consegnata a Martino Merenda, figura simbolo per l’intera comunità. Tuttofare instancabile (antennista, elettricista, imbianchino, meccanico e molto altro), è diventato per decenni il punto di riferimento del paese per risolvere qualsiasi problema. L’espressione «Chiama a Martinu» è diventata una vera e propria formula magica e un intercalare popolare a cui i cittadini ricorrevano per ogni necessità. Il suo contributo più grande è stato la gestione per molti anni del cinema di Squillace. Al momento della consegna della targa, Martino ha raccontato con emozione le peripezie legate all’arrivo delle pellicole a Squillace: con enormi sacrifici, spesso era lui stesso a mettersi in viaggio per andare a recuperarle personalmente in città lontane come Napoli, Catania e Roma, oltre che sulle strade della Calabria. Un impegno eccezionale per offrire al paese una finestra sul mondo e portare in provincia i grandi capolavori del cinema italiano e internazionale. Paragonato al film Nuovo Cinema Paradiso, il suo cinema è stato un luogo di incontro, emozioni e crescita culturale per generazioni di cittadini. L’omaggio riconosce a Martino il merito di aver acceso la magia dello schermo e di aver insegnato alla comunità ad amare la settima arte.
Carmela Commodaro

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