Amaroni festeggia Santa Barbara: l’accorato appello di don Roberto Corapi alla comunità

In occasione della solennità di Santa Barbara, la comunità di Amaroni si è ritrovata unita nella fede e nella tradizione. La solenne celebrazione eucaristica, arricchita dal Panegirico, è stata presieduta da don Roberto Corapi, Cappellano dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Nell’omelia, il sacerdote ha invitato tutti a guardare oltre l’aspetto esteriore della festa patronale, come le luminarie, la musica e le processioni, per riscoprirne il vero cuore: l’incontro con Gesù Cristo e il rinnovo della propria fede al seguito dell’esempio di martirio e speranza della patrona. Don Corapi ha ricordato la figura di Santa Barbara, una giovane che ha rinunciato ai propri sogni terreni dopo l’incontro con Cristo, affrontando le sofferenze pur di non tradire l’amore di Dio. Riflettendo sulle difficoltà del tempo presente, quali la disoccupazione, le malattie, le divisioni familiari, la solitudine e la paura del futuro, il sacerdote ha sottolineato che la speranza fondata su Dio rappresenta un’ancora sicura in grado di non deludere mai. Nel corso dell’omelia, don Roberto ha rivolto un pensiero specifico a tutte le componenti del tessuto sociale di Amaroni. Ai giovani, l’invito è stato quello di non farsi condizionare dal successo materiale o dai “mi piace” sui social network, ricordando che il proprio valore supera fallimenti e paure. Don Corapi li ha esortati a essere coraggiosi, a pregare e a mettere l’intelligenza e la fede al servizio del paese. Alle famiglie: definite come la ricchezza più grande della comunità, le famiglie sono state esortate a ritrovare il dialogo autentico e la preghiera comune, superando le distanze causate dalla frenesia quotidiana e dall’uso eccessivo della tecnologia. Agli anziani e agli ammalati: considerati una parte preziosa e fondamentale della comunità, sono stati confortati dal valore immenso della loro preghiera e della loro testimonianza di pazienza. Agli emigrati: un abbraccio spirituale è stato rivolto a tutti i concittadini lontani per motivi di lavoro, riaffermando che la comunità di origine li custodisce sempre con affetto e preghiera. La parte conclusiva dell’omelia si è focalizzata sull’autenticità della fede, che non deve esaurirsi nei giorni di festa ma tradursi in gesti concreti di vita quotidiana: l’onestà nel lavoro, il perdono, l’aiuto verso i più fragili e la gentilezza. Don Corapi ha invitato tutti i fedeli a non cedere al pessimismo, alla rassegnazione o alle divisioni, ma a farsi “costruttori di speranza” e edificatori di ponti, con la certezza che il Signore cammina sempre al fianco della sua comunità. La celebrazione si è chiusa con l’affidamento di Amaroni, dei suoi giovani, delle famiglie, dei malati e degli emigrati alla protezione di Santa Barbara.
Carmela Commodaro
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