Premio Don Mottola 2026. La carità operosa e la promozione umana nel ricordo del Beato tropeano

«La carità è la nostra grande missione». Si è chiusa con queste emblematiche parole del Beato don Francesco Mottola la cerimonia di conferimento del Premio Don Mottola, un riconoscimento nato con l’obiettivo profondo di valorizzare persone, enti e iniziative capaci di incarnare i valori della carità attiva, del servizio silenzioso e della promozione umana. Organizzato dalla Fondazione Don Mottola di Tropea nel Salone della Casa della Carità e coordinato da Vittoria Saccà, il Premio riconosce progetti nazionali e internazionali che testimoniano concretamente il messaggio evangelico attraverso opere di carattere sociale, educativo e culturale. “Il Premio nasce per promuovere e incoraggiare iniziative di solidarietà e crescita umana, nel pieno rispetto degli insegnamenti ricevuti dal Beato”. Per comprendere appieno la genesi del Premio Don Mottola, come spiegato da Vittoria Saccà, è necessario ripercorrere la storia e lo straordinario carisma del sacerdote tropeano. Don Mottola possedeva la rara capacità di aggregare e ispirare numerosi giovani provenienti da ogni territorio, coinvolgendoli in incontri, eventi e seminari nati dalla sua fervida mente e guidati da una spiccata predilezione per le nuove generazioni. La sua scomparsa, avvenuta il 29 giugno 1969, lasciò un profondo vuoto nella comunità di Tropea e tra i suoi innumerevoli estimatori. Al fine di preservarne intatta la memoria e l’opera, un gruppo di laici romani legati al Gruppo Ecclesiale Calabrese, tra i quali figurava Nicola Di Napoli, già dirigente nazionale di Azione Cattolica, costituì ufficialmente con atto notarile, il 2 dicembre 1988, la Fondazione don Francesco Mottola. L’anno successivo, nel 1989, l’istituzione diede vita al Premio omonimo, fissandone la ricorrenza il 29 giugno, data della salita in cielo del Beato. Nel corso degli anni, la Fondazione ha visto l’ingresso di nuove figure e collaboratori, espandendo le proprie attività: la presidenza del Comitato del Premio è oggi affidata a Vittoria Saccà, che opera in stretta sinergia con il presidente della Fondazione, il prof. Paolo Martino, e con un comitato composto da Luciano Meligrana, Antonino Crea, Ernesto Lamanna, Rocco Pititto, Marina Santacroce, don Francesco Sicari e Francesco Stivala. Il Premio si articola in due sezioni principali, ciascuna dotata di un contributo economico di 1.000 euro, regolamentate dallo statuto ufficiale. Un premio di 1.000 euro riservato a tesi di laurea o di dottorato discusse negli ultimi cinque anni presso università italiane o estere, oppure Istituti Superiori di scienze religiose, incentrate sull’opera del Beato Don Mottola o sulla storia della Chiesa calabrese; un premio di 1.000 euro destinato a persone, enti, associazioni o cooperative operanti nel campo della beneficenza e della formazione (con preferenza per il territorio della Calabria, ma aperto a candidature su scala nazionale). La medesima sezione include la possibilità di candidare seminaristi calabresi che necessitano di sostegno economico. Le proposte di candidatura possono essere liberamente presentate dai membri della Fondazione stessa, da Vescovi, Parroci, dalle Caritas diocesane, dalle Amministrazioni Comunali, da enti e associazioni del settore, nonché da singoli cittadini. L’albo d’oro del Premio vanta nel tempo figure e realtà di grande rilievo sociale e civile, tra cui spiccano i nomi di Mamma Africa, l’associazione “Insieme per…”, il giudice Rosario Livatino, don Saverio Gatti, Giuseppe Lo Cane, il Centro di solidarietà don Mottola, don Giuseppe Florio, Gabriele Vallone, le sorelle della Compagnia della Croce di Reggio Calabria, il Coro Polifonico don Giosuè Macrì e Giovanni Giordano. L’edizione n. 34 del 2026 ha celebrato il trentaquattresimo anniversario del Premio ed assegnato i prestigiosi riconoscimenti a due figure di alto profilo culturale e sociale: per la Sezione Cultura ad Eugenio Attanasio, legale rappresentante della Cineteca della Calabria («Il regista e autore Eugenio Attanasio con il suo documentario e libro “In Cammino con Gioacchino” traccia un legame tra l’Abate medioevale Gioacchino da Fiore e il Beato Don Francesco Mottola. Per entrambi, la Calabria è terra di incontro con Dio e riscatto degli ultimi»); per la Sezione Beneficenza a Bruna Sacchi, legale rappresentante dell’associazione “Nati per Amare Odv” («Con la sua instancabile attività, si pone al fianco di chi ha bisogno sostenendolo lungo il cammino. Nel tendere la mano a chi chiede aiuto, “Nati per Amore” continua l’opera del Beato don Francesco Mottola che accoglieva nel suo cuore e sotto il suo tetto tutti “I nujiu du mundu”»). La Cerimonia di Consegna si è svolta il 28 giugno scorso con un evento impreziosito da un importante convegno di studi sul tema “L’enciclica di Leone XIV Magnifica Humanitas”, con la relazione di Mons. Attilio Nostro, Vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea.
Carmela Commodaro

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