Squillace, la Scuola Diocesana di Teologia conclude l’anno accademico nella basilica cattedrale

Nella basilica cattedrale di Squillace, lunedì scorso, si è svolta la cerimonia conclusiva dell’anno accademico della Scuola Diocesana di Teologia. L’evento ha riunito studenti, docenti, formatori e sacerdoti in un clima di profonda gratitudine e comunione ecclesiale, segnando il momento culminante di un intenso cammino di studio e crescita spirituale. Il culmine è stato rappresentato dalla consegna di circa 250 attestati, un riconoscimento significativo sia per gli studenti che hanno completato il primo anno del percorso formativo, sia per coloro che hanno felicemente concluso il biennio di studi. Dopo l’introduzione iniziale, la parola è passata ai rappresentanti delle tre sedi della Scuola Diocesana: Catanzaro, Soverato e Sersale. Attraverso brevi e toccanti testimonianze, i portavoce hanno raccontato il valore profondo dell’esperienza vissuta. Il percorso formativo si è rivelato molto più di un semplice impegno accademico, poiché ha favorito la nascita di legami umani e spirituali solidi; ha radicato nei partecipanti il senso del servizio alla Chiesa; non sono mancati momenti di verifica e confronto costruttivo, finalizzati a migliorare ulteriormente l’offerta formativa per i prossimi anni. A siglare l’incontro è stato l’intervento dell’arcivescovo mons. Claudio Maniago, il quale ha espresso viva soddisfazione per una partecipazione così numerosa, calorosa e motivata. Il presule ha voluto rimarcare la vera identità della Scuola. «La Scuola Diocesana di Teologia – ha affermato – non ha una finalità esclusivamente accademica, ma rappresenta uno strumento prezioso per la vita pastorale della nostra Chiesa locale. L’obiettivo è formare cristiani sempre più consapevoli, capaci di approfondire le ragioni della propria fede e di testimoniarla con competenza e responsabilità nella società e nelle comunità parrocchiali». La serata si è conclusa con la consegna formale dei diplomi, un segno concreto che premia l’impegno e il sacrificio profusi dagli studenti durante l’anno. Tuttavia, come è stato sottolineato a più riprese, questo traguardo non rappresenta una fine, ma un nuovo punto di partenza. La formazione teologica e spirituale è infatti un percorso permanente: ogni credente è chiamato a continuare questo cammino nel quotidiano delle proprie parrocchie, crescendo nella conoscenza del Vangelo per annunciarlo al mondo con autenticità e competenza.
Carmela Commodaro
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