Badolato, Muneeb Shahzad, da rifugiato a cittadino italiano: la Calabria che accoglie scrive una nuova pagina di speranza

La cittadinanza italiana concessa a Muneeb Shahzad, giovane pakistano arrivato quattordici anni fa lungo la durissima rotta balcanica, non è soltanto un atto amministrativo. È un gesto che racconta una Calabria diversa, capace di smentire le narrazioni chiuse e ostili, e di affermare con forza il valore dei diritti, delle persone e della convivenza. Mercoledì 17 giugno, nella Delegazione Comunale di Badolato Marina, Muneeb è diventato ufficialmente cittadino italiano. Una cerimonia semplice, ma dal forte valore civile, che ha trasformato un atto formale in un messaggio politico e umano, perché l’inclusione funziona e, quando una comunità sceglie l’apertura, vince sempre. Il suo percorso non è stato facile, dopo ricorsi respinti, attese interminabili, porte chiuse. Ma accanto alle difficoltà, una rete di sostegno ha continuato a credere in lui, cioè gli operatori del progetto Sprar-Sai di Badolato, gestito dal Consiglio Italiano per i Rifugiati, e i suoi legali Antonino Laganà e Pasquale Gallelli. La svolta arrivò nel 2017, quando una lettera dell’allora sindaco Gerardo Mannello permise di sbloccare la sua situazione, portandolo al riconoscimento della protezione umanitaria da parte della Commissione Territoriale di Crotone, alla presenza della dott.ssa Valentina Gigliotti. Con gli occhi lucidi, Muneeb ha pronunciato parole che hanno attraversato la sala come un abbraccio collettivo. «All’inizio – ha detto – cercavo solo un futuro; oggi, grazie a questa terra, ho trovato una vera casa. Badolato e l’Italia sono per me una seconda patria. Sono orgoglioso di essere badolatese, sono orgoglioso di essere italiano.» Parole che raccontano un’appartenenza conquistata, costruita giorno dopo giorno, e che restituiscono dignità a un percorso spesso invisibile. Oggi Muneeb è un cittadino attivo e pienamente inserito nel tessuto sociale calabrese. Lavora stabilmente come pizzaiolo a Soverato, collabora come mediatore culturale, supporta i suoi connazionali e affianca i progetti Incipit Sai, oltre a collaborare con il Tribunale di Catanzaro. La sua storia dimostra che l’integrazione non è un’utopia, ma una pratica quotidiana che arricchisce la comunità. È la prova concreta che la Calabria, quando sceglie di essere terra di accoglienza, diventa un laboratorio sociale capace di generare futuro. Badolato non è nuova a queste pagine di umanità. Da anni è riconosciuta come paese dell’ospitalità, capace di trasformare lo spopolamento in opportunità e l’arrivo dei migranti in rinascita comunitaria. La cittadinanza di Muneeb è l’ennesima conferma di un modello che funziona, perché accogliere non indebolisce, ma rafforza. La vicenda di Muneeb Shahzad non è solo un racconto individuale, ma è un messaggio collettivo, un invito a guardare oltre le paure e le semplificazioni. È la dimostrazione che la Calabria sa essere terra di diritti, di relazioni, di futuro.
Carmela Commodaro

L’articolo Badolato, Muneeb Shahzad, da rifugiato a cittadino italiano: la Calabria che accoglie scrive una nuova pagina di speranza proviene da S1 TV.