2 giugno 1946 / 2 giugno 2026: 80 anni di Repubblica

Quest’anno il 2 giugno si compiono 80 anni dalla nascita della Repubblica.
Una data fondamentale perché contemporaneamente rappresentativa di più momenti unici nella creazione di un nuovo ordine giuridico istituzionale.
Fondamentale è la scelta a suffragio universale della forma di Stato repubblicana che modifica con voto popolare la forma di Stato monarchica e sancisce in costituzione che la forma di Stato repubblicana non può essere modificata neanche con procedimento di revisione costituzionale.
Nella stessa data viene esteso il diritto di voto alle donne che possono però esercitarlo soltanto dopo aver compiuto il 25esimo anno di età, non solo le donne hanno potuto esercitare per la prima volta il diritto di elettorato attivo ma quello che più conta sono riuscite anche ad eleggere 21 componenti nell’assemblea costituente che ha redatto la nuova Legge Fondamentale.
Tra queste 21 Madri Costituenti 5 di loro hanno partecipato ad una delle due sotto commissioni composte da 75 componenti che materialmente hanno redatto la stesura della Costituzione. Un contributo fondamentale fu apportato dalla Madre Costituente Teresa Mattei che nella discussione in Commissione riuscì a formulare il secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione introducendo il principio dell’uguaglianza sostanziale, pilastro cardine non solo della costituzione ma della maggioranza delle sentenze a cui si è ispirata e a cui si ispira la Giurisprudenza Costituzionale. Quest’anno la Repubblica Costituzionale compie 80 anni, in un momento in cui i sui dettami sono più attuali che mai anche perché molto spesso a livello internazionale calpestati ed inattuati.
Tre i principi Costituzionali fortemente disattesi:
1 è il principio pacifista in un mondo dove prevale la logica del riarmo e una palese non ottemperanza alla pace come strumento di risoluzione delle controversie internazionali quindi il ripudio della guerra, il mondo va in tutt’altra direzione, 2 la accentuazione anche all’interno degli Stati nazionali degli egoismi e differenziazioni territoriali, che contrastano per esempio in Italia con l’unità e l’indivisibilità della Repubblica, 3 la applicazione del principio della laicità dello Stato e della parità di proselitismo di tutte le confessioni religiose, in un mondo dove il fanatismo religioso non è più mitigato alla tolleranza nei confronti degli altri culti. Questi tre punti cardine dello Stato Costituzionale inattuati e inapplicabili, rinnovano la contestualità la lungimiranza del dettato costituzionale e l’importanza di quegli uomini e di quelle donne che anche con dei sacrifici importanti hanno contribuito a redare la Costituzione.
Felice Caristo
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