Serra San Bruno, “La didattica delle connessioni: sinfonie di saperi tra logica ed emozioni”

“La didattica delle connessioni: sinfonie di saperi tra logica ed emozioni”, questo il titolo del Convegno nazionale promosso da Mathesis nei locali di Palazzo Chimirri a Serra San Bruno. Un appuntamento di alto profilo culturale che ha riunito studiosi, docenti e ricercatori provenienti da tutta Italia, offrendo un’importante occasione di confronto sulle nuove prospettive della didattica scientifica in chiave interdisciplinare.
Ad aprire i lavori è stata la suggestiva presentazione della presidente della sezione di Serra San Bruno, Crisenzia Bilotta, realizzata con il supporto dell’intelligenza artificiale. Un avvio di grande impatto, capace di coniugare innovazione tecnologica e visione culturale, che ha restituito fin da subito il senso profondo dell’intero convegno: costruire una didattica capace di dialogare con i linguaggi del presente e anticipare quelli del futuro.
Il convegno ha posto al centro una visione innovativa dell’educazione, in grado di integrare il rigore logico-matematico con le dimensioni emotive e creative del sapere. In questa prospettiva si è inserito l’intervento di Vincenzo Iorfida, che ha proposto una rilettura della didattica come sistema di relazioni complesse, in cui l’armonia diventa paradigma interpretativo per nuovi modelli educativi fondati sull’interconnessione dei saperi.
Di particolare interesse il contributo di Rossella Mendicino, affiancata dal dirigente medico Domenico Lucchino, che ha esplorato il ruolo della musicoterapia come ponte tra scienza ed esperienza emotiva. L’esecuzione pianistica della stessa Mendicino ha trasformato la riflessione teorica in esperienza concreta, rendendo tangibile il legame tra suono, apprendimento e benessere.
Angela Bracco, presidente della Società Italiana di Fisica e del Centro Studi Enrico Fermi, ha sottolineato l’attualità dell’eredità scientifica di Enrico Fermi nel panorama contemporaneo, evidenziando il legame tra tradizione e innovazione.
Sul tema della divulgazione si è soffermato Vincenzo Vespri, che ha ribadito come comunicare la scienza significhi riorganizzare il sapere, rendendolo accessibile senza banalizzarlo.
Antonia Palazzo ha illustrato il valore della musica nei percorsi di inclusione della disabilità. La testimonianza personale, legata all’esperienza del figlio, ha conferito profondità e autenticità alla riflessione, evidenziando il potere della musica come strumento di comunicazione e sviluppo cognitivo.
Spazio anche alle nuove generazioni, con il contributo degli studenti del Liceo Scientifico Statale G. Berto, che hanno proposto un’interessante esplorazione delle connessioni tra arte, matematica, musica e intelligenza artificiale, offrendo uno sguardo sulle forme espressive contemporanee.
Tra gli interventi più innovativi, Marcello Pedone ha illustrato l’uso di strumenti digitali come GeoGebra nella didattica della fisica, mentre Ingrid Carbone ha evidenziato le strutture matematiche del linguaggio musicale, integrando analisi teorica ed esecuzione pianistica.
Antonio Caserta ha messo in relazione origami e teoria musicale, mostrando come modelli geometrici possano offrire nuove chiavi di lettura delle strutture armoniche. A completare il quadro, l’intervento di Marco Schioppa, che ha ampliato l’orizzonte con un approfondimento sulle interazioni tra attività solare e raggi cosmici.
Il convegno ha confermato la centralità di un approccio didattico basato sulle connessioni tra saperi, capace di rispondere alla complessità del reale attraverso strumenti interpretativi integrati.
A suggellare l’iniziativa, la seconda edizione del premio Premio Francesco A. Lucchino, dedicato alla promozione della cultura scientifica tra i giovani. Il concorso ha valorizzato elaborati interdisciplinari, premiando al terzo posto la scuola primaria “Don Bosco” di Lamezia Terme; al secondo posto, ex aequo, il liceo “G. Berto” di Vibo Valentia, I.S.I.S. “G. Galilei” di Mondragone e l’Istituto “Siciliani-De Nobili” di Catanzaro.
Il primo posto è stato assegnato all’I.S.I.S. “Facchinetti” di Castellanza (VA) con il lavoro Speak I 2026: un progetto che unisce innovazione tecnologica e sensibilità umana per rispondere a un bisogno reale, permettendo a un compagno in condizione di disabilità di comunicare, esprimersi e partecipare pienamente alla vita quotidiana. Attraverso un dispositivo indossabile che trasforma i movimenti delle braccia in parole, comandi e musica, il sistema abbatte le barriere della comunicazione tradizionale e restituisce autonomia, dimostrando come la tecnologia possa diventare un ponte tra le persone e un esempio concreto di inclusione attiva.
A conclusione dei lavori, la presidente Crisenzia Bilotta ha ribadito il ruolo centrale di Mathesis nel promuovere una matematica accessibile, viva e capace di dialogare con altri ambiti del sapere, sottolineando il valore dell’iniziativa come spazio di confronto autentico e crescita condivisa. Il messaggio emerso è chiaro: tra logica ed emozione non esiste distanza, ma una connessione profonda da esplorare e valorizzare.
Rosanna Paravati

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