Vallefiorita, incontro sull’autismo “Sguardi che si incontrano”

Un pomeriggio dedicato all’ascolto, alla consapevolezza e alla costruzione di una comunità più attenta ai bisogni dei bambini. “Sguardi che si incontrano”, iniziativa di sensibilizzazione sullo spettro dell’autismo promossa dal Comune di Vallefiorita e dall’asilo nido “La Maruca”, che si è svolta giovedì pomeriggio negli spazi del nido. L’incontro ha rappresentato un momento prezioso di confronto multidisciplinare, in cui professionisti, famiglie e operatori del settore hanno condiviso esperienze, strumenti e prospettive su un tema fondamentale: riconoscere precocemente i segnali dello sviluppo neuro-atipico e promuovere una cultura dell’inclusione fin dai primi anni di vita. A dare valore all’iniziativa sono stati gli interventi di tre relatrici che, con sensibilità e competenza, hanno offerto uno sguardo ampio e complementare sul tema dell’autismo. La dottoressa Maria Caterina Anoja, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta per l’età evolutiva, ha sottolineato l’importanza dell’identificazione precoce e dell’intervento tempestivo, elementi fondamentali per favorire lo sviluppo armonico del bambino e sostenere le famiglie nel percorso diagnostico e terapeutico; la dottoressa Maria Rosaria Juli, PhD, psicologa e psicoterapeuta, docente all’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, ha illustrato strategie educative inclusive e strumenti di osservazione utili nei contesti educativi, evidenziando il ruolo cruciale degli educatori nel cogliere i primi segnali e nel creare ambienti accoglienti e stimolanti; la signora Pia Russo, mamma di un bambino autistico ed ex assessore alle Politiche sociali di Badolato, ha condiviso una testimonianza intensa e toccante, ricordando quanto il sostegno istituzionale e comunitario possa fare la differenza nel percorso delle famiglie. Le sue parole hanno restituito la dimensione più umana e quotidiana dell’autismo, fatta di sfide, conquiste e amore. “L’autismo non è un mondo a parte, ma una parte del mondo”, questa frase, risuonata durante l’incontro, racchiude lo spirito dell’iniziativa, cioè quello di riconoscere, accogliere e valorizzare ogni diversità, a partire dallo sguardo attento verso i più piccoli. Costruire una comunità educante significa, infatti, imparare a osservare, comprendere e sostenere, affinché nessun bambino e nessuna famiglia si senta sola. Il successo e la partecipazione calorosa all’incontro confermano la necessità di creare sempre più spazi di confronto e formazione. L’iniziativa non si ferma qui, in quanto seguiranno altri incontri, con l’obiettivo di proseguire un cammino condiviso verso una comunità più consapevole, inclusiva e capace di guardare ogni bambino nella sua unicità.
Carmela Commodaro
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