Interviste SottoTraccia di Davide Mercurio: Skelters, tra chilometri e rivoluzioni sonore, il viaggio continua

Con oltre 200 date tra Italia ed Europa, gli Skelters (incontrati da Davide Mercurio, del Colletivo OndaRock nell’ambito di Interviste SottoTraccia) si sono affermati come una delle realtà più dinamiche della scena indipendente, costruendo la propria identità passo dopo passo. Dai club inglesi ai palchi più importanti del panorama nazionale, la band ha condiviso esperienze live con artisti del calibro di Subsonica, Baustelle, Brunori Sas, Levante ed Ex-Otago, trasformando ogni concerto in un tassello fondamentale del proprio percorso artistico. Per gli Skelters, il live rappresenta molto più di una semplice esibizione: è un vero laboratorio creativo. È tra palco e sala prove che i brani prendono forma, attraverso un processo definito dalla band stessa “old school”, fatto di strumenti suonati, continue correzioni e riscritture. Un approccio che affonda le radici nel primo periodo legato all’album Lux Mundi, fortemente influenzato dall’intensa attività dal vivo, e che continua a caratterizzare anche i lavori successivi come Rivoluzione9 e Attività Paranormali. In questi dischi, la freschezza diretta degli esordi si fonde con una maggiore maturità espressiva e momenti più introspettivi. Il sound degli Skelters nasce da un intreccio di influenze che attraversa epoche e generi: dal beat degli anni ’60 all’indie dei 2000, passando per psichedelia, rock ed elettronica. Una miscela che trova equilibrio nella scelta della lingua italiana, capace di rendere più immediato il legame con l’ascoltatore senza rinunciare a un respiro internazionale. Tra i ricordi più significativi, spiccano le esperienze londinesi, in particolare quella allo storico Dublin Castle di Camden, tempio della scena britannica. Momenti carichi di tensione ed emozione, dove la paura si trasforma in energia pura non appena parte il primo accordo. Nel corso degli anni, la band ha accumulato esperienze decisive, ma una in particolare resta impressa: la prima apertura ai Subsonica a Catanzaro, davanti a migliaia di persone. Un vero spartiacque, capace di segnare profondamente la loro storia. Tra il pubblico, anche Davide del collettivo OndaRocK, che ancora oggi ricorda l’impatto e l’energia di quelle esibizioni da opening act. Dal debutto in inglese di Lux Mundi fino all’album Paranormali, la scrittura degli Skelters ha seguito un’evoluzione naturale, parallela alla crescita personale dei membri della band. Dall’urgenza e dalla rabbia dei vent’anni si è passati a una narrazione più matura, talvolta disillusa ma sempre autentica, capace di alternare introspezione e leggerezza. Oggi il progetto è più vivo che mai. Nuovi brani sono in arrivo e la band si prepara a inaugurare una nuova fase, che guarda alle radici chitarristiche delle origini senza rinunciare alla sperimentazione. Tra temi legati all’attualità, emozioni personali e uno stile in continua evoluzione, gli Skelters continuano a inseguire la propria rivoluzione sonora. Perché, come dimostra la loro storia e come traspare dall’intervista di Davide Mercurio, la musica nasce ancora così: con una band, una strada da percorrere e la voglia di non fermarsi mai.
Carmela Commodaro
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