Amaroni, percorsi di legalità: gli studenti in visita all’associazione Antigone di Reggio Calabria

Il primo appuntamento del progetto “Percorsi di Legalità”, promosso e finanziato dal Comune di Amaroni, ha portato gli studenti della scuola secondaria di primo grado “Falcone e Borsellino” in un luogo che non è solo una meta, ma un passaggio interiore: la villa di Croce Valanidi, nella periferia di Reggio Calabria, oggi gestita dall’Associazione Antigone–Osservatorio sulla ’ndrangheta. Un bene confiscato alla criminalità organizzata che, da simbolo di violenza, è diventato presidio civile, umano e culturale. Ad accompagnare i giovani visitatori i docenti, il vicesindaco Teresa Lagrotteria e il consigliere comunale Domenico Sorrentino. Ad attenderli, i volontari di Antigone, custodi di un luogo che racconta due vite: quella segnata dal dominio mafioso e quella rinata attraverso la scelta di “essere Liberi. Liberi di essere Liberi”. La villa appartenne a Giovanni Puntorieri, responsabile dell’omicidio del giovanissimo Letterio Nettuno, uno dei delitti più atroci della seconda guerra di ’ndrangheta. Oggi quegli spazi, un tempo teatro di sopraffazione, sono diventati un laboratorio di memoria attiva, dove la legalità non è un concetto astratto, ma un’esperienza concreta. Gli studenti sono stati accolti con calore e guidati in un percorso che intreccia passato, presente e futuro. Il viaggio si è aperto con il cortometraggio “Se potessi tornare”, dedicato alla storia di Maria Stefanelli, testimone di giustizia che ha spezzato il legame con la famiglia mafiosa del marito per salvare sé stessa e la figlia. Una testimonianza che colpisce, scuote, apre domande e riflessioni. La visita alla villa è stata un attraversamento emotivo. La struttura originaria è ancora riconoscibile, ma gli ambienti sono stati reinterpretati per diventare luoghi di consapevolezza. La scala che collega i piani è rivestita da piastrelle con incisi i nomi delle vittime di mafia, adulti e bambini: un rosario laico che accompagna passo dopo passo. La stanza più lussuosa, il bagno padronale, è oggi un memoriale dedicato all’infanzia spezzata: sulle pareti nomi, cognomi, età; in sottofondo, voci di bambini che non ci sono più. La biblioteca conserva i faldoni dei più importanti processi di mafia, consultabili, testimonianza tangibile della lotta dello Stato e della società civile. Nel giardino, un percorso illustrato ripercorre la tragedia di Letterio Nettuno, sciolto nella calce viva: una via crucis laica che restituisce dignità a un ragazzo “come noi”, come ripetono gli studenti, con gli occhi lucidi e il volto segnato dall’emozione. Alla fine del percorso, ciò che resta non è solo la memoria del dolore, ma la consapevolezza della possibilità di rinascita. “Percorsi di Legalità” ad Antigone non è stata una semplice uscita didattica: è stata la dimostrazione che un luogo nato dalla violenza può trasformarsi in un faro di libertà. Una libertà che non è slogan, ma scelta quotidiana, responsabilità verso sé stessi e verso gli altri. Gli studenti di Amaroni sono tornati a casa con un bagaglio nuovo: la certezza che la legalità si costruisce insieme, passo dopo passo, trasformando la memoria in impegno e la conoscenza in speranza.
Carmela Commodaro
L’articolo Amaroni, percorsi di legalità: gli studenti in visita all’associazione Antigone di Reggio Calabria proviene da S1 TV.






