Squillace, incontro “Borghi in ascolto” per il rilancio dei piccoli comuni calabresi

«Non siamo qui per raccontarci quanto sono belli i nostri borghi, ma per cercare di delineare una visione condivisa per il loro futuro». Lo ha affermato Giovanni Renda, presidente dell’associazione “Borghi da rivivere” di Lamezia Terme nel corso dell’incontro sul tema “Borghi in ascolto. Dialoghi per una nuova agenda territoriale” svoltosi a Squillace e organizzato insieme all’associazione “PietraElisa” di Palermiti. È stato un confronto costruttivo per raccogliere idee, esperienze e proposte concrete e affrontare le criticità che vivono i borghi. Il dibattito è stato molto partecipato, grazie anche alla presenza, in loco e da remoto, di amministratori locali del territorio, rappresentanti di associazioni e operatori culturali e sociali. I saluti istituzionali sono stati portati dall’assessore comunale di Squillace Natascia Mellace, la quale, rifacendosi al fenomeno della “restanza”, ha spiegato che è necessario sostenere i giovani dei piccoli comuni per farli rimanere, costruendo economia e futuro. Di importante scambio di idee ha parlato Roberto Truglia, in rappresentanza dell’associazione “PietraElisa”. «Unione e messa in campo di strategie comuni – ha sottolineato – sono azioni imprescindibili per rilanciare i piccoli e medi comuni contro lo spopolamento. Occorre seguire quattro parole d’ordine: programmazione, progettualità, passione e visione d’insieme. Non bisogna agire da soli, ma per invertire la rotta è necessario fare rete e agire per comprensori». Il presidente Renda ha, quindi, presentato il manifesto dei “Borghi in ascolto”, che è stato sottoscritto e approvato per essere inviato prima ai sindaci dei Comuni calabresi per l’adozione formale in Giunta e poi alle istituzioni politiche nazionali. Un documento collettivo con cui si chiedono interventi concreti, affinché si riconosca il ruolo strategico dei borghi nella costruzione di un modello di sviluppo più equo, sostenibile e partecipato. «Chiediamo – è stato puntualizzato – che vengano promossi interventi mirati e strutturali, capaci di riconoscere i borghi come laboratori di innovazione sociale e territoriale; sostenere la partecipazione attiva delle comunità locali; garantire servizi essenziali, mobilità sostenibile e accesso digitale; migliorare la viabilità interna ed esterna ai borghi, potenziando le infrastrutture stradali; rafforzare l’offerta dei servizi pubblici e sociali, come sanità, istruzione, assistenza, sport e cultura». Inoltre, con il manifesto si chiede di incentivare la rigenerazione urbana e ambientale, nel rispetto delle specificità storiche, architettoniche e paesaggistiche; favorire il ritorno e l’insediamento di giovani; valorizzare il patrimonio culturale e immateriale; promuovere la costruzione di reti tra borghi e territori affini. Si punta anche a istituire un Osservatorio nazionale sui borghi, semplificare l’accesso ai fondi pubblici e ai programmi europei; incentivare l’abitare nei borghi come scelta consapevole e sostenibile, attraverso politiche di accoglienza; riconoscere il ruolo degli anziani come custodi di memoria e agenti di coesione sociale; sostenere l’arte pubblica e la creatività diffusa, attraverso residenze artistiche, festival, laboratori e interventi di bellezza che coinvolgano attivamente le comunità.
Carmela Commodaro

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