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Ponte sullo Stretto, Pecoraro Scanio: “Salvini ritiri il progetto”

ROMA (ITALPRESS) – “Salvini e il governo sono stati sonoramente bocciati dalla Corte dei Conti sul progetto del Ponte sullo Stretto. Si tratta di un piano sgangherato, privo di certezze economiche e di basi tecniche adeguate. Un provvedimento fatto male, che rischia di trasformarsi in uno spreco gravissimo di denaro pubblico, con possibili responsabilità contabili (e forse anche penali) per ministri e dirigenti che continuano a insistere su un’operazione evidentemente raffazzonata”. Lo dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde ed ex Ministro dell’Ambiente e dell’Agricoltura, commentando la pronuncia dei giudici contabili e ricordando come anche l’Unione Europea abbia chiesto chiarimenti sul progetto. “Insistere su una cosa sbagliata, indipendentemente dalle opinioni sul Ponte, è indecente – aggiunge Pecoraro Scanio –. I cittadini calabresi, il 5 e 6 ottobre, hanno però l’opportunità concreta di mandare un segnale chiaro, sostenendo chi, come Tridico, dice un netto ‘no’ al ponte e propone invece investimenti seri e urgenti su treni, strade e infrastrutture, ciò che davvero manca a Calabria e Sicilia. È su questi interventi che bisogna concentrare le risorse, non su un’opera faraonica e traballante.”

sat/azn/col4

80 anni Consulta Nazionale, Mattarella “Riconoscenza per patrioti”

80 anni Consulta Nazionale, Mattarella “Riconoscenza per patrioti”

ROMA (ITALPRESS) – “Il 25 settembre 1945 – 80 anni or sono – si insediava la Consulta Nazionale, assemblea consultiva destinata ad accompagnare, affiancando il Governo, la transizione dell’Italia verso l’agognata libertà e, col referendum, la Repubblica. La Consulta fu tassello del percorso che riportava l’Italia tra le democrazie. Erano due Italie che si incontravano, quella del Governo del Regno del Sud e quella della Resistenza, dei Comitati di Liberazione Nazionale”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Organo rappresentativo provvisorio del popolo italiano in un Paese nuovamente unito, la Consulta si adunava nell’antica sede della Camera dei Deputati, istituzione cancellata dal fascismo. A comporla furono chiamati ex parlamentari antifascisti dichiarati decaduti dal regime; esponenti dei sei Partiti del Comitato di Liberazione Nazionale; ex membri dei Governi formati dal Comitato di Liberazione Nazionale; rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle categorie imprenditoriali; reduci di guerra; esponenti della cultura e delle professioni”, aggiunge il capo dello Stato.

“Tutti vennero chiamati a concorrere ‘al sacrosanto dovere… – come ebbe modo di dire il Presidente provvisorio dell’assemblea, Gregorio Agnini – di compiere ogni sforzo per risollevare le sorti dell’Italia trascinata nel baratro dal fascismo e dalla monarchià. Agnini sarebbe mancato pochi giorni dopo, alla soglia del novantesimo anno di età. Si riprendeva a votare. Il primo atto fu l’elezione a Presidente di Carlo Sforza, già Ministro degli esteri nel governo Giolitti, Ambasciatore a Parigi dimissionario all’avvento del fascismo, poi esule negli USA – sottolinea Mattarella -. Si rimetteva in moto la vita democratica, si manifestava la nuova Italia. Per la prima volta nella storia della nazione le donne partecipano alla vita politica. Tredici furono le Consultrici e toccherà alla esponente democratica-cristiana Angela Guidi Cingolani essere la prima a prendere la parola a Montecitorio, pochi giorni dopo l’insediamento, il 1° ottobre 1945, con un elevato discorso di pace”.

“Una anticipazione, ancora non elettiva, di quello che sarebbe stato il Parlamento della Repubblica. Carlo Sforza, all’insediamento, fece appello alla memoria dei martiri assassinati dal fascismo, Matteotti, Amendola, Minzoni, Gramsci, Carlo e Nello Rosselli, per concludere che l’Italia avrebbe avuto un futuro identificando i suoi interessi con quelli di un’Europa pacificata e solidale. La Consulta si trovava ad apprestare il ritorno alla vita democratica con l’elezione della Assemblea Costituente e, contemporaneamente, ad affrontare i problemi della vita quotidiana di una nazione distrutta – conclude Mattarella -.
Ai patrioti che ne furono parte, alla loro opera di donne e uomini impegnati nella ricostruzione morale e materiale del Paese, va il pensiero riconoscente del popolo italiano”.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

(ITALPRESS).

Ristrutturazione e residenza, da Agenzia Entrate chiarimenti sui tempi

Ristrutturazione e residenza, da Agenzia Entrate chiarimenti sui tempi

ROMA (ITALPRESS) – L’Agenzia delle Entrate recentemente si è espressa sul trasferimento della residenza per la prima casa con ristrutturazione. Con la risposta n. 230 del 3 settembre 2025, ha spiegato che il termine entro cui stabilire la residenza nel Comune in cui si trova l’immobile per poter ottenere il beneficio fiscale legato al regime agevolato prima casa è di 30 mesi a decorrere dal 31 ottobre 2023. “Tale termine si applica al caso specifico di immobile acquistato il 26 novembre 2021 e identificato al catasto urbano”. Nel caso in esame – come spiega Stefania Giudice su Idealista News -, un contribuente ha acquistato il 26 novembre 2021 un immobile composto da due unità abitative, all’interno in un piccolo condominio, oltre al rustico ad uso di stalla. Il contribuente, nell’atto di compravendita, ha chiesto di poter beneficiare per l’acquisto dell’immobile dell’agevolazione prima casa.
Lo stesso immobile è stato poi oggetto di ristrutturazione con superbonus con comunicazione inizio lavori asseverata (Cila) depositata presso il Comune in cui si trova l’immobile in questione. I lavori legati al superbonus sono terminati il 29 dicembre 2023, mentre i lavori di ristrutturazione ordinaria/straordinaria degli immobili al momento della presentazione dell’interpello non risultato ancora finiti.
Nel presentare l’interpello, il contribuente ha chiesto chiarimenti in merito alla sospensione dei termini legati alle agevolazioni per l’acquisto prima casa. In particolare, secondo l’istante, il termine per il trasferimento della residenza per l’acquisto della prima casa oggetto di interventi agevolabili dal superbonus è di trenta mesi a decorrere dal 30 ottobre 2023 (termine scaturito dalla sospensione dei termini di cui all’articolo 24 del d.l. n. 23/2020 e successive modifiche legislative) e non dalla data di acquisto dell’immobile avvenuto in data 26 novembre 2021.
Nel fornire la sua risposta, l’Agenzia delle Entrate ha innanzitutto sottolineato quali sono le norme che regolano i requisiti per usufruire dell’agevolazione prima casa e ha poi ricordato che, “a causa delle misure emergenziali legate alla pandemia, i termini per adempiere a tali obblighi sono stati più volte sospesi e prorogati. Inizialmente fino al 31 dicembre 2020, poi estesi fino al 31 dicembre 2021, successivamente al 31 marzo 2022 e infine rimandati fino al 30 ottobre 2023”. Sospensioni che riguardano anche il termine previsto per il riconoscimento del credito d’imposta per il riacquisto della prima casa.
Le circolari dell’Agenzia hanno confermato che la sospensione si applica a tutti i termini essenziali per conservare i benefici fiscali della prima casa. Nel dettaglio: il termine di diciotto mesi per trasferire la residenza nel comune dell’immobile; il termine di un anno per acquistare un altro immobile, se si vende quello agevolato entro cinque anni; il termine di un anno per vendere un precedente immobile acquistato con agevolazione prima casa.
L’Agenzia delle Entrate ha infine sottolineato che con l’introduzione del superbonus è stato previsto un termine più lungo di 30 mesi per stabilire la residenza negli immobili sottoposti agli interventi agevolati. Secondo l’Agenzia, anche questo termine è soggetto alla sospensione prevista dalla normativa emergenziale – conclude Stefania Giudice su Idealista News -. Nel caso in esame, dunque, per non perdere i benefici fiscali legati all’acquisto della prima casa e al superbonus, l’istante deve trasferire la propria residenza nel Comune dell’immobile entro 30 mesi a partire dal 31 ottobre 2023.

– News in collaborazione con Idealista –
– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Flotilla, Schlein “Attivisti fanno quello che dovrebbero fare Governi”

Flotilla, Schlein “Attivisti fanno quello che dovrebbero fare Governi”

ROMA (ITALPRESS) – “La Global Sumud Flotilla sta facendo quello che avrebbero dovuto fare i governi europei, una grande missione umanitaria, partita dal basso pacifica, stanno facendo loro quello che avrebbero dovuto fare i governi europei e non accettare di veder marcire centinaia di camion di aiuti”.
Lo ha detto la deputata e segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo sull’informativa del ministro della Difesa, Guido Crosetto, sugli attacchi a danno della Global Sumud Flotilla. “Una voce che non può essere ignorata, chiarisce che quello che stiamo vedendo non solo è inaccettabile – ha aggiunto Schlein -, ma segna un baratro nella storia dell’umanità”.
“Il governo convochi l’ambasciatore israeliano per dirgli che attaccare cittadini italiani in acque internazionali è un attacco deliberato al nostro paese – ha proseguito Schlein -. Serve una missione navale europea di scorta alla Flotilla. Sono settimane che chiediamo alla presidente Meloni di venire a riferire in Parlamento, ma lei si nega, preferisce fare la vittima in televisione, e basta con la criminalizzazione delle piazze, e basta con la criminalizzazione del dissenso”. La segretaria del Pd ha ribadito: “Chiediamo il pieno riconoscimento dello Stato di Palestina, altro che prematuro. Gaza è e rimarrà dei palestinesi”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Crosetto “Dal Governo ferma condanna per gli attacchi alla Flotilla”

Crosetto “Dal Governo ferma condanna per gli attacchi alla Flotilla”

ROMA (ITALPRESS) – “Dopo gli attacchi alla Global Sumud Flotilla, gli attivisti parlano di una azione condotta con sciami di droni, una decina di imbarcazioni, forse di più, sono state colpite, fortunatamente senza feriti”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenendo alla Camera, sugli attacchi a danno della Global Sumud Flotilla. “Tra coloro che navigano sulla Flotilla ci sono anche attivisti italiani – ha aggiunto Crosetto -. E’ evidente dunque che quanto accaduto riguarda da vicino il nostro Paese, la sicurezza dei nostri connazionali in acque straniere”. Il ministro Crosetto ha ribadito che “il governo italiano ha espresso ed esprime la più ferma condanna per quanto avvenuto. Azioni come queste sono totalmente inaccettabili”.
“In democrazia qualunque manifestazione e forma di protesta deve essere tutelata, quando si svolge nel rispetto delle regole e del diritto internazionale, e non possono essere soffocate con violenza”, ha aggiunto il ministro.
“Per garantire assistenza ai cittadini italiani presenti sulla Flotilla, dopo aver sentito il presidente del Consiglio, ho autorizzato l’intervento immediato della fregata della Marina Militare che già si trovava in navigazione a nord di Creta – ha spiegato Crosetto -. Successivamente a questa missione, mi sono permesso di porre una domanda: è proprio necessario mettere a repentaglio l’incolumità dei cittadini italiani per far giungere gli aiuti a Gaza? E mi sono attivato, anche mettendomi in contatto con molti parlamentari, il governo ha sostenuto lo sforzo umanitario per l’aiuto alla Striscia, e siamo in grado di far raggiungere, anche oggi, in piena sicurezza, tutti gli aiuti che la Flotilla sta portando”.
Il ministro Crosetto ha ricordato: “Siamo stati in prima linea nell’alleviare le sofferenze della popolazione civile colpita da Hamas. Centinaia di palestinesi hanno ricevuto cure, assistenza sanitaria”.
“Ci siamo chiesti cosa il Governo, la Difesa, poteva fare per impedire che si arrivasse ad un punto di non ritorno, quello che abbiamo ritenuto di fare era inviare una nave in questo momento, alla quale se ne aggiungerà un’altra: la nave Alpino che è già partita, ma non è nostra intenzione muovere navi militari per porre guerra ad un paese amico. Noi siamo lì a tutelare i cittadini italiani – ha aggiunto -. Il nostro obiettivo ora deve essere un altro: far capire i rischi che possono correre dalla possibilità di reazioni al di fuori delle acque internazionali”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Inflazione, Bce “Prospettive incerte per dazi, difesa e clima”

Inflazione, Bce “Prospettive incerte per dazi, difesa e clima”

FRANCOFORTE (GERMANIA) (ITALPRESS) – “Le prospettive di inflazione restano più incerte del consueto, per effetto dello scenario tuttora variabile delle politiche commerciali a livello mondiale. Un rafforzamento dell’euro potrebbe ridurre l’inflazione oltre le attese. Inoltre, l’inflazione potrebbe risultare inferiore qualora un incremento dei dazi inducesse una minore domanda di esportazioni dell’area dell’euro e un ulteriore aumento delle esportazioni verso l’area da parte di paesi con eccesso di capacità produttiva”. Lo evidenzia la Banca Centrale Europea nel Bolettino Economico.
“Le tensioni commerciali potrebbero determinare maggiore volatilità e avversione al rischio nei mercati finanziari, gravando sulla domanda interna e riducendo quindi l’inflazione – prosegue la Bce -. Per contro, l’inflazione potrebbe risultare superiore se la frammentazione delle catene di approvvigionamento mondiali spingesse al rialzo i prezzi all’importazione e accrescesse i vincoli di capacità nell’economia interna. Anche un incremento della spesa per difesa e infrastrutture potrebbe far aumentare l’inflazione nel medio termine. I fenomeni meteorologici estremi e, più in generale, il dispiegarsi della crisi climatica potrebbero far salire i prezzi dei beni alimentari oltre le aspettative”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Dazi, Tajani “Dopo l’accordo sull’auto, al lavoro su acciaio e vino”

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “È stato raggiunto l’accordo per il settore auto: dazi al 15%. Ora lavoriamo su acciaio, alluminio e vino, passo dopo passo, con il commissario europeo Maros Sefcovic”. Lo ha detto al Consolato
generale d’Italia a New York il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, incontrando gli imprenditori italiani negli Usa.

xo9/sat/azn
(Video di Stefano Vaccara)

Migranti, Meloni “Da magistrati politicizzati decisioni ideologiche”

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Per essere efficaci, non sono solo le istituzioni che dobbiamo riformare. Perché siamo di fronte a un cambio d’epoca, e questo impone una revisione profonda di tutti gli strumenti che abbiamo per regolare i rapporti tra le Nazioni e difendere i diritti delle persone, comprese le Convenzioni Internazionali. Penso, ad esempio, alle convenzioni che regolano la migrazione e l’asilo. Sono regole sancite in un’epoca nella quale non esistevano le migrazioni irregolari di massa, e non esistevano i trafficanti di esseri umani. Convenzioni non più attuali in questo contesto che, quando vengono interpretate in modo ideologico e unidirezionale da magistrature politicizzate, finiscono per calpestare il diritto, invece di affermarlo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento all’80esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

sat/mca2
Fonte video: Palazzo Chigi

Onu, Meloni “Serve un nuovo modello di cooperazione”

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Serve anche un nuovo modello di cooperazione tra le Nazioni. Ma costruirlo richiede umiltà, consapevolezza, e fiducia nell’interlocutore che si ha di fronte. L’Italia sta cercando di fare la sua parte anche in questo, su tutto con il suo Piano Mattei per l’Africa. Negli ultimi tre anni abbiamo lanciato il nostro Piano di cooperazione con l’Africa ed esteso il suo raggio d’azione a quattordici Nazioni”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento all’80esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

sat/mca2
Fonte video: Palazzo Chigi