Squillace, Intervista SottoTraccia di Davide Mercurio a Giorgio Caporale

L’undicesima intervista “SottoTraccia” di Davide Mercurio, su iniziativa del Collettivo OndaRock dell’associazione La Rete di Squillace, è stata quasi mistica. L’incontro si è svolto domenica scorsa con Giorgio Caporale, artista calabrese dalle sonorità ipnotiche e anima libera. Con il suo consueto carisma visionario, Caporale ha percorso un viaggio musicale tra psichedelia, spiritualità e sperimentazione, raccontando con profondità e un pizzico di ironia la sua carriera artistica e la nascita di un nuovo linguaggio: la SpopArt. «Oggi la psichedelia non è solo un genere – ha affermato dialogando con Davide – ma un modo di guardare oltre la superficie, un’espansione della percezione». Un concetto che si riflette nelle sue scelte sonore: chitarre a dodici corde, ukulele trasformati da delay e riverberi e strumenti trattati come pennelli di un paesaggio interiore. La musica, per Caporale, è un’esperienza meditativa, un viaggio che parte dalle sue radici calabresi e arriva a territori sconosciuti. Il nuovo disco, in uscita tra settembre e ottobre, promette di essere tutt’altro che un’operazione nostalgica. «C’è la tradizione, certo – ha specificato – ma anche jazz, minimalismo, melodie mediterranee. Un disco istantaneo, dove l’improvvisazione è il fulcro». E proprio attorno a questo approccio si sviluppa il suo concetto di SpopArt, che lui definisce «una lente ironica e libera che ribalta il popolare, lo esalta e lo critica allo stesso tempo». Due le uscite imminenti: “Solo Qui”, una raccolta di brani intimi dal 2020 ad oggi, registrati spesso “on the road” con un semplice iPhone; e “Live Badolato Concert”, un evocativo live strumentale registrato in uno dei borghi più suggestivi della Calabria. Il momento più toccante dell’incontro con Davide è stato il ricordo del musicista e amico Giuseppe, compagno di serate al Copabay di Squillace, prematuramente scomparso. «Con lui nasceva una magia – ha ricordato – un’intesa musicale spirituale, eterna. È una presenza viva nella mia arte, come lo è stato mio padre». Giorgio Caporale si conferma un artista che sfugge alle etichette, capace di rendere la musica un luogo interiore, e allo stesso tempo un atto collettivo di resistenza culturale. «Grazie a OndaRocK – ha concluso – perché tiene viva la musica vera». Davide Mercurio lo ha ringraziato perché «ogni volta ci regala un frammento di infinito».
Carmela Commodaro

L’articolo Squillace, Intervista SottoTraccia di Davide Mercurio a Giorgio Caporale proviene da S1 TV.