Tragedia Le Giare a Soverato la celebrazione del 25esimo anniversario

Anche dopo venticinque anni, il dolore per la perdita, al camping Le Giare, di tredici vite colpisce lo stomaco come un uppercut violento.
La commemorazione degli Angeli della Giare ha raccolto autorità civili e religiose, associazioni, cittadini in un incontro fatto per ricordare, per non dimenticare e per migliorare la Vita di tutti.
Una folla composta ha ascoltato i nomi di coloro che sono stati travolti dalla furia della Natura mentre stavano trascorrendo delle giornate di relax.
Le parole dei Sindaci, del Prefetto, del Vescovo non sono state di rassegnazione , non hanno calcato i sentieri della retorica : in maniera nitida si è ammesso che nella notte tra il 9 ed il 10 settembre del 2000 un errore umano ha causato danni gravissimi. Al contempo, però lo sguardo di chi ricorda si volge verso il futuro, con la precisa intenzione di fare in modo che ciò che è statoo non accada mai più.
Un dolore forte, attuale ma composto tra i parenti e le persone che hanno sentito la necessità di dover essere presenti.
L’anima non muore e le persone che hanno perso la vita erano presenti sopra le nuvole che hanno accarezzato la giornata settembrina di commemorazione.
Un dolore condiviso, ha detto il Vescovo Maniago, che non viene ridotto dallo scorrere del tempo e che serve a ricordare per costruire il futuro.
Soverato non dimentica, Catanzaro non dimentica e la forza che nasce dalla vicinanza spirituale rende fiduciosi coloro che vogliono dare sollievo e speranza.
Una giornata che è servita a dare un senso a delle perdite che non possono e non devono essere state inutili.
Tra le tante presenze anche i rappresentanti del tifo organizzato catanzarese, uniti insieme a tutti i presenti nel ricordare i 13 Angeli morti nel Camping le Giare e risorti nel ricordo di chi vuole loro bene per sempre.

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