La Schola Cantorum Officium di Sant’Andrea Ionio incanta le basiliche di Roma

Si è concluso con successo il mini tour romano della Schola Cantorum Officium, in occasione del 25° anniversario dalla fondazione e del Giubileo della Speranza. Il coro, diretto dal maestro Christian Cosentino, è stato protagonista di quattro importanti appuntamenti nelle più significative basiliche della capitale, portando il proprio repertorio corale in alcuni dei luoghi più sacri della cristianità. Un concerto di musica sacra nella basilica di San Lorenzo in Lucina ha aperto il tour, con un programma che ha spaziato dal Rinascimento al Novecento, ponendo particolare attenzione alla scuola romana e agli ultimi direttori della Cappella Pontificia Sistina. Di grande rilievo l’esecuzione, per la prima volta a Roma, di alcuni brani della tradizione musicale di Sant’Andrea Ionio, tramandati oralmente per secoli e recentemente recuperati, trascritti e armonizzati dal maestro Cosentino per coro e organo. La Schola Cantorum ha poi animato la santa messa nella basilica di San Pietro, in Vaticano. Un’occasione unica e altamente simbolica, che ha visto il coro calabrese esibirsi con grande sensibilità liturgica, ricevendo sentiti ringraziamenti direttamente dall’altare della Cattedra di San Pietro. Il coro ha anche animato la celebrazione eucaristica nella basilica papale di Santa Maria Maggiore, dove è custodita la tomba di Papa Francesco. Il tour si è concluso con la santa messa al Pantheon, uno dei luoghi spiritualmente più significativi di Roma. Anche in questa occasione, la Schola ha accompagnato con cura ogni momento della celebrazione. In tutte le celebrazioni il coro ha proposto il meglio del repertorio liturgico polifonico e gregoriano, dimostrando una notevole preparazione musicale e una raffinata prontezza vocale. All’organo, il maestro Francesco Capogreco, musicista calabrese attivo in prestigiose realtà romane, il cui talento ha arricchito ulteriormente le esecuzioni. Straordinarie le voci soliste, con una menzione speciale per Carmen Procopio, che ha interpretato i salmi e l’Alleluia dagli altari di San Pietro e Santa Maria Maggiore. I numerosi apprezzamenti ricevuti confermano la qualità del lavoro svolto. «Torno a casa – afferma il maestro Cosentino – con il cuore colmo di emozioni. Quelle trasmesse dal pubblico, dai fedeli presenti alle celebrazioni, e soprattutto dai nostri compaesani residenti a Roma. I ringraziamenti ricevuti dagli altari papali, gli applausi, l’affetto: tutto questo ripaga ogni sacrificio». Composto da cantori amatoriali di età diverse, il coro rappresenta da anni un esempio virtuoso della “Calabria che studia, lavora e costruisce”, contribuendo a promuovere un’immagine positiva della regione, spesso oscurata da stereotipi e cronache negative. La Schola Cantorum Officium è stato l’unico coro calabrese ad aver avuto il privilegio di esibirsi in quattro tra le più importanti basiliche romane durante le celebrazioni giubilari, rappresentando l’intera regione all’interno di un panorama corale che conta oltre 400 cori amatoriali attivi in Calabria. Un motivo di grande orgoglio, che conferma il valore e la serietà di questa realtà musicale, tornata a cantare in Vaticano a nove anni di distanza dall’ultima esibizione del 2016.
Carmela Commodaro
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