Squillace, convegno sulla malattia di Alzheimer

Un convegno dedicato alla ricerca sulla malattia di Alzheimer si è svolto a Squillace su iniziativa dell’Asd Skylletion, con l’associazione “Carnevale squillacese”, Acib (associazione culturale italiana de la Broye) della Svizzera, l’associazione per la ricerca neurogenetica di Lamezia Terme e il Comune di Squillace. Dopo l’introduzione di Pino Vallone, presidente Acib e presidente onorario Asd Skylletion, il sindaco Enzo Zofrea ha parlato di «momento importante dedicato alla ricerca sull’Alzheimer, una battaglia che riguarda tante famiglie e che solo grazie alla scienza e alla solidarietà possiamo affrontare». Hanno portato i saluti anche Gregorio Lioi, presidente Asd Skylletion, e Antonio Laganà, presidente associazione ricerca neurogenetica. La relazione principale è stata tenuta da Amalia Bruni, neurologa e scienziata di fama internazionale tra le prime a scoprire il gene più diffuso dell’Alzheimer, la quale si è soffermata sulle malattie legate all’invecchiamento. «C’è – ha affermato – una crescita dei vecchi in tutto il mondo. Nel 2030 gli anziani saranno più dei bambini di 10 anni. Ciò cambia lo scenario della sanità e della scienza. Accanto agli anziani che stanno bene ci sono quelli affetti da malattie neurodegenerative e da demenza e sono in continua crescita. I casi di demenza in Calabria sono 33 mila con diagnosi accertata. Per questo si richiede un’assistenza qualificata e specifica. Oggi la scienza ci dice che si può fare prevenzione». Bruni si è soffermata sui sintomi della malattia, la diagnosi, la terapia e sulla figura del caregiver, evidenziando la necessità di aiuti e interventi concreti da parte delle istituzioni. La scienziata ha anche proposto di combattere lo stigma della demenza nella società anche con l’attivazione dei cosiddetti “Alzheimer cafè” e con la le comunità amiche della demenza, senza tralasciare di combattere i fattori di rischio con precisi stili di vita. La ricercatrice e biologa molecolare Giada Juli, dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, ha portato la sua esperienza nella ricerca preclinica e sulle sperimentazioni di laboratorio basate su un elemento della pianta dell’ulivo, una molecola antiossidante già testata che può avere un ruolo neuroprotettivo. Infine, il docente universitario Pietro Hiram Guzzi si è soffermato su intelligenza artificiale, data analytics e telemedicina nell’Alzheimer con una relazione divulgativa sul futuro della cura, attraverso le tecnologie che stano trasformando la diagnosi e il trattamento di una delle malattie neurodegenerative più diffuse. È seguita una cena benefica il cui ricavato sarà devoluto all’associazione per la ricerca neurogenetica.
Carmela Commodaro

L’articolo Squillace, convegno sulla malattia di Alzheimer proviene da S1 TV.