Squillace, assolto l’ex responsabile dell’ufficio tecnico comunale Giuseppe Megna

Sentenza di assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste” dall’accusa di concussione, nei confronti del geometra Giuseppe Megna, 75 anni, già responsabile del settore tecnico del Comune di Squillace, ora in pensione. L’ha emessa il Tribunale ordinario di Catanzaro, prima sezione penale. Megna era indagato insieme ad altre persone prima del reato di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e poi è stato imputato del reato di concussione. La Procura inizialmente chiese per il geometra l’applicazione della custodia cautelare in carcere, respinta dal Gip; e per altri fatti l’Ufficio di Procura ottenne dal Gip la misura interdittiva della sospensione dal servizio, che comunque venne poi revocata. Il Tribunale del riesame confermò il rigetto della misura cautelare della custodia in carcere, ma il Gup rinviò a giudizio l’imputato. Al termine dell’istruttoria dibattimentale la Pm Sarah Cacciaguerra ha richiesto l’assoluzione dell’imputato con la formula “perché il fatto non sussiste” per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità, così riqualificato il reato di concussione, in precedenza contestato; in via subordinata, la Pm ha richiesto sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione. All’epoca dei fatti il Comune di Squillace, guidato dal sindaco Pasquale Muccari, si è costituito parte civile nei confronti del proprio dipendente: il difensore dell’amministrazione comunale, richiamandosi al fenomeno della cosiddetta “concussione ambientale”, ha richiesto la condanna del geometra Megna a 150 mila euro per risarcimento dei danni cagionati dall’asserita condotta del dipendente. Durante il processo, il geometra, col patrocinio dei suoi difensori, gli avvocati Nunzio Raimondi e Manuela Costa, ha contestato ogni addebito, dimostrando l’assoluta insussistenza dei fatti attribuiti all’imputato ed evidenziando le contraddizioni emergenti dalle dichiarazioni rese da alcuni testimoni. «Nel corso di questa lunghissima procedura giudiziaria – hanno commentato i legali – il geometra Megna ha subito danni irreparabili. Dopo tanti anni la giustizia rende omaggio alla verità restituendo a questa persona la stima e il credito conquistati con tanti anni di duro ed irreprensibile lavoro. Chi ha prodotto il biasimo pubblico e privato conseguente a questa autentica calunnia ne risponderà, dunque, davanti alla giustizia».
Carmela Commodaro
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