Squillace, proseguono gli appuntamenti con “Intervisya SottoTraccia”: il quarto è con Gray

Quarto appuntamento con “Intervista SottoTraccia” a cura del collettivo OndaRocK di Squillace. Questa volta è toccato ad un veterano del rock alternativo regionale, già ospite della prima edizione di OndaRocK, l’acclamato e straordinario musicista Gray. «È stata – racconta Davide Mercurio, dell’associazione La Rete che promuove l’evento OndaRocK – una delle interviste più entusiasmanti ed interessanti svolte finora. Intervistare Gray, il saggio Gray, e ascoltare la sua vita di artista tra l’Italia e gli Stati Uniti, mi ha emozionato non poco». Racconti di vita vissuta, di arte in strada, di musica d’un certo livello, condivisa anche con musicisti italiani e americani di rilievo. Gray è stato un simbolo generazionale per il rock calabrese, a partire dalla sua storia nei Gran Ma Monkey che con un solo lp di cinque canzoni, hanno incendiato tutta la scena alternativa italiana, per poi proseguire la sua carriera da solo, ricordando il suo primo disco “Sessantanoveincerchio”, e con quello che a breve verrà rilasciato per l’etichetta discografica Jet Glow Recordings di Padova, dal titolo “L’Ammazza Sogni”. Gray ha proseguito raccontando dei suoi live condivisi con band del circuito indie italiano, quello che conta, dai Verdena ai Marlene Kuntz, passando per Federico “Capitan Fede” Poggipollini, chitarrista storico del Liga, e ancora prima dei Litfiba ai tempi di “El Diablo”, “Sogno Ribelle” e “Terremoto”, nonché suo caro amico, e Umberto Maria Giardini in arte “Moltheni”. Gray ha raccontato a Mercurio la sua esperienza americana, delle ulteriori conoscenze artistiche che lo hanno coinvolto, dalle sale prove e registrazioni condivise con The Dandy Warhols band indie rock di Portland e di spicco negli USA, alla stretta conoscenza con Vicky Hamilton, manager dei primi Guns n’ Roses, Poison e Motley Crue, oltre a socia gestionale del famigerato locale “Troubadour” di Los Angeles, dove il soveratese Gray ha anche suonato, e infine al simpatico “siparietto” per degli stivali di pelle con il compianto Lemmy dei Motorhead. Durante l’intervista si è parlato anche di “Bassifondi”, il suo primo libro di poesie “belle e dannate” che ricordano molto la scrittura bukowskiana, ringraziando lo stesso Davide Mercurio che vi ha anche collaborato in quanto ha scritto la prefazione, e ringraziando la Casa Editrice Indipendente “Edizioni Erranti” di Cosenza, conosciuta grazie proprio a Davide. Conclude la sua travolgente intervista rendendo grazie a tutti i musicisti che ha incontrato durante il suo percorso musicale, che hanno collaborato alla sua arte, invitando a non mollare mai i sogni e ad essere determinati, ad incentivare le manifestazioni musicali, OndaRocK in primis, e ricordando che «noi proveniamo dalle stelle, ed è lì che torneremo, ma nel frattempo che si iniziasse a brillare qui in Terra, in questo Mondo che ha bisogno di più giustizia sociale».
Carmela Commodaro

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