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Schifani “Entro un anno e mezzo Agrigento avrà una nuova rete idrica”.

AGRIGENTO (AGRIGENTO) – “Un giorno importante, siamo qui per testimoniare come il governo regionale sia attentissimo alle esigenze di una vita quotidiana normale nell’Agrigentino ma anche nella Sicilia”. Così il presidente della Regione Renato Schifani ad Agrigento per inaugurare il cantiere dei lavori per la ristrutturazione e l’automazione della rete idrica del Comune di Agrigento. “La dispersione delle reti idriche è una delle cause della siccità che non possiamo più tollerare, è un fatto inqualificabile perché abbassa la qualità della vita alla quale hanno diritto i cittadini siciliani – continua Schifani – Quindi iniziamo i lavori per finire entro un anno, un anno e mezzo, per dare all’Agrigento una nuova rete idrica assieme ai dissalatori che abbiamo già in previsione a Porto Empedocle che verranno realizzati entro l’estate, e vi saranno interventi complessivi di contrasto alla siccità, perché è cambiato l’ecosistema, ma questo cambiamento dell’ecosistema ci sta consentendo anche di affrontare in maniera strutturata e strategica le annose vicende del mancato flusso d’acqua, per esempio ad Agrigento, dove storicamente è un fatto più che notorio che più del 50% dell’acqua immessa nella rete idrica venga dispersa. Sono episodi che non possiamo più tollerare. Abbiamo investito 30 milioni di risorse proprio per fare in modo che la qualità della vita migliori e che non ci sia più acqua dispersa”.

xq5/pc/red

Tg News – 11/4/2025

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Def, via libera dal Consiglio dei ministri. Crescita dimezzata
– Dazi, dopo la frenata di Trump l’Europa apre al negoziato
– CDP, nel 2024 utile netto da record a 3,3 miliardi
– Un “magazzino” fiscale sempre più grande

sat/gtr

Calcio come ponte fra Italia e Usa, nasce la partnership Lega A-Niaf

NEW YORK (ITALPRESS) – Lo storico accordo è stato annunciato in occasione del gala per i 50 anni della National Italian American Foundation. La NIAF otterrà i diritti esclusivi per l’utilizzo del marchio Lega Serie A e beneficerà di una significativa visibilità televisiva, inclusi Led e pubblicità durante la trasmissione nordamericana della finale di Coppa Italia e della Supercoppa Italiana.
x09/glb/gsl

Gattinoni chiude in positivo il 2024 e accelera la crescita

MILANO (ITALPRESS) – Con oltre 40 anni di esperienza, il Gruppo Gattinoni continua la sua crescita rappresentando un punto di riferimento nel panorama del turismo organizzato italiano, degli eventi e del business travel e distinguendosi per professionalità e innovazione. A tracciare un bilancio è il presidente Franco Gattinoni. “Un’annata positiva – afferma – 747 milioni di fatturato, più 9%, quindi un risultato soddisfacente. Abbiamo anche un buon risultato di EBITDA, avevamo un obiettivo di 17 milioni e l’abbiamo raggiunto, quindi siamo molto soddisfatti”. Tante le sfide e le opportunità volte a consolidare la posizione del Gruppo nel 2025.
“Abbiamo già presentato un programma triennale – aggiunge Gattinoni – Pensiamo di riuscire a realizzare nel 2026 una crescita interna, ma anche con delle acquisizioni su cui stiamo già lavorando, soprattutto nell’area turismo ed eventi. Abbiamo un budget da raggiungere alla fine del 2026 con un miliardo di fatturato, un risultato che vorremmo raggiungere salvaguardando ovviamente anche la redditività”. Uno dei fiori all’occhiello del gruppo è la personalizzazione per venire incontro alle diverse richieste dei clienti. “Il servizio – afferma Gattinoni – è intrinseco nella nostra attività, lo facciamo sia sul mondo corporate, quindi con le aziende, sia sul mondo leisure. Oggi la richiesta del cliente e viaggiatore è molto diversa. Lavoriamo con piattaforme innovative utilizzando anche l’intelligenza artificiale e siamo sempre molto attenti all’assistenza. Le aziende chiedono molto supporto, di lavorare da partner più che da fornitori. Quello che è intrinseco è l’assistenza per chi viaggia in giro per il mondo”. Per quanto riguarda la personalizzazione nel settore eventi “abbiamo fatto un grande salto di qualità, ci stiamo specializzando anche sui grandi eventi e quindi abbiamo rinforzato tutta l’area comunicazione e stiamo entrando in un mercato internazionale che ci interessa moltissimo”.
xh7/mgg/gsl

I cambiamenti climatici rallentano la Corrente Circumpolare Antartica

ROMA (ITALPRESS) – La Corrente Circumpolare Antartica (ACC), la più forte corrente oceanica del Pianeta, rallenterà del 20% entro la metà del secolo a causa del cambiamento climatico. L’aumento delle temperature, più marcato ai poli, sta accelerando la fusione dei ghiacci artici, causando l’immissione di acqua dolce e fredda che rallenta la corrente.
Lo rivela uno studio dell’Università di Melbourne, pubblicato su Environmental Research Letters, che ha avvisato che questo rallentamento potrebbe innescare una serie di eventi a catena, con impatti a lungo termine sul clima e sulla biodiversità. Tra gli effetti più probabili: un aumento delle temperature locali, accelerando ulteriormente lo scioglimento dei ghiacci e creando un circolo vizioso. La Corrente Circumpolare Antartica, funge anche da barriera naturale contro le specie invasive, la cui riduzione potrebbe minacciare la biodiversità dell’Antartide. La perdita di questa barriera potrebbe avere conseguenze imprevedibili sull’ecosistema antartico. È fondamentale – evidenzia lo studio – adottare misure per ridurre le emissioni di gas serra e mitigare il riscaldamento globale, al fine di proteggere l’Antartide e il suo ecosistema. La transizione verso fonti di energia rinnovabile e la promozione di pratiche sostenibili sono essenziali per affrontare questa sfida. La comunità scientifica sottolinea poi l’importanza della ricerca e del monitoraggio costante dell’Antartide per comprendere appieno le conseguenze del rallentamento della Corrente Circumpolare Antartica.
gsl

Copernicus, la terra continua a scaldarsi

ROMA (ITALPRESS) – La terra è sempre più calda. A dirlo sono i dati del Programma di osservazione della Terra Copernicus. Marzo 2025 è stato il secondo più caldo della storia a livello globale, con una temperatura media sulla superficie terrestre di 14,06 gradi. Circa 0,65 sopra la media del trentennio di riferimento 1991-2020 e 1,60 sopra il livello pre-industriale di marzo. Lo scorso mese però è stato di 0,08 gradi più freddo di quello record del 2024. Secondo i dati di Copernicus, marzo 2025 è stato il 20esimo degli ultimi 21 nel quale la temperatura globale dell’aria sulla superficie è stata di più di 1,5 gradi sopra il livello pre-industriale. Secondo Samantha Burgess, Responsabile strategico per il clima presso Ecmwf, “marzo 2025 è stato il marzo più caldo per l’Europa, evidenziando ancora una volta come le temperature continuino a battere i record. È stato anche un mese con estremi di precipitazioni contrastanti in tutta Europa, con molte aree che hanno vissuto il loro marzo più secco mai registrato e altre il loro marzo più umido negli ultimi 47 anni”. Sempre il mese scorso, evidenziano ancora i dati, il ghiaccio marino artico ha raggiunto la sua estensione mensile più bassa per il mese nei 47 anni di dati satellitari, il 6% al di sotto della media. Si tratta del quarto mese consecutivo in cui l’estensione del ghiaccio marino ha stabilito un record minimo per il periodo dell’anno. Poiché il ghiaccio marino artico ha raggiunto anche la sua massima estensione annuale a marzo, il mese ha segnato il massimo annuale più basso mai registrato per la regione.
gsl

A Gaza 12 morti in attacchi israeliani

A Gaza 12 morti in attacchi israeliani

RAMALLAH (PALESTINA) (ITALPRESS) – E’ di 12 morti il bilancio di due attacchi israeliani effettuati all’alba di oggi nel nord e nel sud della Striscia di Gaza. Lo riferiscono i media palestinesi. A Khan Younis, nel sud di Gaza, il bombardamento ha provocato 10 morti, tra cui dei bambini. Altri due morti sono segnalati a Beit Lahia, nel nord della Striscia. Al momento l’esercito israeliano non ha commentato. Un portavoce delle Forze di difesa israeliane ha lanciato su X un avvertimento alla popolazione di Shejaiya, nel nord della Striscia, di evacuare l’area in previsioni di un attacco contro obiettivi terroristici.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

Dazi, Weber “Con gli Usa con possiamo definire regole comuni”

Dazi, Weber “Con gli Usa con possiamo definire regole comuni”

ROMA (ITALPRESS) – “I dazi imposti dagli Stati Uniti sono dannosi per tutti. Quindi il nostro messaggio agli Stati Uniti è: per favore, fermatevi. L’idea è riportare Washington al tavolo dei negoziati per una discussione reale e sostanziale su come organizzare il commercio a lungo termine tra Europa e Stati Uniti, basato su regole e su un’intesa comune. La reazione europea è equilibrata. Noi siamo responsabili, ma è anche chiaro che l’Europa non può essere messa sotto pressione dall’amministrazione statunitense. Chiediamo il rispetto di dialogare nel merito”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il presidente del Ppe Manfred Weber. “Accolgo con grande favore la pausa di 90 giorni decisa da Trump e in risposta decisa anche dalla Commissione e dagli Stati membri. Ci dà tre mesi per sederci insieme e discutere”, spiega. “E’ vero che l’Europa eccelle nella produzione di buoni prodotti e abbiamo un surplus commerciale con gli Stati Uniti sui beni. D’altra parte, gli americani sono forti nei servizi. Quindi, se Trump si concentra maggiormente sui beni europei, dovremmo concentrarci maggiormente sui servizi americani. Siamo pronti ad avviare immediatamente colloqui con gli amici americani su come rispondere alla vera questione sul tavolo, ovvero la Cina perchè non è un’economia di mercato classica. L’America e l’Europa devono restare unite e trovare un’intesa comune. Insieme rappresentiamo il 50% del Pil mondiale. Possiamo definire le regole per il domani”, sottolinea Weber. “Bisogna evitare qualsiasi escalation. Gli Usa sanno che tutte le opzioni da parte europea sono sul tavolo. E’ il tempo di negoziare: dobbiamo proporre al dealmaker Trump un accordo che abbia solo vincitori e nessun perdente”, chiosa il leader del Ppe.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

Federbeton, Gallini “Il Pnrr spinge il settore, progetti non si fermino”

Federbeton, Gallini “Il Pnrr spinge il settore, progetti non si fermino”

MILANO (ITALPRESS) – “Nel 2024 nonostante l’incertezza del quadro macroeconomico, il settore in Italia ha avuto una crescita stimata intorno all’1-2%. Ci sono dinamiche diverse all’interno di questo risultato: abbiamo visto un rallentamento del settore privato mentre la crescita è stata principalmente sostenuta dai lavori pubblici. I progetti supportati dal Pnrr stanno dando risultati positivi che compensano il calo del privato. Una notizia positiva è che stiamo assistendo allo sviluppo di progetti in tutto il Paese, dal Trentino alla Sicilia”. Lo afferma Stefano Gallini, presidente di Federbeton, associazione della filiera italiana del cemento, clinker e calcestruzzo, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
“Rappresentiamo più di 2.600 aziende, oltre 13 miliardi di fatturato e 36.500 addetti. Un driver dell’economia, stimato dal nostro ufficio studi in circa il 5% degli investimenti in costruzioni”, spiega Gallini. “Cemento e calcestruzzo hanno un’origine naturale, le materie prime vengono poi modificate per assumere determinate caratteristiche chimiche. L’importante è che vengano da processi produttivi certificati di alta qualità e noi ci prendiamo la responsabilità di quelli italiani – sottolinea il presidente di Federbeton -. Sappiamo come lavoriamo, siamo ovviamente controllati dalle autorità e ne siamo ben felici, abbiamo invece qualche dubbio sui materiali che provengono dall’estero. Ci sono meno controlli, poi nel trasporto c’è un minimo di deterioramento del prodotto. Poter utilizzare dei prodotti di altissima qualità e più sostenibili penso sia la priorità dei nostri clienti e del Paese. Il mercato sta dando dei segnali abbastanza positivi. Il paradosso sarebbe avere progetti italiani con fondi italiani ma sviluppati con prodotti esteri”.
“Siamo un settore energivoro, quindi abbiamo avuto l’impatto dei rincari, soprattutto nella prima parte del conflitto russo-ucraino – spiega Gallini -. Sono state prese delle contromisure, anche dal governo, non ultimo il decreto Bollette che è stato recentemente discusso, che però purtroppo non ci considera. Questo pacchetto è stato disegnato sulle regole del 2019, quindi non più attuali rispetto all’evoluzione che il mondo e l’Europa hanno avuto. Ci auguriamo di essere considerati per il pacchetto di misure che verrà approvato per il 2025. Sicuramente l’energia è una componente importantissima della nostra produzione”.
Per quanto riguarda i dazi annunciati dal presidente degli Stati Uniti, l’impatto immediato sul settore “non dovrebbe essere devastante, nel senso che i nostri mercati sono molto regionali e nazionali – afferma il presidente di Federbeton -. C’è però un flusso di materiali che da alcuni Paesi dell’area mediterranea vanno verso gli Stati Uniti. Quelli sicuramente saranno impattati dai dazi e c’è il rischio che invece di confluire verso gli Usa vengano poi reimmessi nei mercati europei. Quindi ci può essere un problema legato alle ulteriori importazioni di materiali da paesi Ue ma anche extra UE, soprattutto Paesi nordafricani”.
Inoltre i dazi stanno già causando “instabilità e incertezza, di nervosismo sui mercati”. Federbeton auspica che in questo quadro i progetti pubblici “vengano comunque portati avanti con la giusta direzione, con la giusta determinazione. Ci sono i progetti, ci sono i fondi, quindi ci auguriamo che tutto prosegua come è stato portato avanti fino a questo momento”, sottolinea Gallini.
Per i prossimi mesi l’associazione di categoria intende “continuare a fare quello che sa fare bene: prodotti per lo sviluppo del Paese. Siamo un driver importante dell’economia e vogliamo continuare a esserlo – afferma il presidente -. Stiamo lavorando anche sugli aspetti della sostenibilità e dell’innovazione di prodotto. Inoltre abbiamo una mission importante riguardo all’immagine del settore. C’è tanto valore nei prodotti che facciamo e vogliamo far sì che l’opinione pubblica abbia di noi una visione diversa rispetto al passato. Ci sono diverse iniziative che Federbeton sta portando avanti, come Porte Aperte, l’apertura delle fabbriche alle comunità. Abbiamo lanciato un podcast, che si chiama Grigio Forte, che ci permetterà attraverso l’aiuto della professoressa Tullia Iori di andare a vedere più in profondità alcune delle opere iconiche del Paese, come Torre Velasca a Milano o il Maxxi a Roma. Inoltre siamo presenti con diverse iniziative anche al Fuorisalone di Milano”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).